Il tanto atteso confronto elettorale tra Calin Georgescu ed Elena Lasconi non ci sarà: a un giorno dall’apertura dei seggi in Romania per il ballottaggio delle elezioni presidenziali, la Corte Costituzionale ha annullato l’esito del primo turno e ha quindi ordinato di ripetere nuovamente il voto che si è svolto lo scorso 24 novembre.
Le ingerenze segnalate dai servizi segreti
Un primo pronunciamento da parte della Corte si era avuto nei giorni scorsi e riguardava la possibile presenza di brogli nel conteggio. Tuttavia, in quell’occasione i giudici avevano respinto i ricorsi depositati a Bucarest da diversi esponenti politici e avevano validato ufficialmente l’esito del primo turno delle presidenziali. A far ritornare sul caso la Corte è stata la presenza di alcuni documenti dei servizi segreti che segnalavano presunte ingerenze sul processo elettorale. In particolare, così come sottolineato dai media locali, nelle scorse ore il Consiglio Supremo di Difesa ha classificato come prioritari e importanti le segnalazioni giunte dai servizi segreti in cui si parla di un non meglio precisato “attore statale” che avrebbe influenzato l’esito finale. A questo punto, i giudici costituzionali hanno preso atto delle novità e, sulla base dei documenti dell’intelligence, hanno deciso all’unanimità di annullare i risultati del primo turno e di fermare l’organizzazione del ballottaggio.
Una campagna elettorale molto tesa
Di ingerenze a Bucarest si è iniziato a parlare già subito dopo l’esito del voto del 24 novembre. In testa infatti è risultato a sorpresa il candidato indipendente Calin Georgescu. Ex esponente dell’estrema destra, dalle posizioni anti Nato e contrario al sostegno della Romania all’Ucraina, Georgescu ha clamorosamente preso il 22% dei consensi mentre i sondaggi più ottimisti sul suo conto attribuivano appena il 5%. Secondo diversi analisti, il suo successo è derivato soprattutto grazie all’attivismo del candidato sui social e, in particolar modo, su TikTok. E non sono pochi coloro che, scesi in piazza fino a poche ore fa a Bucarest, hanno parlato di ingerenze russe legate alla campagna elettorale social di Georgescu. Le accuse, portate avanti soprattutto dai movimenti filo europeisti, riguardano possibili creazioni di account falsi e di pagamenti attuati per far diffondere il più possibile i video di Georgescu.
La procura, pochi giorni dopo il voto, aveva aperto una propria inchiesta relativa ai finanziamenti della campagna elettorale del candidato di estrema destra. Ma un’inchiesta parallela era stata già aperta evidentemente anche dai servizi segreti. I documenti al momento sono oggetto di indagine e sono al vaglio degli inquirenti. Nel comunicato ufficiale della Corte non si fa esplicita menzione delle ingerenze russe, ma il riferimento alle accuse trapelate nei giorni scorsi è comunque piuttosto chiaro.
Georgescu avrebbe dovuto sfidare Elena Lasconi e nonostante una buona affermazione, seppur con risultati più ridimensionati di quattro anni fa, dei partiti europeisti e moderati nelle legislative di domenica scorsa, secondo i sondaggi era proprio il candidato indipendente a partire come favorito nel ballottaggio.

