Nazionalismi, Politica /

Un complotto mondiale che solo Donald Trump può scardinare. “Q-anon”, che è l’abbreviazione di “Q-anonymus”, sta scandalizzando gli States. “Q” è l’uomo (o gli uomini) che, volontariamente o meno, ha scatenato qualche anno fa la curiosità di buona parte di coloro che si occupano di teorie del complotto, soprattutto per smentirle di netto. Ma anche il presidente degli Stati Uniti si sta confrontando con quello che sta succedendo sul web per via  questa storia.

Per quanto la narrativa di fondo di questo teorema sia tanto assurda quanto non comprovata da fatti, del resto, Donald Trump – l’uomo forte che trionferà contro il diffusissimo marcio, secondo coloro che credono alla “Q-anon” – deve badare anche alla campagna elettorale per le presidenziali di novembre. E quelli che sostengono “Q-anon” – i seguaci di “Q”, che vengono definiti “Anons” – votano come tutti gli altri cittadini.

La politologia ed il giornalismo, in questo primo mandato del tycoon, si sono occupati di fotografare il rapporto tra il presidente degli Stati Uniti e gli apparati statali. Una delle letture più in voga prevede che Donald Trump sia impegnato a combattere contro il Deep State, il cosiddetto Stato profondo, che invece sarebbe manovrato da una persistente unità d’intenti sviluppatasi in seno agli ambienti democratici, ma anche in certi contesti repubblicani degli Stati Uniti.

Lo Stato profondo, anche per via del mancato interventismo in politica estera, starebbe mettendo i bastoni tra le ruote del tycoon sin dall’insediamento della Casa Bianca. E questo, in qualche modo, potrebbe anche essere vero: gli Usa non sono abituati all’isolazionismo, mentre Trump è stato anti-sistemico in più di una circostanza durante questi quattro anni alla Casa Bianca. Anche l’arcivescovo Carlo Maria Viganò crede che Trump sia contrastato dall’interno. Solo che “Q-anon” e gli altri si sono spinti molto oltre questi aspetti

Tutto ha avuto inizio all’interno della discussione di un forum, 4chan. “Q-anon”, che difficilmente corrisponde ad un individuo singolo, si è detto sicuro di sapere di come membri del Deep State, per lo più riferibili al partito degli asinelli, abbiano a che fare con reati relativi alla pedofilia. Le accuse presentate sono talmente tante (nessuna però è corroborata o persino solo ipotizzabile) che tirare fuori una sintesi non è semplice. Anche perché molto di quello che viene raccontato spunta appunto in forum o in piattaforme web che possono essere riservate agli iscritti. Fatto sta che il fenomeno si è allargato a macchia d’olio, e ora molti credono che prima o poi Trump – semplifichiamo – procederà con gli arresti: una tempesta dal tenore shakespeariano che metterà fine ad ogni sopruso.

Possiamo elencare qualche nome di coloro che, complottando, starebbero cercando di scalzare Trump dal suo incarico: George Soros, Hillary Clinton e i coniugi Obama. Tutti questi soggetti rappresentano di fatto una parte dell’opposizione a The Donald, ma la novità sta nel fatto che agirebbero in combutta e all’ombra dello Stato profondo. Qualche anno fa, i tradizionalisti cattolici americani della rivista The Remnant. hanno domandato a Trump di aprire un’inchiesta per verificare se Obama avesse giocato qualche ruolo nelle dimissioni di Joseph Ratzinger. La versione è stata cavalcata anche in Italia. Più o meno il ragionamento è quello. Anche se ad aggravare il quadro, in questo caso, c’è la leggenda secondo cui il Deep State sarebbe addirittura associabile al traffico di minori.

Ma ci sarebbe anche dell’altro: “Q”, secondo alcuni di questi “Anons”, corrisponderebbe a John Fitzgerald Kennedy Jr, il figlio di John Fitzgerald Kennedy. John è però deceduto nel 1999. Kennedy e Trump sarebbero accomunati dall’essere anti-sistemici e dal dar fastidio al Deep State. E il figlio del presidente assassinato? Potrebbe essere tornato in pista – tra gli Anons circola pure questa narrativa – per vendicare la morte del padre o comunque abbattere una volta per tutte i nemici intestini degli States.

Capiamoci: qui c’è poco da indagare. Si tratta con chiarezza cristallina di una “teoria del complotto”, magari molto articolata, ma che non corrisponde al vero. Qual è, dunque, l’eventuale problema? Secondo Politico, Trump in questi mesi ha ritwittato per ben 14 volte contenuti ascrivibili alla teoria Q-anon o ad utenti complottisti. Al di là degli episodi di cronaca che stanno interessando i seguaci di “Q”, vale la pena rimarcare come l’estrema destra americana, oltre ai Boogaloo boys, si stia ramificando anche in questa maniera.

È un momento difficile
STIAMO INSIEME