Dal 2012, con l’ascesa di Xi Jinping, la Cina ha intrapreso un percorso di rafforzamento dell’educazione patriottica. L’idea del “sogno cinese” e del “socialismo con caratteristiche cinesi per una nuova era” non è rimasta uno slogan, ma si è tradotta in politiche mirate. Tra queste, le proiezioni di film a tema patriottico nelle università sono diventate uno strumento privilegiato per modellare la coscienza politica delle nuove generazioni. Non si tratta di semplici attività extracurriculari, ma di veri momenti di indottrinamento, inseriti in un quadro più ampio che include manuali scolastici, app educative e cerimonie ufficiali.
Obiettivi e funzione delle proiezioni
Il Partito Comunista Cinese utilizza il cinema universitario con una duplice finalità. Da un lato, instillare nei giovani l’orgoglio nazionale e la fedeltà al partito, rafforzando la narrativa della “rinascita cinese”. Dall’altro, monitorare la lealtà ideologica, soprattutto durante gli eventi riservati ai membri del PCC o agli aspiranti tali. In queste occasioni, le proiezioni sono seguite da discussioni guidate che servono a valutare il grado di adesione dei partecipanti alle linee ufficiali. È l’applicazione pratica del “centralismo democratico”: tutti possono parlare, ma alla fine si deve concordare con la voce del partito.
I titoli proiettati non sono casuali. Blockbuster come The Battle at Lake Changjin o Wolf Warrior II celebrano vittorie militari, la resistenza contro l’imperialismo e la crescita della Cina come potenza globale. Documentari più di nicchia, proiettati nei circoli interni del PCC, mettono invece in scena la storia del partito e il pensiero di Xi Jinping, dipingendo gli Stati Uniti come minaccia costante alla sovranità cinese. Il messaggio è sempre lo stesso: la Cina è forte solo quando è unita attorno al partito.
Il ruolo strategico delle Università
A Pechino, Tsinghua e Peking University sono considerate i luoghi simbolo di questa campagna. Qui si formano i futuri quadri dirigenti, ed è perciò essenziale che gli studenti ricevano una formazione ideologica conforme. L’uso di strumenti digitali come Xuexi Qiangguo, l’app che diffonde testi di Xi Jinping e misura il tempo di studio, mostra come il controllo ideologico penetri in ogni aspetto della vita accademica. L’università diventa così laboratorio politico, non solo centro di sapere.
Tutti i film proiettati passano attraverso una rigida selezione. Nulla che possa mettere in discussione l’autorità del partito viene mostrato. La censura cinematografica, parte integrante del più vasto sistema di controllo dei media, assicura che il messaggio patriottico arrivi puro e incontaminato. Allo stesso tempo, i contenuti occidentali percepiti come “ostili” vengono limitati, per impedire che idee democratiche o valori universali entrino in conflitto con la narrativa nazionale.
Tendenze recenti e proiezione internazionale
Dopo il XX Congresso del PCC nel 2022, le proiezioni si sono moltiplicate. La legge sull’educazione patriottica discussa nel 2023 ne sancisce l’importanza e garantisce ulteriori risorse. Parallelamente, Pechino tenta di esportare il suo modello mediatico: accordi con emittenti straniere, anche in Europa, diffondono contenuti prodotti dal China Media Group, con l’obiettivo di rafforzare l’immagine della Cina e legittimare il ruolo del PCC come garante della stabilità.
Molti studiosi notano che queste iniziative sono parte di un vasto sforzo di indottrinamento volto a proteggere la società dall’influenza di “idee ostili”. Tuttavia, l’efficacia rimane dubbia. Non tutti gli studenti partecipano per convinzione; molti lo fanno per obbligo, o per opportunismo politico, nel tentativo di costruirsi una carriera all’interno delle strutture del partito. Questo solleva interrogativi sulla capacità reale del cinema patriottico di generare consenso autentico.
Conclusione
Le proiezioni patriottiche nelle università cinesi non sono solo eventi culturali, ma atti politici. Riflettono la volontà del Partito Comunista di plasmare le nuove élite, mantenere il controllo ideologico e costruire una narrativa nazionale impermeabile alle influenze esterne. La Cina di Xi Jinping ha capito che la forza di un Paese non si misura solo in economia e tecnologia, ma anche nella capacità di raccontarsi — e di far sì che i giovani credano in quella storia.