Riannettere alla Cina Taiwan entro il 2030. È questo l’ambizioso piano di Xi Jinping, che molto presto potrebbe mettere le mani sulla provincia ribelle. Con le buone o con le cattive. D’altronde il “sogno cinese” di Xi aspira alla completa riunificazione del Paese. Il messaggio è chiaro. Se Hong Kong e Macao sono ormai tornati nell’alveo di Pechino, lo stesso destino toccherà presto anche a Taipei.

Superare Mao ed entrare nella storia

La conquista di Taiwan sarebbe simbolica da almeno due punti di vista. Prima di tutto Xi Jinping supererebbe Mao Zedong e metterebbe a tacere le opposizioni interne al Partito, particolarmente in subbuglio negli ultimi mesi. Già, perché l’annessione di Taiwan alla Cina sarebbe di diritto un’impresa immortale da inserire nella narrazione governativa. Un evento che consentirebbe a Xi di superare il citato Mao, tra mito e storia. Certo, poi ci sono tutti gli epurati dal presidente che covano risentimenti vari nei confronti dell’attuale leader. Ma, con la presa di Taiwan, i loro sentimenti cambierebbero all’improvviso e Xi diventerebbe un autentico eroe nazionale.

L’ombra di una guerra

Riprendersi Taiwan è basilare anche per lanciare un segnale agli Stati Uniti. E questo è il secondo punto su cui focalizzare la nostra attenzione. Attualmente Taipei è sotto l’ala protettrice di Washington. Nel dicembre 2017 Trump ha firmato il National Defense Authorization Act, che prevede visite di navi da guerra americane nei porti taiwanesi. Insomma, il casus belli è dietro l’angolo e la Cina potrebbe cogliere la palla al balzo per risolvere la faccenda. Il fatto è che l’utilizzo della forza costringerebbe Pechino a una eventuale guerra con gli Stati Uniti. A meno che la Casa Bianca non decida di lasciar perdere (c’è anche questa ipotesi secondo alcuni analisti). Ma oltre all’esercito, la Cina è pronta a utilizzare tutto il suo soft power. Pechino ha dalla sua gli esempi di Hong Kong e Macao. Le Regioni amministrative speciali altro non sono che calamite in grado di attirare Taiwan in orbita cinese.

Un ostacolo all’espansione cinese

Xi Jinping ha comunque un piano ben preciso, scandito temporalmente. Da qui ai prossimi 20 anni la Cina sarà pronta per riprendersi Taiwan. Prima di lanciarsi nella campagna di Taipei, Pechino deve attuare alcune riforme. Quella del Partito, la modernizzazione economica e lo sviluppo della forza militare. C’è chi ha già individuato nel 2030 l’anno fatidico. In ogni caso, per la Cina, l’annessione di Taiwan è vitale anche da un punto di vista geopolitico. Quell’isola lì, situata nell’Oceano Pacifico e in buonissimi rapporti con gli Stati Uniti, è un freno per l’espansione cinese nella regione. Il sogno cinese di Xi deve concludersi con la completa riunificazione della Cina.