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Per la prima volta dopo sette anni, gli Stati Uniti ingrandiranno il loro esercito. Il presidente americano Donald Trump ha firmato il bilancio della difesa per il 2018 con il quale Washington stanzierà quasi 700 miliardi di dollari per le spese militari: soldi che serviranno all’America per potenziare tutte le sue truppe e fronteggiare i nemici, Corea del Nord e Isis in particolare. 

La legge sulla difesa

La legge sulla difesa assegna circa 634 miliardi di dollari per le operazioni di base del Pentagono e quasi 66 miliardi per le missioni di guerra all’estero, in  Afghanistan, Iraq e Siria. In particolare, il provvedimento firmato da Trump autorizza il finanziamento per continuare la lotta la sedicente Stato islamico e per rafforzare la difesa missilistica di fronte alle sempre più crescenti minacce della Corea del Nord. Contro l'”aggressione russa” in Europa e il contenimento di Mosca, saranno investiti 4,6 miliardi di dollari da aggiungere ai 350 milioni di dollari stanziati per l’assistenza militare all’Ucraina. Sono previsti inoltre 26,2 miliardi per la costruzione di nuovi mezzi navali, compresi i sommergibili della classe Virginia, 10,1 miliardi per 90 caccia e 2,2 miliardi per veicoli da combattimento per l’esercito.

“Con la firma di questa legge sulla difesa, acceleriamo il processo di ripristino completo della potenza militare americana“, ha dichiarato il presidente americano. Ma i 692 miliardi di dollari non diventeranno realtà fino a quando il Congresso non deciderà, come ha chiesto lo stesso Trump, di revocare la legge del 2011 che impone limiti stretti sulla spesa federale, compresa quella della difesa, il cui tetto resta per ora fissato a 549 miliardi di dollari. Il National Defense Authorization Act (NDAA) deve infatti essere interamente finanziato dal Congresso.  

Le promesse in campagna elettorale

La decisione di aumentare le spese per la difesa non deve stupire. Durante la sua campagna elettorale, nel settembre 2016, Trump aveva invocato un rafforzamento degli arsenali e delle Forze Armate americane. Il Commander in Chief aveva promesso l’arrivo di altri soldati, navi, sommergibili e aerei, oltre a una nuova difesa missilistica (oggi ritenuta di fondamentale importanza a causa delle tensioni con la Corea del Nord) e investimenti nella cyber-sicurezza. “L’eredità della Clinton è fatta di disastri, sofferenza e morte – aveva dichiarato Trump -. I continui conflitti sono costati 6 miliardi di dollari. Eppure il Medio Oriente si trova in condizioni peggiori di prima, la Cina è più aggressiva, Putin non ci rispetta”.

Gli stipendi del militari

Donald Trump ha sottolineato che per il prossimo anno è previsto anche il più grande aumento degli stipendi per i militari degli ultimi otto anni. La retribuzione per le truppe salirà infatti del 2,4%. “Il bilancio militare prevede grandi investimenti nella nostra arma principale, i nostri soldati”, ha dichiarato il presidente americano. Le Forze Armate Usa sono tra le più importanti al mondo e possono contare, a oggi, su circa 1,4 milioni di militari, ma è previsto anche un incremento dei soldati.

L’esercito apre ai trans

Dopo mesi di proteste, un giudice federale americano ha fermato il tentativo dell’amministrazione Trump di bloccare l’ingresso dei cittadini transgender nell’esercito: dal primo gennaio 2018 infatti anche loro potranno fare parte delle Forze Armate statunitensi. La decisione rappresenta un duro colpo nei confronti del presidente americano che a giugno aveva vietato ai trans di svolgere qualsiasi ruolo nell’esercito. Il Pentagono ha dichiarato che si atterrà alla sentenza e consentirà così ai trans di partecipare all’arruolamento.