La crisi dei presunti “attacchi sonori” lanciati nei confronti dei diplomatici americani e delle loro famiglie si infittisce. Altri funzionari sono stati evacuati dalla Cina per ordine del Dipartimento di Stato americano, preoccupato dall’eventualità che i sintomi di malessere che si sono manifestati siano collegati ad una nuova ondata di attacchi sonori lanciati da una potenza rivale. Il segretario di stato Mike Pompeo ha annunciato la creazione di una  task force per indagare sugli inspiegabili incidenti che hanno colpito il personale governativo americano di stanza all’estero.

La crisi dei cosiddetti “sonic attack” – che sono iniziati a Cuba lo scorso anno e sono recentemente apparsi in Cina – s’infittisce dopo l’evacuazione di personale  statunitense dal consolato di Guangzhou, e l’invio di un team di specialisti per effettuare “ulteriori analisi e una valutazione completa dei sintomi riportati” annunciato da Mike Pompeo. Lo scorso mese un funzionario di stanza a Guangzhou aveva riportato un lieve trauma cranico dopo aver segnalato frequenti “sensazioni anormali di suono e pressione” , rilevate tra la fine del 2017 e 2018. Il Dipartimento di Stato americano ha quindi immediatamente inviato una squadra a Guangzhou, per esaminare altri membri dello staff del consolato e indagare sui possibili legami tra i loro sintomi e quelli riportati dai diplomatici statunitensi a Cuba lo scorso anno. Secondo gli inquirenti quello di Guangzhou potrebbe rivelarsi un incidente “analogo” a quello dell’Avana, che già in quel caso spinse Washington a rimpatriare 24 diplomatici dal paese, ed espellere alcuni diplomatici cubani dagli Stati Uniti.

Questa seconda evacuazione , secondo quanto riportato dalle righe del New York Times, minaccia  l’ipotesi che quello che veniva descritto come un caso isolato potrebbe tramutarsi in un’ampia crisi diplomatica con risvolti estremamente negativi (oltre che inquietanti) per i rapporti già poco distesi tra Cina e Stati Uniti. Il ministero degli esteri cinese contestualmente ha dichiarato di “non essere stato informato dagli Stati Uniti su questi nuovi casi”, affermando che collaborerà alla indagini se verrà adottato un atteggiamento responsabile “se e quando gli Stati Uniti decideranno di comunicare con la Cina a riguardo”. Per parte loro, le autorità cinesi hanno comunicato di aver indagato sull’accaduto e di non avare rilevato nessuna attività sospetta. “Non abbiamo trovato la causa o gli indizi che avrebbero portato alla situazione menzionata dagli Stati Uniti”, ha riportato alla stampa il portavoce del ministero degli esteri cinese Hua Chunying. Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, aveva gia descritto in precedenza l’incidente  – segnalato alla fine di di maggio – come un “caso individuale”; avvenimento che si sperava non sarebbe stato “ingrandito, complicato o persino politicizzato” data l’isteria già manifestatasi per il caso degli “attacchi sonori” di Cuba.

La vittima “isolata” sarebbe un ufficiale dell’ingegneria della sicurezza del consolato di Guangzhou, Mark Lenzi, che, sempre secondo il New York Times, compare nella lista del personale evacuato mercoledì. L’ingegnere ha subito un trauma cerebrale e ha raccontato di aver  percepito suoni simili a “biglie che rimbalzano e colpiscono un pavimento”  protratti per diversi mesi. In seguito all’udire di questi suoni sono pervenuti lancinanti mal di testa e insonnia, manifestati anche dai suoi familiari. La preoccupazione tra i funzionari americani di essere diventati bersaglio di attacchi sonori mirati è aumentata trovando riscontro nel dipartimento di Stato che non è affatto convinto che quello di Lenzi rimarrà un caso isolato. Nel frattempo sui circa 170 diplomatici e impiegati americani di stanza presso il consolato di Guangzhou, sono iniziati i test diagnostici per verificare la presenza di sintomi o danni analoghi a quelli denunciati da Lenzi.

Oltre alla Cina, il New York Times  ha riportato anche sospetti rivolti anche alla Russia come possibile mandante di questi teorici attacchi sonori , di cui non esistono ancora prove tangibili né dell’esistenza, né idee sugli ipotetici dispositivi impiegati. Una delle ipotesi più accreditate ad ora, è che si tratti solamente di un caso di isteria di massa.

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