Lunedì 4 agosto alcuni dei più grandi nomi del calcio africano si sono riuniti eccezionalmente a Ouagadougou, in Burkina Faso, per presenziare all’inaugurazione di uno stadio. Sono stati invitati direttamente dal Presidente del paese, il capitano Ibrahim Traoré, che a soli 37 anni è ormai il leader politico più influente e amato dell’Africa occidentale.
Traoré è un militare, e ha preso il potere in Burkina Faso nel settembre 2022 con un colpo di Stato. La sua ascesa poteva sembrare quella di un qualsiasi governante autoritario africano, e invece il nuovo leader burkinabé ha subito messo in chiaro le sue particolarità, con una comunicazione molto puntuale e ambiziosa. Si è posto come un erede di Thomas Sankara, iconico rivoluzionario locale; ha rotto i rapporti con gli ex-colonizzatori francesi e ha iniziato a parlare di panafricanismo, promuovendo la nascita dell’Alleanza degli Stati del Sahel.
In pochissimo tempo, è divenuto un simbolo della lotta anti-imperialista africana, travalicando i confini del Burkina Faso. Il 15 giugno scorso ha destato molto scalpore una fotografia di Traoré insieme al calciatore André Onana, portiere camerunense del Manchester United ed ex Inter, che è andato in Burkina Faso per donargli una propria maglia autografata. “Sfortunatamente la mia generazione non ha avuto l’opportunità di conoscere il capitano Thomas Sankara. Ma domani potrò dire ai miei figli di aver conosciuto il capitano Ibrahim Traoré” aveva commentato Onana.
Questo è un piccolo esempio di come il Presidente burkinabé sia ormai una figura di culto nella regione, ma anche di come per la sua propaganda il calcio sia un elemento fondamentale. Ibrahim Traoré non si limita a incontrare atleti famosi, ma ci gioca anche insieme. Nel luglio del 2024, per esempio, ha partecipato a un’amichevole di raccolta fondi assieme ad alcuni giocatori della Nazionale del Burkina Faso.
Lo scorso marzo ha organizzato un’altra partita con alcune vecchie glorie di fama internazionale, come il nigeriano Jay-Jay Okocha, il togolese Emmanuel Adebayor, il senegalese Mamadou Niang e Charles Kaboré, uno dei più noti atleti della storia del Burkina Faso. Nonostante da un lato ci fossero alcuni ex-calciatori professionisti di primissimo piano, la squadra composta da Traoré e dai suoi collaboratori ha vinto la partita, con il Presidente autore di una tripletta molto celebrata dai media locali. Okocha ha raccontato il proprio orgoglio per aver partecipato all’evento, perché ogni cosa che Traoré fa “la fa per l’Africa”.
Il calcio riflette dunque molto bene non solo le ambizioni, ma anche l’enorme popolarità del Presidente del Burkina Faso in tutta l’Africa occidentale, una regione da tempo vittima di numerosi problemi politici e sociali. Nell’ottobre 2024, quando la Nazionale burkinabé ha ottenuto la qualificazione alla prossima Coppa d’Africa, i giocatori si sono schierati sull’attenti, facendo il saluto militare come tributo al Presidente. E oggi la squadra è in corsa per ottenere una prima storica qualificazione ai Mondiali di calcio, che si svolgeranno la prossima estate in Nordamerica.
In questo contesto, l’inaugurazione del rinnovato stadio 4 agosto di Ouagadougou ha un valore non solo sportivo e strategico, ma anche simbolico. L’impianto è stato infatti costruito all’inizio degli anni Ottanta e inaugurato proprio da Thomas Sankara: il suo stesso nome rimanda al giorno del 1983 in cui il “Che Guevara africano” iniziò il proprio mandato presidenziale. Secondo i media africani, la riapertura dello stadio simboleggia “la resilienza e il rinnovamento” del Burkina Faso.
Durante l’evento, Ibrahim Traoré ha incontrato nuovamente diversi grandi nomi del calcio africano degli ultimi anni: oltre ai già citati Okocha, Kaboré e Adebayor, erano presenti anche Rigobert Song, El Hadji Diouf, Seydou Keita e pure Samuel Eto’o. Quest’ultimo non è solo un’icona del calcio del continente, ma anche una figura politica molto rilevante in Camerun, dove riveste il ruolo di presidente della Federcalcio ed è pure un sostenitore dichiarato di Paul Biya, al potere ininterrottamente dal 1982 e politicamente all’opposto di Traoré.
Dietro tutto ciò, però, i lati oscuri del nuovo Presidente del Burkina Faso non mancano. Se da un lato Traoré ha allontanato i francesi, dall’altro ha consolidato sempre di più i suoi rapporti con la Russia di Putin, mentre sul fronte interno il suo governo è accusato di diverse violazioni dei diritti umani. Le ong denunciano casi di repressione del dissenso e di limitazioni delle libertà civili, come ad esempio la messa fuori legge dell’omosessualità, stabilita nel 2024. Nel frattempo, il Burkina Faso è sostanzialmente in guerra civile con i gruppi jihadisti, e tra l’esercito e le varie milizie i massacri di civili sono diventati una drammatica realtà quotidiana.