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La Cina punta tantissimo sullo sviluppo della rete 5G. Nel futuro immediato la competizione tra Stati si giocherà basandosi su questa particolare tecnologia. Chi la controllerà appieno avrà un enorme vantaggio nei confronti dei rivali, sia dal punto di vista economico-commerciale che militare. Ma a che punto è Pechino?

La guerra dei dazi per arginare lo sviluppo delle reti 5G

La risposta è: a buon punto. Sicuramente più avanti rispetto agli Stati Uniti, che soltanto in tempi non sospetti hanno puntato sul 5G proprio per arginare la Cina. Come abbiamo spiegato su questo giornale, la rete 5G provocherà una rivoluzione tecnologica. Tra i vari aspetti collegati a questa innovazione c’è un nuovo e fondamentale ruolo per l’intelligenza artificiale, ma anche l’Internet delle cose e il computer quantistico. La Cina è subito finita nel mirino di Washington. L’amministrazione Trump, con la scusa Huawei, ha sottolineato come il governo cinese possa utilizzare le reti 5G e le infrastrutture di telecomunicazione per spiare gli altri Stati e controllare immense mole di dati. E infatti proprio su questa pesante accusa si fonda la guerra dei dazi mossa dal Presidente americano a Xi Jinping. Più che badare a come non essere superati in campo economico, agli Stati Uniti interessa mantenere il primato geopolitico e militare.

I progetti di Pechino

La Cina non si spaventa prosegue le sue attività di ricerca e sviluppo. Huawei è soltanto la punta dell’iceberg di un settore molto dinamico. Il noto marchio di telefoni detiene il 12% dei brevetti già depositati relativi al 5G, poi c’è tutto il resto. Ad esempio Pechino ha in serbo un progetto ai limiti della fantascienza. Si tratta della prima rete autostradale dotata di tecnologia intelligente e stazioni 5G. SecondoChina News Agency, China Mobile costruirà nella provincia di Hubei oltre 2000 stazioni 5G che consentiranno alle più moderne vetture di interagire con l’innovativa rete.

Autostrade con tecnologia 5G e rivoluzione dei trasporti

Saranno assicurate l’assistenza alle automobili automatizzate e un pedaggio “intelligente”. Tutto nasce dall’accordo trovato lo scorso gennaio tra la filiale di Hubei della compagnia telefonica, la consociata di Shanghai e la Hubei Provincial Communications Investment. L’obiettivo del governo cinese è creare un laboratorio che riesca a integrare la tecnologia 5G al trasporto intelligente, altro settore sul quale la Cina ha intenzione di investire. Al momento sono state costruite 31 stazioni base. Ne mancano ancora circa 1969. Costo totale dell’operazione: 1 miliardo di yuan. Ma non è finita qui perché Pechino ha già testato a Chongqing gli autobus senza guidatore basati sulla rete 5G. Mentre nell’aereoporto di Guangzhou, il Guangzhou Baiyun International Airport, è stata impiantata la prima stazione rigorosamente 5G.

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