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Il lockdown della Francia terminerà, come previsto, il 15 dicembre ma saranno mantenute in vigore alcune restrizioni a causa di un quadro epidemiologico non del tutto soddisfacente. Ad annunciare gli ultimi sviluppi è stato il Primo Ministro Jean Castex che, come segnalato da The Connexion, ha ricordato che “la situazione sanitaria è molto migliorata nelle ultime settimane” ma anche che “i miglioramenti sono entrati in una fase di stagnazione negli ultimi sette giorni. Il numero di nuove infezioni non sta più diminuendo ed anzi si registra un leggero incremento”. Il duro confinamento nazionale imposto all’inizio di novembre ha raffreddato la curva dei contagi ed a riportare il quadro epidemiologico sotto controllo ma non abbastanza per centrare l’obiettivo fissato da Emmanuel Macron. Il Capo di Stato aveva dichiarato che il lockdown vero e proprio avrebbe potuto terminare, ipotizzando la data del 15 dicembre, al raggiungimento di 5mila nuovi casi nell’arco di ventiquattro ore. Le nuove infezioni giornaliere si sono però attestate sopra le 10mila unità.

Il futuro non è rassicurante

Il governo francese ha così deciso di rinviare di tre settimane l’apertura di cinema, musei e teatri prevista per il 15 dicembre mentre a partire da questa data sarà in vigore un coprifuoco notturno tra le otto di sera e le sei della mattina. Al di fuori di questa fascia oraria non sarà più necessario munirsi di autocertificazione per giustificare le uscite e ci si potrà spostare liberamente all’interno del territorio nazionale.Il coprifuoco sarà in vigore anche il 31 dicembre mentre è stata prevista un’esenzione per la sera della vigilia di Natale.

Il rischio è che la Francia si appresti a vivere una fase di semi-confinamento prolungato in grado di danneggiare le prospettive di rilancio dell’economia e quelle di rielezione di Macron. Nel corso delle festività natalizie avranno luogo numerosi incontri amicali e familiari in grado di facilitare la diffusione del Covid-19 mentre a partire da gennaio la stagione influenzale entrerà nel vivo. Il contenimento del Covid-19 sarà particolarmente difficile a partire dal mese di gennaio e ciò potrebbe comportare la necessità di adottare nuove restrizioni per fronteggiare i possibili pericoli. La proverbiale luce in fondo al tunnel in grado di porre fine alla fase più dura della pandemia è, dunque, ancora piuttosto lontana. Gli effetti della vaccinazione di massa contro il Covid-19 inizieranno a farsi significativi a partire dalla primavera e sino ad allora sarà necessario resistere. Nel frattempo, però, potrebbe esaurirsi la pazienza dei cittadini esasperati da un’annata terribile e provati tanto nello spirito quanto nel portafoglio.

Un Presidente poco amato

Il 64 per cento dei francesi, secondo un’indagine demoscopica realizzata all’inizio di dicembre da Elabe, non approva l’operato di Emmanuel Marcon mentre appena il 32 per cento del campione intervistato esprime un giudizio positivo su di lui. Le conclusioni di un sondaggio realizzato da YouGov non sono molto diverse: il 61 per cento dei francesi non è soddisfatto di Emmanuel Macron. Il Primo Ministro Jean Castex, se possibile, è messo anche peggio del collega e “gode” della disapprovazione del 69 per cento del campione secondo Elabe e del 60 per cento per YouGov. Il giudizio impietoso dei francesi non lascia molte speranze a Macron, confinato in un vicolo cieco da cui potrebbe rivelarsi difficile riuscire a liberarsi. L’insoddisfazione generale potrebbe trasformarsi in benzina in grado di “accendere” nuove, violente manifestazioni di piazza contro il Presidente che dovrebbe ricorrere all’intervento delle forze dell’ordine per sedarle. Macron dovrà adoperarsi per cercare di evitare che il 2021 possa rivelarsi un anno ancora peggiore di quello appena trascorso. Empatia e capacità di ascoltare i problemi dei concittadini si riveleranno virtù necessarie per riuscire a guadare un fiume sempre più turbolento.





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