Chi è Nick Adams, l’ambasciatore Usa filo-Israele e anti-Islam che la Malesia non vuole

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Nicholas Adams è stato nominato ambasciatore straordinario e plenipotenziario degli Stati Uniti d’America in Malesia”. L’annuncio della Casa Bianca ha stupito una buona parte dell’opinione pubblica statunitense. Moltissimi, infatti, non avevano mai sentito nominare Nicholas Adams prima d’ora. C’era addirittura chi pensava che fosse un account satirico, un troll che sui social media si divertiva ad adorare Donald Trump e ad attaccare le idee woke.

E invece no: Nick Adams, come preferisce farsi chiamare il fresco nominato e possibile nuovo ambasciatore Usa in Malesia, esiste eccome. Solo che Mr. Adams non è un diplomatico di professione, né ha mai avuto una carriera nel Dipartimento di Stato. Al contrario, questo ruspante 40enne è un influencer e commentatore politico di estrema destra che ha scatenato numerose polemiche alternando osservazioni misogine a sparate islamofobe.

Ha inoltre mostrato un sostegno a Israele (un problema non secondario visto che forse dovrà lavorare in Malesia) e fondato una Ong conservatrice, la Foundation for Liberty and American Greatness, legata ai valori Maga e alla “traditional masculinity.

I media non a caso lo hanno descritto come un ”furente sostenitore del Maga”, anche se in realtà Adams è molto di più: è una figura centrale della galassia conservatrice pro Trump, nonché protagonista della sua rete mediatica, ideologica e politica.

Lo skyline di Kuala Lumpur, capitale della Malesia

Una nomina controversa

Nick Adams è nato in Australia e si è laureato in media e comunicazione presso l’Università di Sydney. Nel 2005, a 21 anni e sostenuto dal Partito Liberale australiano, è stato eletto vicesindaco di Ashfield diventando il più giovane di sempre ad aver mai ricoperto questo ruolo in Australia. Durante il suo mandato Adams propose alcune idee estremamente strane, come lo sterminio dei piccioni nella zona per sbarazzarsi dell’influenza suina e l’uso del dna per testare gli escrementi dei cani e trovare i proprietari che si rifiutavano di pulirli.

In rotta di collisione con i liberali (che lo hanno espulso dal partito), nel 2012 si è trasferito negli Stati Uniti diventando uno dei primi adulatori di Trump. Il motivo di una simile scelta? “Perché amo le armi, gli hot dog, le bistecche, il barbecue, le cheerleader, il football americano, le sfilate delle piccole città, i concorsi di bellezza, i pickup, le muscle car e le autostrade a 16 corsie fiancheggiate da enormi bandiere americane”, ha dichiarato lo stesso Adams, che sarebbe diventato cittadino statunitense nel 2021.

Negli Usa, Adams si sarebbe guadagnato un nutrito seguito conservatore grazie alla sua immagine esagerata di “maschio alfa“, salvo poi salire alla ribalta nel 2016 dopo che Trump aveva twittato che il suo libro, Green Card Warrior: My Quest for Legal Immigration in an Illegals’ System, era una “lettura obbligata”. Per la cronaca, Trump ha scritto la prefazione del libro di Adams del 2024 Alpha Kings, che insegna ai giovani come essere “un vero maschio alfa”.

La furia della Malesia

La candidatura di Adams alla carica diplomatica è stata inviata al Senato ed è in attesa di approvazione. Le polemiche sono tuttavia già esplose. Se negli Usa il profilo di quest’uomo ha suscitato una certa ilarità, in Malesia, Paese a maggioranza musulmana dove dovrebbe prestare servizio per conto di Washington, il discorso è dannatamente più serio.

Adams vanta una memorabile serie di commenti islamofobi pubblicati sui suoi social, commenti nei quali denigra i rivali politici di Trump definendoli sostenitori dell’Islam e dove inveisce contro i presunti sforzi di “insegnare l’Islam nelle scuole” statunitensi. Pare che alcuni membri della coalizione di governo malese guidata dal primo ministro Anwar Ibrahim abbia definito la nomina di Adams un “insulto” alla Malesia. “Nick Adams non è un diplomatico, né uno statista. È semplicemente un propagandista di estrema destra, un trumpista e un fervente sostenitore del regime sionista israeliano“, ha affermato Mus’ab Muzahar, un funzionario del partito islamista moderato Amanah, parte della coalizione al governo Pakatan Harapan.

Gli utenti malesi si sono subito riversati sotto un post pubblicato su X lo scorso agosto nel quale Adams affermava di aver convinto il proprietario di un ristorante a licenziare una cameriera perché indossava una spilla con la scritta “Liberate la Palestina”, vantandosi di “non tollerare di essere servito da coloro che sostengono il terrore”. Per Trump, Adams è semplicemente un “patriota incredibile” e “un autore, oratore e commentatore di successo” che ha “fatto della sua vita la missione di esaltare le virtù della grandezza americana”.