SEO PER IL GIORNALISMO ENTRA NELLA NEWSROOM ACADEMY

Il suo discorso è risuonato forte e chiaro. Direttamente da Pechino, ha raggiunto il pubblico virtuale del Forum di Davos. Xi Jinping, l’ospite più atteso della kermesse, è apparso in videoconferenza “bucando lo schermo” con un intervento durato poco più di mezzora. Frasi semplici, metafore accattivanti, strategie a lungo termine illustrate minuziosamente per il benessere dell’intera umanità: le parole scelte da Xi si sono mosse lungo uno spartito calibrato alla perfezione.

Se l’obiettivo del presidente cinese consisteva nel far conoscere al mondo intero il punto di vista della Cina sulle tematiche più scottanti – dalla pandemia di Covid-19 al cambiamento climatico, passando per la crisi dell’economia globale -, la missione è riuscita alla perfezione. Anzi. Xi è addirittura riuscito ad andare oltre, lasciando intendere di essere un leader responsabile nonché portatore della saggezza smarrita da Washington, scottata da quattro anni di trumpismo.

Nel 2017, il presidente cinese ipnotizzò il mondo intero difendendo la globalizzazione e, al tempo stesso, elogiando il multilateralismo. Quell’intervento fece scalpore per diversi motivi. Intanto perché a pronunciarlo era un leader non occidentale, e poi perché a parlare era il capo di Stato di un Paese “comunista” e “autoritario”. Gli Stati Uniti, che per storia e tradizione avrebbero dovuto spingere sul libero commercio e farsi paladini della globalizzazione, per la prima volta si chiudevano a riccio. Donald Trump, fautore dell’isolazionismo, dell’America First e della Trade War contro Pechino, aveva scelto di intraprendere un’altra strada.

Il multilateralismo di Xi

A differenza di quattro anni fa, la Cina non è più una sorpresa. Oggi il Dragone è una potenza mondiale. L’economia cinese è l’unica ad esser cresciuta al tempo del Covid. Tanto che gli analisti prevedono, per quest’anno, una sua espansione dell’8,3%, a fronte del 4,1% degli Stati Uniti. Non solo. Donald Trump ha mancato il secondo mandato, è uscito di scena nel peggiore dei modi possibili e gran parte della sua eredità potrebbe presto essere cancellata dal successore Joe Biden. Dall’altra parte, la Cina di Xi Jinping è diventata ancora più sviluppata e potente, al punto da suggerire al resto del pianeta varie soluzioni su come sciogliere i nodi più spinosi.

Insomma, l’impatto mediatico che ha tentato di lasciare Xi in quel di Davos è chiaro: non è più Washington a trainare il mondo verso il futuro bensì Pechino. Per convincere i più scettici, tra l’altro nel suo primo discorso da quando Biden è entrato alla Casa Bianca, il leader cinese ha inanellato una serie di concetti emblematici: comunità umana dal futuro condiviso, apertura, inclusività.”Ogni paese è unico nella sua storia, cultura e sistema sociale, e nessuno è superiore agli altri”, ha affermato Xi. E ancora: la pandemia di Covid-19 “non è ancora finita”, e la sola via d’uscita dagli attuali problemi consiste in “un rafforzamento del multilateralismo”. Dunque “bisogna rafforzare il coordinamento macroeconomico globale”.

Prove di leadership globale

“Andare avanti da soli, scivolare nell’isolazionismo arrogante vuole dire sempre fallire”. A un certo punto, senza mai nominare espressamente gli Stati Uniti, Xi ha lanciato un messaggio a Biden: una “nuova guerra fredda” non può che portare a “un vicolo cieco”. “Chi crea clan o inizia una nuova guerra fredda, chi rifiuta, minaccia o intimidisce gli altri, chi imporre l’allontanamento tra popoli, o interrompere le catene di appalti con le sanzioni, al fine di indurre l’isolamento, sta solo spingendo il mondo alla divisione e persino allo scontro”, ha quindi aggiunto il leader cinese.

Molti hanno letto le parole di Xi in chiave minacciosa, come in una sorta di tentativo di mettere alla prova gli Stati Uniti. La sensazione è che Xi Jinping abbia invece voluto fare un salto di qualità agli occhi dell’Occidente. A parlare non era soltanto l’uomo più potente della Cina, ma anche un leader ormai pronto ad ergersi come guida del mondo intero. Attenzione però, perché la leadership di Xi non vuole essere minacciosa quanto, piuttosto, responsabile e improntata alla ricerca di mutui benefici. È il classico concetto di relazione win-win tanto caro alla Cina della Belt and Road Initiative e della comunità umana dal futuro condiviso.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.