Proseguono i lavori della Cina per la realizzazione della Nuova Via della seta africana. Negli ultimi giorni è stato ufficializzato un accordo riguardante la costruzione di una rete stradale in alcuni distretti dello Zambia. Questo Paese è un hub fondamentale che consente a Pechino di collegare l’Africa occidentale a quella orientale. Dallo Zambia è in costruzione una linea ferroviaria che collegherà Dar Er Salam, in Tanzania (dove la Cina ha in mente un importante piano strategico), alla cittadina zambiana Kapiri Mposhi; proseguendo si potrà poi raggiungere Luau, in Angola, sempre via treno.

Pechino assicura nuove strade

Adesso la Cina intensifica i lavori in Zambia. L’azienda cinese Aviation Industry Corporation (Avic) inizierà infatti la costruzione di strade cittadine nel distretto di Chongwe, nella provincia di Lusaka. A darne notizia Japhjen Mwakalombe, un parlamentare zambiano che ha aggiunto alcuni interessanti dettagli sul piano infrastrutturale di Pechino. I lavori inizieranno nelle prossime settimane e coinvolgeranno cinque chilometri di strade. Le uniche presenti nel distretto non erano asfaltate e verranno quindi sottoposte a miglioramenti strutturali.

Vantaggi reciproci?

Se da una parte la Cina regalerà allo Zambia nuove strade in un distretto che ospita uffici governativi e istituzioni, dall’altra anche il Dragone trarrà i suoi vantaggi in un perfetto rapporto win win. Il più evidente è sicuramente la capacità di spostare merci in maniera più agevolata attraverso questo Stato africano. Ma i dubbi sulla tenuta sociale di una simile operazione sono molteplici. La presenza della comunità cinese in Africa è sempre più evidente; molte imprese locali sono state inghiottite dai nuovi arrivati e nelle scuole di molti Stati si inizia a studiare cinese come seconda lingua. Pechino sottolinea come i suoi investimenti nella regione contribuiscano a creare nuovi posti di lavoro per tanti africani; eppure c’è chi sostiene che queste opportunità riguardino soltanto i lavoratori cinesi.

Una montagna di debiti

Il rapporto tra Cina e Zambia esiste da oltre un decennio ed è al centro di numerose polemiche. Dai primi anni Duemila Pechino ha iniziato a investire in loco fiumi di denaro; soldi che il governo africano non è stato in grado di restituire. Per questo motivo gli artigli del Dragone sono affondati nell’economia zambiana, che rischia di perdere aziende statali e non solo. Lo Zambia ha un debito estero complessivo di 15 miliardi di dollari (contando anche quelli delle società battenti bandiera di Stato). Di questi 15 miliardi di debiti, si stima che il 30% siano stati contratti con la Cina.