Ai più il nome di Dan Driscoll dirà poco o nulla. Eppure il Segretario dell’Esercito degli Stati Uniti (U.S. Army Secretary) dell’amministrazione Trump ha da poco assunto un ruolo tanto importante quanto delicato, essendo stato nominato dal presidente Usa inviato speciale e negoziatore chiave per promuovere il piano di pace per la risoluzione della guerra in Ucraina, di fatto sostituendo il dimissionario Keith Kellogg.
Il 39enne della North Carolina è uno dei maggiori alleati e amici del vicepresidente J.D. Vance: viste le posizioni di quest’ultimo sulla guerra è un chiaro segnale, da parte di Washington, della massima pressione che gli Stati Uniti stanno esercitando su Zelensky e Kiev per arrivare a un accordo con la Russia. L’obiettivo è intavolare i negoziati partendo dai 28 punti elaborati dall’inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, che ha discusso a lungo il documento con l’omologo russo Kirill Dmitriev, direttore del fondo sovrano russo RDIF e figura chiave nelle relazioni tra Mosca e Washington, con l’aiuto del genero del presidente Usa, Jared Kushner.
La visita di Driscoll a Kiev e l’incontro con i diplomatici europei
Il Segretario dell’Esercito Dan Driscoll ha incontrato il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky nella giornata di giovedì 20 novembre. Secondo quanto riportato da Axios, in quell’occasione Zelensky ha comunicato al segretario all’Esercito statunitense la disponibilità a collaborare con l’amministrazione Trump sul piano di pace proposto dagli Usa.
Il leader ucraino ha accettato di negoziare e il suo ufficio ha annunciato che intende discuterne direttamente con il presidente Trump nei prossimi giorni. Durante l’incontro Driscoll ha consegnato a Zelensky una copia scritta del piano e, secondo fonti americane, i due hanno concordato un calendario “aggressivo” per arrivare alla firma. L’ufficio di Zelensky ha sottolineato che Kiev lavorerà sui contenuti del piano per ottenere una “fine giusta della guerra”, mentre lo stesso presidente ucraino ha twittato che l’Ucraina è “pronta a un lavoro costruttivo, onesto e rapido”. La visita di Driscoll, inizialmente prevista per temi di tecnologia e strategia militare, è stata trasformata dalla Casa Bianca in un’occasione per avviare i negoziati, su mandato dell’inviato statunitense Steve Witkoff e del segretario di Stato Marco Rubio.
Venerdì sera, al termine di colloqui con Zelensly e dopo una telefonata con la Casa Bianca, Driscoll ha informato gli ambasciatori dei Paesi Nato riuniti a Kiev. “Nessun accordo è perfetto, ma va chiuso il prima possibile”, ha detto Driscoll secondo una fonte presente all’incontro citata dal Guardian. Secondo il giornale inglese, l’atmosfera nella sala era cupa. Diversi ambasciatori europei hanno contestato sia il contenuto dell’intesa sia il modo in cui gli Stati Uniti hanno negoziato con la Russia senza tenere informati gli alleati. In serata, Zelensky ha parlato alla nazione, spiegando che, in questo momento, “l’Ucraina potrebbe trovarsi di fronte a una scelta molto difficile: o la perdita di dignità, o il rischio di perdere un partner chiave”
L’ascesa di Driscoll
Come nota Politico, questo ruolo di spicco di Driscoll – che il presidente Donald Trump chiama il suo “drone guy” per l’entusiasmo verso le tecnologie all’avanguardia – simboleggia l’ascesa dell’influenza di quest’ultimo nell’amministrazione repubblicana. Driscoll, che ha frequentato la Yale Law School con Vance e mantiene un’amicizia stretta con il vicepresidente, ha servito nell’Esercito per tre anni e mezzo. È stato impiegato in Iraq come leader di un plotone di esploratori di cavalleria con la 10ª Divisione Montagna. In seguito, ha lavorato nel settore bancario in North Carolina.
Sulla carta, il suo ruolo di Segretario dell’Esercito è principalmente burocratico. Gestisce il bilancio annuale del servizio e la sua forza lavoro di oltre un milione di soldati in servizio attivo, Guardia Nazionale e riserve, oltre a più di 330.000 dipendenti civili. Ma, di recente, Driscoll ha iniziato ad assumere un ruolo più ampio che lo porta frequentemente alla Casa Bianca. È sia il capo ad interim del Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives che il punto di riferimento per i dispiegamenti della Guardia Nazionale al confine e nelle città statunitensi.
“Il rapporto di Dan con JD gli ha sicuramente aiutato a ottenere il lavoro, ma tutto il suo successo è stato meritato”, ha detto una fonte vicina alla Casa Bianca, che come altre intervistate ha parlato in forma anonima per discutere questioni sensibili sul personale. “È semplicemente fottutamente bravo nel suo ruolo”.
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