Un sistema missilistico supersonico da crociera a lungo raggio che può essere lanciato da terra, mare ed aria.  Così il ministero della Difesa indiano presenta al mondo la sua creatura concepita in accordo con la Federazione russa. Il nome del sistema missilistico sviluppato da Drdo e Npom Russia è “BrahMos”, ed è progettato con due varianti per i ruoli “anti-ship”e “land-attack” già operativo nella marina e nell’esercito indiano.

La versione del missile a lungo raggio è stata testata con successo dal campo integrato di Balasore. Il missile arriva in un momento delicato, come un forte messaggio alla Cina. Schieramenti del sofisticato sistema infatti già sono stati registrati a “Ladakh” e presso l’Arunachal Pradesh con il fine di contrastare Pechino che ora trema difronte a questa nuova arma, frutto della partnership indo-russa. Tale sodalizio è suggellato anche dall’agenzia aero-spaziale BrahMos, la quale celebra il suo successo anche in virtù dei 50 anni di amicizia tra Russia ed India, la quale guida e motiva le due nazioni attraverso una “visione unica”.

India-Russia Strategic Partnership

Le relazioni tra Russia e India sono radicate nella reciproca cooperazione. I paesi sono uniti da una “partnership strategica” che secondo fonti ufficiali della diplomazia ha resistito alla prova del tempo. La storia racconta che le relazioni diplomatiche ebbero inizio ancor prima dell’indipendenza dell’India. Secondo gli eventi, l’India, dopo l’indipendenza, cercava di finalizzare investimenti nell’industria pesante per garantirsi un autosufficienza, trovando nell’Unione Sovietica un paese investitore “iniziatico” che garantì questo processo. Il momento di svolta, tra le due nazioni, è adducibile al Trattato di Pace ed Amicizia siglato nell’agosto del 1971. Quest’ultimo suggellò non solo obiettivi condivisi, ma anche un modello per il rafforzamento della Pace e sicurezza. Nel 1990 l’India ricambiò ricambiò il favore concedendo un “credito tecnico” all’Urss, estendendo verso quest’ultima una donazione di circa 20.000 tonnellate di riso. Con la caduta dell’Unione Sovietica entrambe le nazioni rinnovarono lo stesso trattato e nel 1994 siglarono anche un accordo bilaterale di cooperazione tecnico-militare. Infine nel 2000, con Vladimir Putin, le due nazioni hanno suggellato la Strategic Partnership, ovvero un’alleanza che lega entrambe ad un partenariato “speciale e privilegiato” proprio come accade per quello tra Stati Uniti e Regno Unito.

Ecco perché Pechino teme le armi indo-russe

La Strategic Partnership ha alimentato un vero e proprio rafforzamento delle operazioni congiunte, proprio come è avvenuto per i super-missili BrahMos. Questa sigla spiega l’amicizia dei due paesi perché è il risultato della confluenza delle nazioni attraverso il nome di due dei loro fiumi più importanti: il Brahmaputra e il Moscova. Tale connubio vede l’India come il maggior acquirente di attrezzature militari russe e Mosca il principale partner della Difesa indiana. Infine, sono significativi anche gli impegni di entrambe nelle rispettive economie. Infatti, gli investimenti russi già nel 2017, raggiungevano 18 miliardi mentre l’India s’impegnava con circa 13 miliardi verso Mosca.

In virtù di questa salda alleanza indo-russa, è chiaro che Pechino non avrà vita facile qualora progettasse un dominio asiatico totale. Attualmente l’India sta affrontando con forza il gigante cinese attraverso un vero e priorio programma di rafforzamento del proprio arsenale, a partire dal settore balistico. La punta di diamante è rappresentata dai missili lanciati dai Sukoi-30 MKI”. Questa super-tecnologia di stampo russo ha un’alta capacità di penetrazione ed è programmata per la distruzione di bunker nucleari, centri di comando e controllo e portaerei. Micidiale anche la dotazione di missili BrahMos-Block III, spesso utilizzati per l’attacco dall’alto e di recente impiego sulle montagne dell’Arunachal Pradesh.

Il conflitto sino-indiano desta non poche preoccupazioni per il partner russo, in quanto il programma di espansione cinese non è da sottovalutare. Una “silente” manovra di Mosca per contenere la Cina potrebbe celarsi però dietro le operazioni “Quad” per la difesa dell’Indo-Pacifico. Queste manovre congiunte vedono coinvolti Giappone, Australia, Stati Uniti e appunto l’India, la cui presenza potrebbe significare di riflesso, un sostegno russo alle operazioni, seppur non dichiarato.