Cambia il vento e la Russia, zitti zitta, sta rientrando nel mondo dello sport

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Politica, Società /

La recente convergenza tra Stati Uniti e Russia sembra aver ormai indirizzato la guerra in Ucraina verso un trattato di pace, anche se i suoi dettagli – e soprattutto le conseguenze per Kiev – sono ancora ben lontani dall’essere definiti. Ma la fine del conflitto avrà ricadute importanti anche sotto il profilo sportivo, dato che in seguito all’invasione di tre anni fa la Russia era stata completamente esclusa da ogni competizione internazionale. Gli ottimi rapporti tra il presidente della FIFA Infantino e Trump lasciano pensare che il calcio possa essere proprio uno dei primi contesti in cui la Russia potrà tornare a competere, anche se quasi sicuramente la sua squadra non potrà essere presente ai Mondiali nordamericani del 2026. La fase di qualificazione dell’area UEFA, a cui è sempre stata affiliata la Federcalcio russa RFS, inizierà infatti il prossimo 21 marzo, e il calendario è già stato ufficializzato.

Al momento la UEFA ancora non si è espressa sull’argomento, ma nella giornata di lunedì 24 febbraio è stata pubblicata un’intervista al suo presidente Aleksander Čeferin alla testata slovena Delo in cui ha criticato i leader europei per la gestione della guerra in Ucraina e per aver costretto la sua organizzazione a non re-includere la Russia nelle competizioni. Čeferin non aveva mai affrontato questa tema in precedenza, ma l’atteggiamento della UEFA nei confronti di Mosca, per quanto poco discusso, è sempre stato alquanto ambiguo: nel marzo 2022 cedette assieme alla FIFA alle pressioni per escludere la Russia, ma non ha mai sospeso Alexander Dyukov – il capo del calcio russo, ex-presidente dello Zenit San Pietroburgo e uno dei massimi dirigenti di Gazprom – dal proprio Comitato Esecutivo.

Nel frattempo, pur senza più alcuna legittimità e fuori dai tornei ufficiali, la Russia ha continuato a giocare, seppur dovendo limitarsi a incontri amichevoli. A partire dal settembre 2022, la selezione maggiore maschile ha affrontato Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan, Iran, Iraq, Camerun, Kenya, Cuba, Serbia, Bielorussia, Vietnam, Brunei, Siria e Zambia, mentre il prossimo giugno giocherà contro la Nigeria. Un piccolo elenco di Paesi che racconta bene sia le alleanze rimaste in piedi per Mosca, sia la sua crescente influenza nell’Africa sub-sahariana.

Nel prossimo futuro si pensa che possa essere anche organizzata una partita con la Corea del Nord, dopo che a inizio mese la selezione di Pyongyang ha affrontato in amichevole in Turchia il Baltika Kalinigrad e il Tyumen, rispettivamente primo e ultimo nella seconda divisione russa. Queste due partite sono state il frutto di un incontro avuto a fine novembre 2024 tra i ministri dello sport dei due paesi, Mikhail Degtyarev e Kim Il-guk, arrivato circa un mese dopo che il Pentagono aveva denunciato l’invio di 10.000 soldati nordcoreani in Ucraina. Un incrocio tra le due squadre nazionali si era già verificato nell’estate del 2024, anche se a livello femminile, ed era stato un piccolo evento, dato che la Corea del Nord occupava la decima posizione nel ranking mondiale FIFA (oggi è nona).

Che il vento stia cambiando si percepisce a più livelli. A inizio febbraio il direttore del Dipartimento per le associazioni nazionali della UEFA Zoran Lakovic ha partecipato a una conferenza della Federcalcio russa, augurandosi che nel corso del 2025 Mosca possa essere riammessa nel mondo del pallone. A fine gennaio Anders Larsson, presidente della federazione di hockey svedese e tra i dirigenti della federazione internazionale, ha detto che il Paese scandinavo non boicotterà le competizioni se la Russia dovesse essere riammessa. Una dichiarazione piuttosto pesante, se consideriamo che la Svezia è stata in prima linea nelle sanzioni contro la Russia. Goran Sasic, direttore esecutivo dell’Head Coaches Board dell’Eurolega di basket, ha dichiarato a Sport-Express questo febbraio che presto due squadre russe potrebbero rientrare nel torneo, per “porre rimedio all’ingiustizia storica commessa nel 2022”.

Negli scorsi giorni anche Sebastian Coe, presidente di World Athletics e considerato il favorito per la presidenza del CIO, ha detto al canale YouTube del giornalista Piers Morgan che, in caso di pace in Ucraina, sarebbe favorevole al ritorno degli atleti russi. Alla fine del 2023, per fare un confronto, Coe diceva che non intendeva “arretrare di un millimetro” in merito all’esclusione degli sportivi russi e bielorussi. Come cambiano le cose, in così poco tempo.