Una commissione d’inchiesta internazionale del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite ha pubblicato un nuovo, sconvolgente, report, nel quale accusa apertamente Israele di aver deliberatamente preso di mira i bambini palestinesi nella Striscia di Gaza, denunciando ancora una volta il «genocidio» in corso, ma anche evidenziando i crimini contro l’umanità e i crimini di guerra nella Striscia, oltre a rilevare crimini di guerra anche in Cisgiordania.
Il rapporto, intitolato «L’essenza dell’infanzia è stata distrutta: il deliberato attacco di Israele contro i bambini palestinesi nel Territorio Palestinese Occupato dal 7 ottobre 2023», arriva a poche settimane da un precedente documento – risalente allo scorso settembre – in cui la stessa commissione aveva già concluso che le autorità e le forze di sicurezza israeliane avevano commesso «quattro dei cinque atti tipici del genocidio» definiti dalla Convenzione del 1948, con buona pace di chi continua – nonostante le evidenze – a negare la drammatica realtà dei fatti.
La Commissione Onu inchioda Israele
Ora la Commissione internazionale e indipendente d’inchiesta sui Territori palestinesi occupati e su Israele, istituita nel 2021 dal Consiglio per i diritti umani, va oltre: secondo gli investigatori, il prendere di mira deliberatamente i bambini è uno degli elementi chiave per stabilire l’intenzione genocida delle autorità e delle forze di sicurezza israeliane di distruggere il gruppo palestinese, nella sua totalità o in parte, a Gaza.
«Le prove mostrano che i bambini palestinesi sono stati deliberatamente presi di mira e uccisi dalle forze di sicurezza israeliane», ha dichiarato Srinivasan Muralidhar, presidente della Commissione, sottolineando come anche dopo il cessate il fuoco dell’ottobre 2025 i bambini continuino a essere uccisi e gravemente feriti, con il perdurare del disprezzo di Israele nei confronti della tregua e della protezione dovuta ai minori in base al diritto internazionale.
I numeri del genocidio
I numeri contenuti nel rapporto sono sconvolgenti. Nei primi due anni di guerra almeno 20.179 bambini sono stati uccisi e 44.143 feriti nella Striscia di Gaza, rappresentando circa il 30% di tutte le vittime. Tra questi, almeno 5.031 avevano meno di 5 anni, di cui circa 1.029 neonati sotto l’anno di età.
In Cisgiordania e Gerusalemme Est, nello stesso periodo, sono stati uccisi 213 minori palestinesi. L’Unicef ha aggiunto che dal cessate il fuoco di ottobre 2025 sono stati uccisi oltre 260 bambini, uno al giorno. Il rapporto documenta come le forze israeliane abbiano attaccato i bambini con armi di precisione – colpi di cecchino, droni armati – e con armi ad alto impatto su edifici residenziali, scuole e campi profughi affollati.
Alcuni esempi terribili della strage di bambini
La commissione ha verificato in modo indipendente una serie di casi che restituiscono l’orrore di ciò che sta accadendo. C’è la storia di Hind Rajab, una bambina di 5 o 6 anni, e della sua famiglia – sette persone – uccisi a Gaza City il 29 gennaio 2024, insieme a due paramedici. Hind rimase al telefono con i soccorritori per ore, intrappolata in un’auto tra i corpi dei parenti morti. C’è il caso di un ragazzo di 15 anni colpito al piede mentre sventolava un panno bianco durante un’evacuazione a Khan Younis, il 24 gennaio 2024, poi raggiunto da altri due colpi alla schiena e al collo mentre cercava di rialzarsi. E ancora, un neonato di 10 giorni colpito alla testa da un fucile montato su un drone mentre veniva allattato in una tenda al campo di Nuseirat, il 12 aprile 2024, sopravvissuto con danni cerebrali e crisi epilettiche.
Il rapporto cita anche la vicenda di Jadallah “Jad” Jadallah, 14 anni, ucciso a bruciapelo a Tubas il 16 novembre 2025 e lasciato a sanguinare per circa 45 minuti mentre circa 14 soldati gli stavano intorno, con uno che gli ha ripreso il cappello e un altro che ha messo una pietra accanto al corpo per simulare una scusa. C’è Layla al-Khatib, una bambina di 2 anni colpita alla nuca durante la cena a casa sua il 25 gennaio 2025 in Cisgiordania, con quattro proiettili sparati attraverso la finestra del soggiorno. E poi Walid Ahmad, 17 anni, morto il 22 marzo 2025 nel carcere di Megiddo per fame, deperimento muscolare, colite non curata e scabbia – il primo minore palestinese a morire in custodia israeliana dall’ottobre 2023. ù
La commissione ha inoltre verificato il caso di quattro neonati all’ospedale pediatrico Al-Nasr, nel novembre 2023, trovati in decomposizione ancora attaccati a macchine per il supporto vitale dopo che il personale era stato costretto a evacuare senza poterli spostare, e di almeno 15 neonati morti di ipotermia tra dicembre 2024 e febbraio 2025, tra cui una bambina di un giorno. Non mancano le denunce di violenza sessuale in detenzione, con ragazzi palestinesi spogliati e filmati pubblicamente durante arresti di massa, e due cugini di 7 e 13 anni denudati sotto la minaccia delle armi a Jenin.
Tel Aviv respinge le accuse ma la Commissione chiede di incriminare i colpevoli
Le conseguenze, sottolinea il rapporto, vanno ben oltre le vittime dirette. I bambini sopravvissuti soffrono di «ferite fisiche e psicologiche gravi, traumi collettivi, separazione, disabilità, spostamenti ripetuti, fame e crollo dei sistemi educativi e sanitari» che – scrive la Commissione – «hanno annientato l’infanzia di questi bambini e continueranno a segnarli per tutta la vita a Gaza». Gli investigatori denunciano anche gli attacchi di Tel Aviv ai servizi di maternità e neonatologia, che ha causato un aumento di aborti spontanei e complicazioni alla nascita, e accusano il blocco imposto a Gaza di aver provocato una carestia che ha contribuito alla morte di bambini e al degrado della loro salute.
«Prendendo di mira i bambini, Israele mina le fondamenta della società palestinese, indebolisce la vitalità demografica e la capacità complessiva del popolo palestinese di preservare ed esercitare il suo diritto a determinare il proprio futuro come popolo», si legge nel rapporto. O, come ha sintetizzato il presidente Muralidhar: «Attaccando i bambini, Israele sta attaccando la stessa capacità del popolo palestinese di esistere e di determinare il proprio futuro».
Israele ha respinto con forza le conclusioni, definendo il rapporto «una farsa calunniosa» e «un pezzo di propaganda oltraggioso come i precedenti», accusando la commissione di passare sotto silenzio le brutali tattiche di Hamas, che attacca senza pietà i bambini israeliani e usa i bambini palestinesi come scudi umani. La missione israeliana a Ginevra ha inoltre affermato che la commissione manca di qualsiasi meccanismo di verifica credibile per le sue affermazioni.
La Commissione d’inchiesta, tuttavia, chiede a Tel Aviv di porre fine alle violazioni e ai crimini. Ha identificato unità militari specifiche coinvolte – tra cui la Brigata Kfir, la 401ª Brigata Corazzata, Shayetet 13, l’unità Duvdevan e l’unità multidimensionale – e formula raccomandazioni a Israele e a tutti gli Stati membri affinché gli autori di questi crimini rispondano delle loro azioni. «Anche se le bombe e le armi dovessero tacere a Gaza e in Cisgiordania, i bambini palestinesi non si riprenderanno dall’oggi al domani», ha avvertito Muralidhar. «La distruzione della loro salute, istruzione e sviluppo è irreversibile».
Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto. Unisciti a noi, abbonati oggi!