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Hong Kong è sempre più importante per lo sviluppo economico della Cina. La posizione strategica dell’ex colonia inglese si sposa perfettamente con i nuovi progetti di Pechino. Xi Jinping ha intenzione di trasformare l’area sud-orientale del Paese in un hub tecnologico, finanziario e turistico mai visto prima. Sul tavolo del governo cinese ci sono progetti faraonici per rafforzare i collegamenti con l’entroterra e rendere Hong Kong un crocevia fondamentale del sudest asiatico. Con la linea ad alta velocità serviranno appena 15 minuti per raggiungere Shenzen, mentre un ponte di 50 chilometri consente già di arrivare facilmente a Zhuhau e Macao. Benvenuti nella Grande Baia del delta del Fiume delle Perle.

La Grande Baia del Fiume delle Perle

Iniziamo proprio da qui. La Grande Baia comprende Hong Kong, Macao e diverse città continentali, tra cui Canton e Shenzen, il cuore tecnologico della Cina. Quest’area economica dovrà diventare la più grande nel suo genere entro il 2020. Inserito in un contesto simile, il ruolo di Hong Kong appare adesso più definito. Il suo obiettivo è quello di scalzare Singapore come hub fondamentale della regione. Nella Cina continentale c’è già chi è preoccupato della crescita dell’ex colonia inglese, che potrebbe superare Shanghai nella graduatoria di centri più importanti del paese. In realtà le due metropoli saranno complementari. Mentre Shanghai guiderà lo sviluppo cinese all’interno della nazione, Hong Kong fungerà da collegamento marittimo.

Un affare d’oro

Ma scendiamo ancor più nel dettaglio. Grazie alle infrastrutture Hong Kong è sempre più vicina a Shenzen; questo significa che ha tutte le possibilità di trasformarsi in calamita capace di attirare le tante imprese straniere che vogliono fare affari nell’entroterra. La Cina e Hong Kong per ragioni storiche hanno due sistemi economici diversi e altrettanti mercati differenti. Se nell’entroterra cinese vige il socialismo di stato e il popolo dei consumatori sfonda il muro del miliardo di persone, Hong Kong è considerata la città più liberista del mondo. Il problema è che qui ci vivono soltanto 7,4 milioni abitanti. Quindi, chi vuol realizzare un affare si stabilirà a Hong Kong ma farà affari con la Cina continentale. Al momento ci sono 8250 aziende straniere.

I vantaggi e i problemi di Hong Kong

Hong Kong nasconde poi diversi vantaggi, primo tra tutti un regime fiscale favorevolissimo. Non si paga l’iva e non esistono imposte sulle plusvalenze, la tassazione ammonta al 15% sui redditi e al 16,5% sui profitti delle imprese e i dazi sono quasi inesistenti. In più c’è un sistema giuridico basato sulla common law, retaggio del periodo coloniale inglese. Lo Stato ha quindi dei limiti ben precisi, come non sempre avviene nel resto della Cina.

Veniamo adesso ai problemi. A Hong Kong la disoccupazione è talmente bassa da provocare seri problemi all’economia. I non occupati sono appena il 2,8%, così pochi che rappresentano un ostacolo per la crescita. Mancano letteralmente i lavoratori, tanto che il turnover elevato degli impiegati fa aumentare continuamente il costo dei salari, che comunque sono mediamente bassi se paragonati agli standard occidentali. Ricordiamo che il salario minimo è di 4 euro l’ora. L’altro grave problema della metropoli è causato dalla speculazione edilizia che ha fatto aumentare il costo delle abitazioni in modo vertiginoso. Il costo degli immobili residenziali arriva a toccare anche quota 150mila euro al metro quadro in particolari zone della città; la media, sempre alta, è di 130mila.

Pechino investe su Hong Kong

Il messaggio lanciato dalla Cina appare evidente. Pechino necessita di investire su Hong Kong per espandere l’influenza cinese in tutto il sudest asiatico. Oltre ai vantaggi economici, questa metropoli diventerà geopoliticamente decisiva in quanto a logistica e commercio. I porti e gli aeroporti saranno presto rafforzati, sia per poter accogliere più turisti che merci. L’idea del governo, inoltre, sarebbe quella di trasformare Hong Kong in incubatore dei progetti tecnologici di Shenzen. Finanza e innovazione a braccetto per rendere la Cina ancora più grande.

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