Il dipartimento del tesoro americano, sul suo sito ufficiale, rivela di essere in possesso di prove che attestano l’esistenza di un consorzio internazionale per aggirare le sanzioni imposte al Venezuela e vendere milioni di barili di greggio, prodotto da Petroleos de Venezuela SA (Pdvsa). Il petrolio è stato distribuito, fra altre destinazioni, in Cina, Malesia, Singapore, Turchia e Palestina. Veniva utilizzata una struttura di società strumentali, creata fra il 2016 e il 2018, dagli uomini d’affari colombiani Alex Saab e Álvaro Pulido Vargas, in Messico, Russia, Honk Kong, Turchia ed Emirati Arabi Uniti. Affiorano, inoltre, i nomi degli intermediari.

Gli Stati Uniti hanno confermato il vincolo con Saab, e congelato gli asset, di tre figure considerate chiave, l’italiano Alessandro Bazzoni, il venezuelano Francisco D’Agostino, e lo svizzero Phillip Apikian. Bazzoni è relazionato con 14 imprese incluse in un nuovo pacchetto di provvedimenti economici. Azionista di Elemento Ltd, compagnia maltese con filiali nel Regno Unito e Panama, e interessi energetici in Venezuela dal 2017, è socio di D’Agostino, vicino ai circoli dell’opposizione politica venezuelana. Apikian, titolare di Swissoil Trading, è un partner di Bazzoni. La missione di queste entità si concentra in transazioni di petrolio di alta densità e invio marittimo in Asia a Medio Oriente.

L’arresto, da parte dell’Interpol, per riciclaggio di denaro, di Saab, supposto faccendiere di Nicolás Maduro, avvenuto il 12 giugno a Capo Verde, durante un rifornimento tecnico del volo privato che lo portava dall’Iran al Venezuela, e le penalità ingiunte a Libre Abordo e Schlager Business Group, del messicano Joaquín Leal, non hanno interrotto il circuito. L’unità di intelligence finanziaria del governo del Messico aveva seguito la traccia di 200 milioni di euro della compravendita di greggio della rete di Saab fra questo paese e il Venezuela, su impulso di Washington, che considera illegittimo l’esecutivo di Maduro, e lo accusa di corruzione e sfruttamento illegale delle risorse naturali.

Con la bancarotta di Libre Abordo e Schlager Business Group, il ruolo di Bazzoni, socio di Leal in Promotores para el Fomento, di cui Apikian è direttore, ha guadagnato importanza. Le operazioni di collocazione sul mercato, iniziate nel 2019, prevedevano il carico fra navi cisterna di petrolio venezuelano, acquisito a credito, e con ribassi fra il 10 e il 15 per cento, dipendendo dal porto di arrivo. Libre Abordo e Schlager Business Group, prima, e Elemento Ltd e Swissoil, fino a poco tempo fa, lo trasportavano su vascelli, ora sequestrati, che battevano perlopiù bandiera liberiana e panamense, modificando l’origine della merce nella documentazione doganale e dichiarandosene proprietari al momento della consegna, anche se il pagamento all’origine non era stato perfezionato.

É stata pure resa nota una comunicazione a Pdvsa che nomina società, sconosciute alla piazza del petrolio, che fanno capo a Bazzoni e affiliati, registrate a Mosca dalla Ogx Trading di Serguei Basov, legato a Saab. Fatture dimostrano che Pdvsa ha richiesto depositi in euro sui conti bancari russi Evrofinance e Gazprombank. Attraverso questa trama, da prima del blocco di Libre Abordo e Schlager Business Group, si era arrivati a concentrare il 40 per cento delle esportazioni della Pdvsa. Secondo il tesoro americano, tuttavia, fra ottobre e novembre dell’anno passato, gli acquirenti fantasma russi hanno fatto duplicare il volume mensile. La Reuters ha poi svelato imprese registrate negli Emirati Arabi, incaricate dello smistamento nei territori amministrati dall’Autorità Nazionale Palestinese. In agosto, la Pogc Petroleum e la Energy Fz-Llc palestinesi hanno pagato alla Pdvsa 1.8 milioni di barili delle varietà Merey e Boscán in dirhams, la moneta ufficiale degli Emirati.

Sebbene, rispetto ai decenni anteriori, il giro dell’export petrolifero venezuelano, nel 2020,  è diminuito in misura considerevole, l’ingranaggio continua funzionando con il concorso di forze opposte agli Stati Uniti sul piano geopolitico, ma anche grazie a un accordo di non aggressione, se non di connivenza, tra fazioni in contrasto sul piano della politica interna. Il vuoto lasciato dai principali clienti stranieri, a causa delle sanzioni, è stato riempito da uno schema che opera nella periferia del mercato energetico internazionale e commercia al di sotto del valore assegnato. Fonti dell’amministrazione di Maduro hanno commentato che questa è la conseguenza di decisioni arbitrarie che mirano al controllo della ricchezza mineraria del paese.

Quel che è certo è che le misure drastiche di Washington per asfissiare l’economia del Venezuela hanno provocato maggiore disuguaglianza e povertà, rinsaldando il chavismo, e ingrassando un’oligarchia che ha lucrato sulle necessità della popolazione e prosperato ai margini dell’embargo. Intanto, il rilevamento nazionale sulle condizioni di vita, elaborato da due università pubbliche e una privata, segnala che il 96 per cento delle famiglie lotta contro la miseria e il 79 per cento si trova in condizioni di estrema povertà.