Botta e risposta tra Roma e Mosca dopo le parole di Luigi Di Maio

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Fino allo scorso sabato non ci se chiedeva se Mario Draghi dovesse o meno recarsi al Cremlino, la domanda invece era sul quando il presidente del consiglio avrebbe dovuto imbarcarsi in direzione Mosca. Si aspettava solo la data ufficiale, poi però mai comunicata. La visita, probabilmente, non ci sarà. Almeno durante l’attuale fase di escalation. A confermarlo implicitamente è stato in mattinata Luigi Di Maio. Il ministro degli Esteri, nell’informativa fatta al Senato sulla situazione in Ucraina, ha dichiarato che “non possono esserci nuovi incontri bilaterali con i vertici russi finché – si legge nelle sue dichiarazioni – non ci saranno segnali di allentamento della tensione, linea adottata nelle ultime ore anche dai nostri alleati e partner europei”. Un passaggio che non è stato ben gradito a Mosca, da dove il ministero degli Esteri ha replicato in modo duro alle parole di Di Maio.

Cos’ha detto Di Maio al Senato

Martedì era stata annunciata la presenza del titolare della Farnesina in parlamento per la giornata di oggi. Alle 12:00 appuntamento in Senato, alle 16:00 invece alla Camera. Di Maio è reduce da un tour di due giorni, effettuato una settimana fa, tra Kiev e Mosca dove ha incontrato i suoi omologhi ucraini e russi. Ha dunque seguito da vicino la vicenda e, al rientro a Roma, ha parlato della volontà del Cremlino di invitare il presidente del consiglio italiano per un colloquio diretto con Vladimir Putin. Lunedì il ministro degli Esteri ha poi ribadito che l’Italia sta lavorando per una soluzione pacifica del dossier, al fine di evitare anche le sanzioni. Il riconoscimento da parte russa delle repubbliche del Donbass ha però fatto definitivamente accodare l’Italia sulle posizioni degli alleati della Nato. Accettando quindi l’idea di considerare le sanzioni già adesso come un mezzo da attuare nei confronti di Mosca. In questo contesto si è quindi arrivati all’informativa odierna di Di Maio al parlamento: “In Ucraina l’Italia reputa ancora possibile scongiurare la guerra – ha dichiarato il ministro – e favorire una soluzione diplomatica, anche se con margini che si riducono di giorno in giorno”.

“Dobbiamo essere realisti – ha proseguito Di Maio – il susseguirsi degli eventi sta aggravando una situazione già di per sé delicata. È per questo che dobbiamo rimanere vigili, reattivi e pronti a fornire risposte efficaci, da individuare e mettere in campo di concerto con i nostri partner europei e alleati”. Roma, ha poi osservato il titolare della diplomazia, vuole giocare un ruolo importante nella mediazione: “Non faremo mancare il nostro contributo al negoziato e al confronto con la Russia, sull’Ucraina e più in generale sulla sicurezza europea, attraverso Nato e Osce”, si legge ancora nelle dichiarazioni al Senato. Poi il passaggio “incriminato” da Mosca, secondo cui fino a quando la Russia non offrirà concretamente dei segnali di allentamento della tensione non potranno esserci incontri bilaterali. Compresi quelli prospettati tra Mario Draghi e Vladimir Putin.

Mosca: “Gli occidentali dovrebbero imparare a usare la diplomazia come professione”

Per il ministero degli Esteri russo l’affermazione di Di Maio conterrebbe delle contraddizioni. Almeno a giudicare dai toni usati in una nota emanata dallo stesso dicastero guidato dal ministro russo Sergej Lavrov: “Le parole di Di Maio sull’impossibilità di organizzare degli incontri bilaterali fra Italia e Russia – si legge nella nota – sono una strana idea di diplomazia”. Mosca non ha nascosto la sua irritazione per quanto dichiarato dal titolare della Farnesina: “La diplomazia è stata inventata per risolvere situazioni di conflitto e alleviare le tensioni – prosegue il documento inviato alla stampa dal ministero degli Esteri russo – e non per viaggi vuoti in giro per il mondo e assaggiare piatti esotici ai ricevimenti di gala. I partner occidentali dovrebbero imparare a usare la diplomazia come professione”. Un vero e proprio botta e risposta che potrebbe incrinare, in una fase così delicata, i rapporti per adesso buoni tra Roma e Mosca.