Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Reuters, i diplomatici della Repubblica popolare cinese e della Federazione Russa stanno lavorando ad un progetto volto a limitare l’embargo internazionale al quale è vincolata la Corea del Nord dal 2006. La proposta, presentata nella giornata di oggi al Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite, sarebbe volta a cercare di giungere ad un accordo con il regime asiatico, al fine di indurre Kim Jong-un a rinunciare al suo programma di sviluppo balistico e delle testate nucleari. Dopo la minaccia dei giorni scorsi agli Stati uniti da parte del leader nordcoreano di continuare i test qualora il presidente americano Donald Trump rifiutasse di venire incontro alle richieste di Pyongyang, un timido tentativo di distendere le tensioni è stato messo in atto dai diplomatici russi e cinesi.

Kim ha promesso una “sorpresa” per Capodanno

In uno degli ultimi comunicati ufficiali, Kim ha ribadito come sia intenzionato a proseguire i programmi balistici nordcoreani, per i quali non necessita assolutamente del benestare di Washington. La netta chiusura da parte degli americani ad un qualsiasi concordato che non tenga conto delle richieste nordcoreane ha spinto il leader asiatico ad annunciare come siano pronte ulteriori sperimentazioni, consistenti facilmente in un ennesimo test balistico a lungo raggio.

Sebbene in questi anni la Corea del Nord si sia limitata a compiere dei semplici test balistici, che hanno comunque evidenziato un’ottima preparazione militare, le operazioni non sono comunque prive di rischi. In primissimo luogo, i test potrebbero “fallire” e colpire involontariamente degli obiettivi terrestri nella Sud Corea o nel Giappone, generando la risposta dei Paesi che hanno subito l’offensiva. In secondo luogo, il possesso da parte della Corea del Nord di testate nucleari funzionanti rende ancora più difficile la situazione a causa dei grandi pericoli connessi agli armamenti atomici. Motivi per cui gli esperimenti vengono sovente annunciati dal governo nordcoreano: un’errata considerazione delle azioni potrebbe avere risultati catastrofici.

Cina e Russia vogliono aprire ai commerci

La risoluzione portata sul tavolo del Consiglio di sicurezza dell’Onu non ha attualmente i numeri per passare e con molta probabilità verrà respinto, soprattutto a causa degli stessi Stati Uniti, decisi a sostenere la linea dura. Le speranze di Mosca e Pechino risiedono invece nella possibile di riaprire ai commerci internazionali, venendo incontro all’industria produttiva del Paese che dal 2006 a questa parte ha risentito dell’embargo internazionale. In particolare, i benefici maggiori sarebbero ottenuti dal settore primario locale, consistente in produzioni ittiche, e nei manufatti artistici della regione. Una piccola apertura, che porta però alla speranza di far riaprire i negoziati attualmente in atto tra il Paese asiatico e Washington.

I dubbi riguardanti l’accordo risiedono anche nella possibilità che, nonostante accettati all’unanimità dal Consiglio di sicurezza, non vengano accettati dalla stessa Corea del Nord. Il fatto sembrerebbe in tal caso dimostrare come Pyongyang si reputi più forte rispetto agli altri Paesi, aumentando ulteriormente le tensioni in atto e rendendo a quel punto irraggiungibile ogni tipo di accordo diplomatico. Tutto questo, inoltre, senza considerare l’apparente fermezza del presidente Trump nei confronti di Kim, che ha portato le tensioni tra i due Paesi ai massimi storici degli ultimi decenni.