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Politica

“Trump favorisce il far west”;: ma i dati smontano i dem Usa

Donald Trump è l’inquilino della Casa Bianca da poco più di due anni e negli Stati Uniti sta calando il numero di omicidi commessi all’interno delle grandi città. Sembrano due variabili indipendenti, ma probabilmente non lo sono. Il tycoon, considerata...

Donald Trump è l’inquilino della Casa Bianca da poco più di due anni e negli Stati Uniti sta calando il numero di omicidi commessi all’interno delle grandi città. Sembrano due variabili indipendenti, ma probabilmente non lo sono.

Il tycoon, considerata la presunta prossimità alla lobby delle armi, è stato più volte accusato di voler rendere gli States una sorta di rinnovato Far West, ma le statistiche, che sono impietose nei confronti di chi continua a sostenere questa tesi, registrano un fenomeno del tutto differente.

Da un biennio a questa parte, infatti, le rilevazioni segnalano l’esistenza di un cambio di rotta. Davvero una strana coincidenza temporale. The Donald, forse, è solo un uomo fortunato, ma i titoloni centrati sui “boom” di delitti commessi mediante armi da fuoco rischiano comunque di rappresentare la realtà in modo distorto. Lo ha spiegato bene Getty, elencando le metropoli in cui le uccisioni avvengono con minore frequenza rispetto al passato.

Apprendiamo così che a Chicago, vera città simbolo della statistica che stiamo per sciorinare, sono avvenuti cento omicidi in meno rispetto all’ultimo anno da presidente di Barack Obama. Sotto il mandato del primo presidente afroamericano, lo stesso uomo che avrebbe dovuto rendere gli Usa una sorta di paradiso pacifico ed esente da qualsiasi forma di violenza da strada, si sparava di più. Può apparire come un paradosso, ma è solo una considerazione basata sui numeri.

La media di Los Angeles, per esempio, racconta di circa trenta omicidi in meno. Un discorso simile può essere fatto citando i casi di San Francisco, Miami e New Orleans. Lo ha dovuto ammettere anche il New York Times, che certo non è un quotidiano favorevole all’attuale presidente. A rilevare, secondo gli osservatori più attenti, sono i dati sull’occupazione. La questione sociale degli Stati Uniti si è assottigliata, per non dire che è stata risolta, e i cittadini americani hanno meno ragioni per mettere mano alla fondina.

La cronicità della disoccupazione, del resto, viene spesso associata a conseguenze tragiche anche da un punto di vista esistenziale. Trump, cui non devono essere sfuggiti questi risultati, ha da poco dichiarato che gli States spendono troppo in armi. Sembra, insomma, che voglia farsi beffa dei suoi storici avversari. La stampa ultraprogressista pare aver avuto qualche problema nel riportare questa presa di posizione. Non deve essere facile ammettere che quello che sarebbe dovuto rimanere uno “scherzo della storia” stia diventando qualcosa di molto serio.

Barack Obama, dal canto suo, si è spesso rimproverato di non essere riuscito a riformare in senso restrittivo la legislazione riguardante il possesso delle armi. Trump sembra aver già dimostrato che la burocrazia e le norme incidono meno o non servono. A patto che i potenziali pistoleri, durante il giorno, abbiano qualcosa su cui lavorare.





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