Un “fedele figlio della Russia”. E “un patriota”. Al ministero della Difesa del suo Paese lo descrivono così, nel giorno della sua morte. Eppure, Igor Valentinovich Korobov, non era una persona qualunque a Mosca. Ma il generale a capo del Gru, i servizi segreti militari russi.

È morto a 63 anni. Ufficialmente, a causa di “una lunga malattia“. Un malessere quasi improvviso che, però, avrebbe iniziato ad accusare, qualche mese fa, in autunno.  E che, secondo alcune indiscrezioni, l’avrebbe ripreso severamente per un’operazione finita diversamente dal previsto.

Gli inizi e la carriera militare

Era nato a Vyazma ed nelle forze armate era entrato nel 1972. Cinque anni dopo, nel 1977, si laureò, con lode, alla Scuola di aviazione di Stavropol per piloti e navigatori, nell’area settentrionale del Caucaso, come ufficiale della Air Force sovietica. Ma nell’intelligence militare iniziò a fare parte dal 1985. Politicamente cresciuto sotto il segno di Leonid Il’ic Breznev, riuscì ad assistere ai maggiori cambiamenti che interessarono l’Unione Sovietica. Tra cui il suo crollo, la caduta del muro di Berlino e la successiva riorganizzazione dei servizi segreti del post Kgb

La guida del Gru

La nomina a capo dei servizi segreti militari era arrivata a gennaio del 2016. Nello stesso anno in cui divenne “Eroe della Russia”, la più alta onorificenza del Paese. Sostituì Igor Sergun, morto, come lui, all’improvviso e quasi alla sua stessa età, per un attacco cardiaco. I due nomi, che fanno ancora molto rumore, si portano via confidenze, segreti e tante verità. In un momento politicamente instabile e turbolento, dove l’organo governativo è sotto l’attenzione particolare di mezzo mondo. Per diverse ragioni. 

Il legame con il caso Skripal

Perché legato alla morte di Korobov potrebbe esserci l’avvelenamento dell’ex spia 63enne Sergej Skripal e della figlia Yulia a Salisbury, nel Regno Unito. L’identità dei due che avevano compiuto l’azione, entrati nel Paese con i falsi nomi di Alexander Petrov e Ruslan Borishov, corrispondeva, infatti, al colonnello Anatoly Chepiga e al dottore militare Alexander Mishkin. Entrambe figure riconducili al Gru.

Tutti gli errori degli uomini di Korobov

Ma l’attenzione riservata  dai vertici al Capo del Direttorato Principale per l’Intelligence non dipendeva soltanto da questo caso. Ma anche da diversi errori commessi dai suoi uomini. In particolare anche dallo stato d’accusa del procuratore speciale Robert Mueller sotto cui erano finiti 12 ufficiali del servizio militare russo per le attività di hacking e il leaking coordinato delle mail dei Democratici americani, di  Hillary Clinton e  di John Podesta (capo della campagna della candidata battuta da Donald Trump). E l’accusa più grande, di aver interferito nell’esito delle elezioni presidenziali americane del 2016. Nell’anno della sua nomina, Korobov era stato inserito, dagli Stati Uniti, nella lista di personalità russe sottoposte a sanzioni e restrizioni di vario genere. 

Una nomina pericolosa

Il decesso di Korobov, insieme a quello di Sergun, è stato inserito nella lista delle morti sospette in Russia, stilata da un think tank indipendente. Il cui sito viene citato anche da La Stampa. Michael Carpenter, consigliere per la Russia durante l’amministrazione Obama, su Twitter, a poche ora dalla sua morte, ha scritto: “Il suo predecessore morì, nel 2016, per un attacco di cuore. L’aspettativa di vita per gli obblighi legati a questo lavoro è piuttosto bassa, ma lo è anche l’aspettativa di vita media in Russia”. Per la sua successione circolerebbero due nomi. Per l’Agenzia Tass potrebbe prendere il posto del Generale il viceammiraglio Igor Kostyukov, che lo sostituì durante la malattia. Ma da non sottovalutare l’ipotesi di Sergey Gizunov, considerato, da molti, “gli occhi e le orecchie di Putin” nel Gru.