La Cina sta seriamente tentando di “interferire” nelle elezioni di metà mandato del prossimo 6 novembre? Lo scorso 27 settembre, all’Onu, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha apertamente accusato Pechino, aggiungendo un ulteriore tassello nella guerra commerciale tra le due superpotenze: “Purtroppo abbiamo scoperto che la Cina sta cercando di interferire nelle nostre elezioni che terremo a novembre. Non vogliono che io vinca perché sono il primo presidente che abbia mai sfidato la Cina sul commercio. Ma noi vinceremo tranquillamente. Non possono immischiarsi nelle nostre elezioni”.
Le prove? Trump ha confermato: “Siamo pieni”. Dello stesso tenore le dichiarazioni del vicepresidente Mike Pence pronunciate qualche giorno più tardi: “La Cina ha avviato uno sforzo senza precedenti per influenzare l’opinione pubblica americana, le elezioni del 2018 e l’ambiente politico che porterà alle elezioni presidenziali del 2020″, ha affermato all’Hudson Institute.
Le insinuazioni di Trump e Pence sono però smentite dagli esperti in cybersecurity interpellati da Politico che hanno a lungo seguito le operazioni di spionaggio digitale della Cina. “Non sono a conoscenza di alcunché di credibile che sia direttamente collegato a qualsiasi obiettivo o che possa influenzare le elezioni”, spiega Ron Bushar di FireEye, una società di sicurezza informatica che monitora gli hacker cinesi da anni. “Non c’è alcuna prova di manipolazione online “, gli fa eco Adam Segal, esperto del prestigioso Council on Foreign Relations.
Gli esperti smentiscono la Casa Bianca
Altra smentita arriva da Recorded Future, un’importante società di sicurezza informatica che lo scorso agosto aveva rilevato un malware proveniente dalla Cina: “Non abbiamo rilevato alcunché contro le elezioni americane, anche se stiamo monitorando numerose attività cinesi in generale”, ha spiegato a Politico Christopher Ahlberg, ceo di Recorded Future. Anche il segretario alla sicurezza nazionale Kirstjen Nielsen ha dato una spiegazione decisamente più sfumata rispetto alle dichiarazioni del presidente.
“Al momento – ha spiegato Nielsen – nessun avversario straniero sta tentando di entrare nella nostra infrastruttura elettorale”. Insomma, sembra proprio che le dichiarazioni di Trump e Pence abbiano poca sostanza e riflettano più che altro, nella loro retorica, la crescente tensione tra le due superpotenze. Alla fine di agosto Trump aveva già accusato via twitter la Cina di essere dietro l’hackeraggio delle e-mail di Hillary Clinton del 2016.
La spia cinese arrestata
A incrinare ulteriormente i rapporti tra Pechino e Washington c’è un’altra notizia. Nelle scorse ore, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha arrestato in Belgio e incriminato Xu Yanjun, ufficiale dell’intelligence cinese, con l’accusa di aver cospirato e tentato di sottrarre segreti commerciali alle principali compagnie aerospaziali statunitensi, tra cui GE Aviation, un fornitore di motori a reazione per aerei militari americani.
Xu è stato arrestato ed estradato questa settimana e ora dovrà far fronte alle accuse in America.”Le aziende aerospaziali statunitensi investono tempo e miliardi di dollari nella ricerca”, ha affermato Bill Glassman, un avvocato del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. “Al contrario, secondo l’accusa, un ufficiale dell’intelligence cinese ha cercato di acquisire la stessa innovazione faticosamente conquistata rubandola”. Il caso di Xu è indicativo delle tensioni e della guerra commerciale in corso.
La Cina ha smentito le accuse di spionaggio da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.
“Speriamo che gli Stati Uniti possano affrontare la questione in modo equo e legale e garantire gli interessi legittimi di un cittadino cinese” ha dichiarato in una nota ufficiale il governo di Pechino. Mar Cinese Meridionale, dazi, cybersecurity: il dado tra Pechino e Washington è tratto. E non si torna indietro.
Abbonati e diventa uno di noi
Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

