Skip to content
Politica

Chi è Muhammad Yunus, il banchiere dei poveri e premio Nobel diventato primo ministro del Bangladesh

Profilo di Muhammad Yunus, passato da premio Nobel per la Pace a primo ministro del Bangladesh in pochi giorni.
Muhammad Yunus

Inventore del microcredito, premio Nobel per la Pace e ora primo ministro del Bangladesh: ha avuto molte vite Muhammad Yunus, noto come “il banchiere dei poveri”, tornato alla ribalta in queste ore.

La storia di Yunus ha inizio 84 anni fa, a Chittagong, in quello che un tempo era il Bengala orientale. Dopo aver insegnato Economia alla Chittagong University dal 1961 al 1965, in seguito al dottorato di ricerca Yunus ritornò alla Chittagong University come capo del Dipartimento di Economia nel 1972 e iniziò a studiare gli aspetti economici della povertà nel 1974, quando una violenta carestia piegò il Bangladesh, trascinandosi un milione e mezzo di persone. “Ho trovato difficile insegnare teorie eleganti di economia in aula universitaria, sullo sfondo di una terribile carestia in Bangladesh. Improvvisamente, ho sentito il vuoto di quelle teorie di fronte alla fame e alla povertà schiaccianti“, avrebbe raccontato Yunus nel suo discorso per il Nobel del 2006.

Quella terribile carestia, infatti, fece scattare la scintilla per un’idea rivoluzionaria quanto semplice: Yunus chiese ai suoi studenti di aiutare gli agricoltori nei campi, ma concluse che la formazione agricola da sola non avrebbe giovato alla vasta popolazione di poveri senza terra e senza beni. Ciò di cui queste persone avevano bisogno, era l’accesso al denaro senza tassi da usura che li avrebbe aiutati a creare piccole attività commerciali. Così, nel 1976 Yunus avviò un programma di microprestiti progettato: colori i quali ottengono un credito, possono ricevere un poco più che 25 dollari, unendosi poi a gruppi di prestito. Il sostegno dei membri del gruppo (oltre alla pressione dei pari) li induce a rimborsare i loro prestiti. Il governo del Bangladesh ha reso il Grameen Bank Project una banca indipendente nel 1983, con il governo che detiene una quota di minoranza.

Ma sebbene la Grameen Bank abbia ispirato centinaia di progetti simili nel mondo, si è rivelata un’arma a doppio taglio per Yunus. I problemi con Sheikh Hasina, Primo ministro del Bangladesh da gennaio 2009 ad agosto 2024, infatti, iniziano nel 2008, quando la sua amministrazione avviò una serie di indagini su Yunus. In un’intervista all’inizio di quest’anno, Yunus non ha voluto rivelare le ragioni dell’idiosincrasia con Hasina, ma altri l’hanno collegata al suo tentativo fallito di lanciare un partito politico nel 2007.

Nel febbraio 2007 Yunus scelse, infatti, di entrare nell’agone politico del Bangladesh fondando un partito politico, il Nagorik Shakti (Potere Cittadino), annunciando la sua intenzione di contestare le elezioni. Il suo annuncio arrivò nel bel mezzo di un grave conflitto tra i due principali partiti del Paese, l’Awami League e il Bangladesh National Party. Yunus promise che il suo movimento avrebbe cercato di ripristinare il buon governo ed eliminare la corruzione. Nel maggio 2007, tuttavia, abbandonò i suoi sforzi perché privo del sostegno sufficiente.

Durante le indagini, Hasina aveva accusato Yunus di aver usato la forza e altri mezzi per recuperare prestiti da donne povere. Yunus rispedì le accuse al mittente. Nel 2010, il documentario Caught in Micro Debt prese di mira il “banchiere dei poveri”. Oltre a criticare il sistema del microcredito, il film sosteneva che Yunus e la banca si erano appropriati indebitamente di fondi donati dalla Norvegia. Sebbene entrambi fossero stati in seguito scagionati dai funzionari norvegesi, il governo del Bangladesh avviò un’indagine. Il governo di Hasina iniziò perciò a esaminare le attività della Grameen Bank nel 2011: le investigazioni portarono al licenziamento del fondatore per aver violato le normative governative sulle pensioni.

Ancora, nel 2013, il processo: tra le accuse, quella di aver ricevuto denaro senza il permesso del governo, tra cui il suo premio Nobel e le royalties di un libro.
Accuse che, secondo Yunus e i suoi sostenitori, hanno avuto tutte una motivazione politica. Le proteste studentesche scoppiate in Bangladesh nel luglio 2024 tentano ora di riabilitarlo: dopo la partenza di Hasina, il leader studentesco Nahid Islam ha chiesto lo scioglimento del parlamento del Bangladesh e che Yunus guidasse un governo ad interim. Il presidente Mohammad Shahabuddin Chuppu ha acconsentito a entrambe le richieste il 6 agosto scorso.


La Generazione Z fa la rivoluzione…ai confini del mondo


Il futuro capo di governo provvisorio ha invitato i suoi concittadini alla calma e ha esortato la popolazione a sfruttare l’opportunità per costruire un Bangladesh migliore. Nella sua prima dichiarazione ufficiale da quando ha accettato l’incarico di guidare l’esecutivo ad interim, il premio Nobel per la pace si è rivolto in particolare ai giovani, esortandoli a non prendere “la strada della violenza“. E di fronte alla prospettiva di ulteriori tumulti: “Faccio un fervido appello a tutti a mantenere la calma. Vi prego di astenervi da ogni tipo di violenza“, ha insistito. “La nostra gioventù è pronta a guidare la creazione di un nuovo mondo. Non perdiamo l’opportunità di impegnarci in una violenza insensata (…) Se prendiamo la strada della violenza tutto sarà distrutto“, ha avvertito Yunus.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.