Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. E a poco più di due settimane dalle elezioni Usa 2024, Kamala Harris ha scelto di diventare altra rispetto all’amministrazione che l’ha “concepita”. Ma soprattutto, ha scelto di andare in casa del nemico, concedendosi ai suoi microfoni.
Mercoledì scorso, la vicepresidente Usa si è concessa a Fox News in una breve intervista al cospetto di Bret Baier, che ha intervistato la candidata su immigrazione, economia e amministrazione Biden in un’intervista di 30 minuti. La sortita sulla rete conservatrice è stata la risposta a un appello diretto agli elettori di destra, dopo che più di 100 repubblicani si erano uniti a lei in un evento elettorale in Pennsylvania nelle prime ore della giornata.
Baier ha incalzato Harris su diversi argomenti, rigirando il dito nella piaga delle questioni di massimo interesse per l’elettorato Gop. Harris ha difeso l’amministrazione Biden sulla gestione dell’immigrazione, accusando i repubblicani di non aver approvato una legge sulla frontiera e criticando l’avversario Donald Trump per aver preferito usare l’immigrazione come tema elettorale invece di risolverlo. Sul Medio Oriente, invece, Harris ha identificato l’Iran come la principale minaccia per gli Usa, sottolineando il supporto incrollabile degli Stati Uniti per la difesa di Israele. Quanto invece al suo avversario, ha criticato Trump come instabile e concentrato esclusivamente su lamentele personali. Ha inoltre risposto a domande sulle operazioni di affermazione di genere per i detenuti transgender, affermando che rispetterà la legge e ricordando che anche sotto Trump tali trattamenti erano disponibili.
Nonostante abbia nicchiato su alcuni argomenti, Harris se l’è cavata egregiamente. Sebbene Baier l’abbia pungolata costantemente, interrompendola ripetutamente e cercando di parlarle sopra, Harris ha in gran parte indirizzato la conversazione nella direzione da lei preferita. Ma ciò che ha reso l’intervista un unicum nella corsa verso le elezioni, è il fatto che si sia trasformata nel suo più chiaro tentativo di distinguersi da Joe Biden dopo che le è stato chiesto in che modo la sua amministrazione sarebbe stata diversa. “La mia presidenza non sarà la continuazione della presidenza di Joe Biden“, ha risposto, autoproclamandosi rappresentante di una generazione diversa di leader e che affronterà questioni come l’edilizia abitativa e le piccole imprese in un modo assolutamente differente.
Peccato però che, in un’intervista su The View della Abc la scorsa settimana, aveva detto che “non le veniva in mente nulla” quando le è stato chiesto cosa avrebbe fatto diversamente dal vecchio Joe. Strategia? Ovvio. A così pochi giorni dall’election day distanziarsi dall’ingombrante comandante in capo è questione di sopravvivenza politica, abbandonando quella deferenza che l’aveva contraddistinta nelle scorse settimane, nonostante abbia spesso “dimenticato” pubblici ringraziamenti all’indirizzo del presidente: qualcuno ricorderà certamente la sera della presentazione del ticket con Tim Walz, durante la quale non ci fu nemmeno una parola per l’uomo che con il suo passo indietro le ha permesso la scalata verso la Casa Bianca.
Ma a chi parlava davvero l’ospitata su Fox? L’intervista con Baier ha dato alla candidata dem accesso a un vasto pubblico di donne repubblicane che la sua campagna sta cercando di conquistare. I suoi consiglieri ritengono che ci sia una fetta di elettorato femminile conservatore che potrebbe essere ricettivo alla sua linea. I responsabili della campagna di Harris ritengono che parlare dell’attuale panorama di restrizioni all’aborto negli Stati Uniti potrebbe essere una strategia vincente con le elettrici, in particolare quelle di orientamento liberal. Purtroppo, però, all’interno dell’intervista questo tentativo è fallito: Baier non ha sollevato la questione e Harris non lo ha guidato lì.
Un’altra strategia che strizza l’occhio ai delusi del Gop sembrerebbe, invece, confermarsi nelle prossime settimane per la volata finale. La vicepresidente degli Stati Uniti visiterà lunedì prossimo i tre stati chiave del Midwest (Pennsylvania, Michigan e Wisconsin) insieme all’ex Congress woman Liz Cheney, figlia dell’ex vicepresidente Dick Cheney che ha rotto con Trump dopo l’assalto al Campidoglio. Lunedì prossimo, entrambe visiteranno aree suburbane della Pennsylvania, del Michigan e del Wisconsin, dove “hanno intenzione di mettere in guardia contro il rischio di un secondo mandato di Trump per gli Stati Uniti“. Il messaggio è chiaro: da qui al 5 novembre i dem andranno a caccia di donne conservatrici deluse dal Maga. E potrebbe funzionare…