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Politica

Cina, altra rivoluzione in arrivo: stop al controllo delle nascite

La Cina si prepara a rivoluzionare il suo sistema di controllo delle nascite. E se la notizia riportata da Bloomberg sarà confermata, potrebbe avere un impatto molto serio sul futuro del Paese. Secondo quanto riporta il media americano, il Consiglio...

La Cina si prepara a rivoluzionare il suo sistema di controllo delle nascite. E se la notizia riportata da Bloomberg sarà confermata, potrebbe avere un impatto molto serio sul futuro del Paese.

Secondo quanto riporta il media americano, il Consiglio di Stato cinese ha dato il via a una serie di ricerche che abbiano come obiettivo quello di studiare le ripercussioni della politica dell’unico figlio imposta dal governo. Il motivo è da ricercare nella carenza di manodopera. La popolazione si sta rapidamente invecchiando e necessita di nuove forze. La potenza demografica cinese si sta rivelando, in realtà, un qualcosa di molto più complesso.





La proposta che sta mettendo a punto il governo è quella di passare dal controllo delle nascita a quella della “fertilità  indipendente”. E non è una decisione che potrebbe giungere fra qualche anno, ma addirittura a fine del 2018 o inizio del 2019. Preceduta dalla notizia della prossima chiusura della Commissione nazionale per la salute e la Pianificazione familiare.

La politica dell’unico figlio e le successive liberalizzazioni

La politica imposta dal governo cinese da alcuni decenni, derivava dalle esigenze di Pechino di contenere una popolazione in costante crescita. L’idea era frenare un innalzamento della popolazione senza le capacità per sostenerla.

Ma si è trattato di un laboratorio sociale terribile che ha visto anche aborti forzati, parti clandestini, lesione del diritto naturale di una coppia ad avere più di un figlio e fughe in clandestinità per essere semplicemente genitori di più di un figlio. Tutto con un il risultato di avere anche 30 milioni di maschi condannati ad essere soli per via del divario con la popolazione femminile.

Nel 2015, il Partito comunista cinese aveva già emanato la legge per autorizzare il secondo figlio. Ma rimaneva il limite numerico. Una barriera che adesso, a Pechino, hanno deciso di abbattere anche per i pochi risultati ottenuti.

Insomma, l’esperimento, dopo decenni, sembra essere fallito. Ed adesso Xi Jinping cerca di correre ai ripari con una mossa che, va detto, potrebbe anche non ottenere i risultati sperati. La società è cambiata. E la crisi della natalità potrebbe colpire i cinesi anche senza vincoli nel numero di figli.

Non è detto che funzioni

Come ricorda Bloomberg, già ad aprile è stato presentato uno studio di fattibilità al premier cinese Li Keqiang. E questo studio ha in realtà dimostrato che gli effetti positivi dati dalla rimozione dei limiti alla natalità sarebbero “limitati”.

Una conclusione cui è giunto anche Huang Wenzheng, ricercatore del think-tank cinese Center for China and Globalization. “Il cambiamento di politica non aumenterà il numero di neonati in Cina“, ha affermato il ricercatore. “Il numero di nascite della Cina continuerà a diminuire drasticamente, considerando una forte diminuzione del numero di donne fertili e una diminuzione della disponibilità alla fertilità”.

E in effetti, i dati danno ragione all’accademico. Dopo tre anni dallo sblocco del secondo figlio, nell’ultimo anno “le nascite sono diminuite del 3,5% a 17,2 milioni”, di fatto annullando gli effetti positivi della legislazione più libera imposta nel 2015. “Il basso tasso di natalità e il basso numero di neonati dei due anni scorsi, successivi alla politica dei due figli, hanno inviato un messaggio forte ai legislatori sul fatto che le giovani generazioni hanno poca voglia di avere più figli“, ha detto Chen Jian, ex capo divisione della Commissione nazionale per la Pianificazione familiare. “Le questioni relative alla popolazione cinese rappresenteranno un grosso ostacolo per la visione del presidente Xi Jinping di costruire un paese modernizzato entro il 2035″.

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