Se un gesto vale più di mille parole, quello di Brigitte Macron può rivelarsi decisamente interessante. La première dame, insieme ad alcuni collaboratori, è andata a controllare il Pc Jupiter, il bunker interno all’Eliseo dove il presidente francese e un gruppo ristretto di persone dovrebbero fuggire in caso di attacco termonucleare.

La visita, come rivelato dal Journal du Dimanche, è avvenuta il 7 dicembre, in piena crisi dei gilet gialli. Emmanuel Macron era stato messo seriamente in guardia dai servizi segreti del rischio di un possibile assalto dei manifestanti all’Eliseo e non è un mistero che il presidente temesse seriamente per la sua incolumità.

Parigi viveva ore di angoscia per gli Atti III e IV delle proteste, il periodo più violento cui ha assistito la capitale francese. E in quell’occasione, come scrivevamo su questa testata, le forze di sicurezza francesi avevano ach schierato per le strade della città anche i blindati Vbrg, utilizzati dalla Francia in Kosovo e in Africa. Uno schieramento imponente e che dava l’idea non solo della volontà di lanciare un segnale chiaro ai manifestanti più violenti, ma anche del pericolo percepito dall’intelligence d’Oltralpe.

In quel momento, l’Eliseo si era trasformato in un bunker. Macron viveva sempre più rinchiuso nel suo palazzo e i servizi avevano il timore che potesse esserci un vero e proprio assalto al palazzo, come ai tempi di moti rivoluzionari. Ipotesi che si è poi rivelata inesatta, ma che comunque ha circolato per parecchio tempo fra i corridoi del palazzo presidenziale, a tal punto che l’idea del bunker veniva sempre più presa in considerazione. “Abbiamo ricevuto consegne ben precise: in caso di allerta è lì che dovremo rifugiarci” ha raccontato un testimone anonimo della visita di Brigitte al Journal du dimanche.

Ed era proprio la prèmiere dame a essere quella più preoccupata da quando i gilet gialli hanno iniziato a conquistare le piazze. Dalle fonti che hanno rivelato la visita di dicembre al Pc Jupiter, si sa che Brigitte è “sconvolta dall’evolversi della situazione ed è molto preoccupata per il marito”, e ha detto anche di “non capire perché il presidente viene così attaccato nei luoghi della protesta e negli slogan portati in piazza”. E se la visita al bunker rientra in quelle “misure preventive” per la sicurezza della coppia presidenziale, rivela anche un clima decisamente teso. Tensione che si riverbera anche nella stessa vita del presidente, che in questi mesi è apparso sempre meno in pubblico è sempre più preoccupato, tanto che Brigitte pare stia seguendo personalmente la dieta e la cura del marito.

Del resto, non è un mistero che il mese scorso una delle figure di spicco dei gilet gialli, Eric Drouet, che guida l’ala più radicale delle proteste, abbia lanciato un messaggio a tutti i manifestanti per “invadere” l’Eliseo. Un invito che evidentemente è stato preso molto sul serio sia dai servizi segreti di Parigi sia dagli stessi Macron.

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