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Media e Potere

Cina, Afghanistan e Pakistan: Pechino paga un conto salato ai problemi di sicurezza

Ecco perché è cruciale per la Cina sostenere il Pakistan e appoggiare i talebani afghani. La politica degli investimenti.

Che per il Pakistan la Cina sia un partner economico fondamentale lo sappiamo, senza i soldi cinesi il Pakistan probabilmente si avvierebbe verso la via del fallimento. Ma perché per la Cina il Pakistan è un partner essenziale? Tutto può essere sintetizzato in un’unica parola: Sicurezza.  Per la Cina esiste la possibilità che l’Afghanistan divenga, proprio come ha fatto per l’URSS e gli Stati Uniti d’America, un incredibile buco nero economico. Il confine che coinvolge Cina, Pakistan e Afghanistan è una delle regioni più remote e strategicamente significative dell’Asia meridionale. Questo punto di confine si trova nella regione del corridoio di Wakhan, una stretta striscia di terra afghana che separa il Tajikistan dal Pakistan e termina alla frontiera con la Cina.

Lo scorso 26 marzo la Cina è stata costretta a sospendere la costruzione di due grandi dighe idroelettriche nel Nord del Pakistan dopo che cinque ingegneri cinesi, che lavorano appunto alla costruzione della diga di Dasu, nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa, sono stati uccisi insieme al loro autista pachistano da un attentato suicida avvenuto su una strada montana difficile da controllare. Stando alle indagini di Islamabad l’attentato sarebbe stato perpetrato dai membri del Taliban Pakistan, chiamati Talebani Pakistani. In questo scenario il confine con l’Afghanistan sarebbe determinante poiché proprio l’Afghanistan è accusato di dare rifugio ai membri del gruppo terroristico che dalla sua nascita, nel 2007, è in lotta con il governo centrale pakistano. Per i Taliban Pakistan colpire i cittadini cinesi su suolo pakistano significa colpire economicamente il governo vista la sua dipendenza dalla Cina. Ma prima di parlare della sicurezza di una regione altamente instabile vediamo di comprendere quali sono le motivazioni ricercate dalla Cina nel sostegno al Pakistan e poi proprio all’Afghanistan.

Cina e Pakistan verso una intesa per la Sicurezza

I rapporti bilaterali tra Cina e Pakistan sono strategicamente importanti nella regione dell’Asia meridionale. I legami sono caratterizzati da una cooperazione estesa che riguarda diversi ambiti quali la sicurezza, l’economia, l’energia e le infrastrutture. La dipendenza del Pakistan dalla Cina deriva da una combinazione di diversi fattori: economici, militari e soprattutto geopolitici. Con il Corridoio Economico Cina-Pakistan (CPEC), progetto lanciato nel 2015 e faro della Belt and Road Initiative (BRI), la Cina mira a collegare Gwadar, un porto pakistano sul Mar Arabico, con Kashgar nella regione autonoma uigura dello Xinjiang. Il progetto prevede la costruzione di autostrade, ferrovie e infrastrutture energetiche con investimenti che ammontano a circa 62 miliardi di dollari. Inutile dire che il CPEC, per il Pakistan, è visto come un catalizzatore verso lo sviluppo.

Gli attacchi terroristici ai danni di cittadini cinesi rallentano lo svolgimento del progetto ed il Pakistan ha assoluto bisogno che tutti i progetti iniziati proseguano senza intoppi per diverse ragioni. La popolazione del Pakistan è stimata in circa 231 milioni con un tasso di crescita annuo del 2%, il che lo rende il quito paese più popoloso al mondo. Secondo la World Bank, al 2023, il tasso di povertà, ovvero la percentuale della popolazione che vive al di sotto della soglia di povertà nazionale, è stimato al 24,3%. Ad essere elevati sono anche i tassi di mortalità, tra i quali quello infantile, 69 morti su 1000 nati vivi (il 6,9%), in parte dovuti alla mancanza di accesso a cure sanitarie adeguate. Insomma, una retromarcia o un rallentamento degli investimenti cinesi non è ammissibile soprattutto se si tiene conto che il debito pakistano sta continuando a crescere. Nel frattempo, Islamabad ha intavolato un negoziato con il Fondo monetario internazionale per l’ennesimo pacchetto di salvataggio mentre la Cina ha prorogato la scadenza di rimborso del prestito al Pakistan ma ad una esclusiva condizione, più sicurezza.

Il gigante asiatico nel corso degli anni non si è limitato agli aiuti economici, sono state intavolate diverse cooperazioni di tipo militare. La Cina per il Pakistan è un fornitore affidabile di armamenti avanzati e supporto tecnico, cruciale per mantenere un equilibrio strategico nella regione, specialmente rispetto all’India. La collaborazione nella produzione di armi, come il caccia JF-17, ha migliorato le capacità di difesa del Pakistan e ridotto la sua dipendenza da fornitori occidentali.

E l’Afghanistan?

La Cina ovviamente si districa su più fronti, i suoi rapporti con l’Afghanistan sono però complessi e radicati in una serie di interessi strategici. La Cina ha investito significativamente in Afghanistan, oltre che per motivi economici anche per stabilizzare la regione e prevenire l’espansione di estremismi che potrebbero minacciare la sua sicurezza interna, in particolare nella regione autonoma dello Xinjiang, che confina con l’Afghanistan.

Uno dei più significativi investimenti cinesi in Afghanistan è il progetto minerario di Mes Aynak, dove la China Metallurgical Group Corporation (MCC) ha ottenuto i diritti per estrarre rame. La Cina ha infatti cercato di integrare l’Afghanistan nella sua Belt and Road Initiative, costruendo infrastrutture di trasporto e connettività per facilitare il commercio e rafforzare i legami regionali.

Dal 2023, dopo l’uccisione di alcuni cittadini cinesi a Kabul, le tensioni tra Cina e Afghanistan sono aumentate. Molte società minerarie cinesi hanno lavoratori cinesi di stanza in tutto il paese e gli attacchi perpetrati ai loro danni da gruppi estremisti rappresentano un enorme problema. I gruppi estremisti vedono la presenza straniera, compresa quella cinese, come una minaccia ma anche come un’ottima opportunità di propaganda. Per Pechino la sicurezza dei suoi cittadini e dei suoi progetti è diventata una priorità. Nel tentativo di ridurre i rischi la Cina ha intensificato le misure di sicurezza e ha avviato negoziati con le autorità afghane. Saranno sufficienti a stabilizzare le aree di crisi?

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