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Arriva la prima nomina “pesante” del nuovo governo Draghi: il generale Pietro Serino è stato nominato nuovo capo di Stato maggiore dell’Esercito in sostituzione del generale Salvatore Farina, giunto alla scadenza del suo mandato. Il suo nome è stato proposto direttamente dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini, ed il generale si afferma così al vertice più alto dell’esercito “battendo” i suoi colleghi Francesco Figliuolo, alpino, comandante logistico della Forza Aramta e Luciano Portolano, bersagliere, numero uno del Coi, il Comando Operativo Interforze.

Il generale Serino, nato a Roma il 3 giugno del 1960, ha un curriculum militare che comincia da giovanissimo: entrato a 15 anni nella scuola militare “Nunziatella” dove si diploma nel 1978, frequenta poi il 160esimo Corso dell’Accademia Militare di Modena ed il corrispondente Corso Applicativo presso la Scuola Ufficiali di Torino. Promosso Tenente della specialità trasmissioni nel 1982, ha prestato servizio presso l’11esimo battaglione quale comandante di plotone, comandante di compagnia e capo sezione operazioni. Ha successivamente comandato il battaglione “Leonessa” dell’11esimo reggimento trasmissioni e da colonnello il Primo reggimento trasmissioni, unità di supporto del Corpo di Reazione Rapido Italiano per la Nato (Nrdc-Ita) di base a Solbiate Olona (Va).

Nel corso della sua carriera, il generale Serino ha frequentato il corso basico di guerra elettronica per ufficiali, il corso per ufficiale addetto all’aerocooperazione (G-3 Air), il corso basico Cimic (Civil-Military Cooperation) per ufficiali, i corsi superiori di Stato maggiore presso la scuola di guerra dell’Esercito, l’Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze e l’U.S. Army War College negli Stati Uniti. Ha conseguito la laurea ed il master di secondo livello in scienze strategiche presso l’università di Torino ed un secondo master, sempre in scienze strategiche, presso l’U.S. Army War College.

Quale ufficiale di Stato maggiore, ha prestato servizio presso lo Stato Maggiore dell’Esercito come addetto presso l’ufficio reclutamento, stato e avanzamento del I reparto e come capo sezione presso l’ufficio del sottocapo di Stato maggiore e presso il reparto pianificazione generale e finanziaria. Da colonnello ha diretto l’ufficio pianificazione dello Stato maggiore dell’Esercito.

Promosso generale di Brigata nel 2008, ha svolto nel triennio 2007/2010 l’incarico di addetto per l’Esercito presso l’ambasciata d’Italia a Washington. Successivamente ha comandato la brigata trasmissioni e dall’agosto 2011 è stato capo reparto pianificazione generale e finanziaria dello Stato maggiore dell’Esercito. Promosso generale di divisione nel 2012, nel triennio 2013/2016 è stato capo ufficio generale pianificazione programmazione e bilancio dello Stato maggiore Difesa.

Il primo gennaio 2016 viene promosso al grado di generale di corpo d’armata e dal febbraio 2016 al marzo 2017 è stato presidente del comitato guida per l’implementazione del Libro Bianco per la Sicurezza Internazionale e la Difesa. Dal primo febbraio 2017 al 30 ottobre 2018 è stato comandante per la formazione, specializzazione e dottrina dell’Esercito a Roma mentre dal 31 ottobre 2018 è stato capo di Gabinetto del ministro della Difesa.

Come riportato anche dal Sole 24 Ore, l’Esercito Italiano, secondo le indicazioni del ministro Guerini, avrà un ruolo strategico nel piano nazionale vaccini, una della massima priorità per la Difesa in questo particolare contesto storico. Il nuovo capo di Stato maggiore dovrà garantire quindi l’efficienza organizzativa della forza armata nel programma sanitario.

La nomina, però, non è stata fatta solo in funzione dell’attuale contesto epidemico: il curriculum del generale Serino esprime la maggiore attenzione della Difesa verso le necessità di rinnovo della Forza Armata per adeguarla alle nuove sfide globali, sempre più legate al mondo cibernetico e alle tecnologie ad intelligenza artificiale. Serino, avendo poi coordinato il passato Libro Bianco della Difesa – restato un po’ una “lettera morta” a ben vedere – sarà in grado di esprimere e coordinare al meglio questo rinnovamento, recentemente esplicitato anche nel corso della presentazione del programma Prospecta 2020.

L’Esercito, infatti, è la Forza Armata che abbisogna maggiormente di un organico processo di adeguamento generazionale dei suoi assetti, soprattutto se guardiamo ad altri piani di acquisizione della Marina e dell’Aeronautica, e Serino potrebbe essere l’uomo giusto, nel posto giusto, al momento giusto. L’avvicendamento tra il generale Serino ed il suo collega Farina sarà il prossimo 26 febbraio, ma questa non è l’unica nomina dei vertici delle Forze Armate “in scadenza”. A fine ottobre scadrà infatti il mandato del generale Enzo Vecciarelli, capo di Stato maggiore della Difesa e appartenente all’Aeronautica Militare, e di Alberto Rosso, capo di Stato maggiore dell’Arma Azzurra. Prima ancora, a metà settembre, finirà il triennio di Nicolò Falsaperna, segretario generale della Difesa-direttore nazionale degli armamenti.

Si tratta di incarichi di altissimo rango militare che serviranno anche come cartina tornasole della politica del nuovo governo Draghi in merito al delicatissimo settore della Difesa, diventato sempre più importante negli ultimi lustri per via del mutato scenario globale che vede il ritorno di scenari “da Guerra Fredda” affiancati a conflitti asimmetrici e con nuove sfide in campi relativamente nuovi, come quello della Cyber Warfare o della Hybrid Warfare.