Venti di cambiamento in tutta l’Asia orientale. Non solo in Corea, ma anche fra Cina e Giappone.Dopo l’incontro fra il premier cinese Li Keqiang e il suo omologo giapponese, Shinzo Abe le due potenze asiatiche hanno promesso di ripristinare i rapporti bilaterali e hanno concordato di istituire un canale diretto di comunicazioni per prevenire incidenti militari fra le flotte navali e aeree dei due Stati.
L’idea della hotline fra i vertici militari di Cina e Giappone è molto importante. Sarà lanciata entro 30 giorni ed è stato previsto anche l’avvio di incontri regolari fra i funzionari della Difesa dei due Paesi per quanto riguarda le acque contese. Un passo in avanti, senza dubbio. Ma piano a considerarlo la fine dei dissidi.
Secondo quanto riportato dal South China Morning Post, il canale di comunicazioni non coprirebbe gli incontri che avvengono vicino alle isole Senkaku ( Diaoyu per la Cina), controllate da Tokyo e rivendicate anche da Pechino.
Accordi economici
Non solo questioni militari, ma anche importanti progetti economici, finanziari e infrastrutturali. I due primi ministri hanno concordato la volontà comune di riprendere il discorso sulla possibilità di un accordo sullo scambio di valuta in tempi di emergenza finanziaria. E hanno dato il semaforo verde per la nascita di un consiglio pubblico-privato per esaminare programmi di cooperazione relativi a progetti infrastrutturali legati alla Nuova Via della Seta.
Il premier cinese Li Keqiang ha poi annunciato un’altra importante misura volte a rafforzare i legami tra le economie di Cina e Giappone. Il governo cinese ha infatti concesso la possibilità agli investitori giapponesi di acquistare fino a 200 miliardi di yuan di titoli nei mercati cinesi onshore.
“Come vicini e come principali economie del mondo, relazioni a lungo termine, salutari e stabili tra Cina e Giappone sono reciprocamente vantaggiose e in linea con la pace, la stabilità e la prosperità della regione e del mondo”. Queste le parole del premier Li all’agenzia cinese Xinhua. Le relazioni tra i due Paesi sono “in una fase cruciale per migliorare i legami bilaterali”, ha detto Li ad Abe, aggiungendo che i due vicini dovrebbero essere partner piuttosto che nemici.
“Voglio portare le relazioni tra Giappone e Cina a un nuovo livello“. Questo l’augurio di Shinzo Abe ai media dopo la visita di Li. Ed ha anche detto di avere in programma una visita a Pechino entro la fine di quest’anno, con l’invito a Xi Jinping di visitare il Giappone. Discorsi cordiali e molto importanti, soprattutto con la prospettiva di una Corea pacificata.
Una nuova era? Sì ma con cautela
Tra Cina e Giappone, le relazioni sono tornate a livelli di cordialità come non si vedeva da molto tempo. La questione delle isole contese rappresenta, a tutt’oggi, un problema irrisolto. E né Pechino né Tokyo sono disposte a cedere di un millimetro rispetto alle proprie pretese.
Tokyo accusa costantemente Pechino di inviare navi della marina militare cinese nelle acque contestate, mentre Pechino ha accusato Tokyo di alimentare tensioni nel Mar Cinese Meridionale. Il tutto sullo sfondo della questione coreana e dell’appartenenza dei due Paesi a blocchi distinti. Eppure, è del tutto evidente che entrambe le potenze avrebbero ottime prospettive di guadagno se riuscissero a superare le divergenze.
Il fatto che Abe abbia mostrato interesse verso l’iniziativa cinese del One Belt One Road, così come il fatto che i cinesi vogliano migliorare le relazioni con il Giappone, sono segnali incoraggianti. In un periodo di forte instabilità e con la questione del libero commercio a interessare tutti gli alleati degli Stati Uniti, le due potenze economiche dell’Asia hanno compreso la necessità di trovare una linea comune.