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Londra, Roma e poi Mosca. Il tour europeo di John Bolton, consigliere per la Sicurezza nazionale di Donald Trump, fa capire quali siano le direttive della strategia americana in Europa. Dall’alleato atlantico di Londra al “nemico” russo, la tappa intermedia è l’Italia, qui dove il nuovo governo di  Giuseppe Conte sta diventando sempre più centrale negli schemi di Washington.

Da Londra a Mosca, passando per Roma

Trump lo ha fatto capire chiaramente: il nuovo governo italiano piace all’amministrazione americana. Durante il G-7 in Canada, il presidente Usa  aveva pubblicato un tweet in cui benediceva Conte. “Farà un grande lavoro”, ha scritto The Donald, “gli italiani hanno scelto bene!”. Poi, una settimana dopo, lo ha ribadito in una dichiarazione al programma FoxandFriends: “Il nuovo premier italiano è fantastico, sembra che essere duri sull’immigrazione ora paghi”.

Se è vero, come diceva Agatha Christie, che “un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”, allora è il terzo indizio che può dare un quadro ancora più chiaro. E il terzo indizio è proprio questo viaggio a Roma di Bolton, che prima di recarsi a Mosca da Vladimir Putin, si ferma a parlare con il nuovo governo Lega-5 Stelle.

La scelta non è secondaria, anzi, è molto importante. Perché esprime un ideale avvicinamento al Cremlino partendo dalle certezze ma anche dalle sfide dell’Europa. Si parte da Londra, alleata degli Stati Uniti e ferrea sostenitrice della politica anti-russa, in cui il caso Skripal è stato l’emblema di questa logica russofoba. Si finisce a Mosca, nel cuore della politica di Putin: capitale di una superpotenza avversaria, ago della bilancia delle grandi crisi internazionali.

Nel mezzo Roma, capitale di un Paese che in questi ultimi mesi sembra diventato il perfetto anello di congiunzione tra Russia e Stati Uniti e la spina nel fianco dell’Europa a trazione franco-tedesca. Tra Londra come capitale anti-russa e Mosca, capitale della Federazione, Roma è la via intermedia che può aiutare a comprendere molte cose. Simbolo del complicato equilibrismo del governo giallo-verde, diviso fra le aperture alla Russia e la benedizione di Washington.

Ma è un equilibrismo che per certi versi assomiglia proprio alla politica dell’attuale amministrazione americana, divisa fra un forte senso di contrarietà alla Russia (dalle crisi internazionali alle sanzioni contro il Cremlino) e uno strano gioco di Trump mai troppo avverso a Putin e alla sua politica. E l’incontro a Mosca, prima del probabile vertice di Vienna proprio fra il presidente russo e quello americano, dimostra che i canali diplomatici sono solidi.

Per l’Italia è un momento molto importante. Nella sfida fra Russia e Stati Uniti e con l’Unione europea che vacilla sotto i colpi della nuova Europa nata dalle recenti elezioni e dal cosiddetto vento dell’Est di Visegrad, siamo tornati al centro della scena. Isolarsi non è positivo. Ma i benefici ottenibili dalla nascita di questo curioso triangolo fra Mosca, Roma e Washington, possono essere molti.

Con la Russia, con gli Usa o con l’Ue?

Chiaramente, tutto dipende dagli obiettivi strategici. Gli Stati Uniti vogliono un’Italia dalla loro parte in funzione anti-Ue o in funzione anti-Russia? E la Russia, che nutre grandi aspettative da questo governo, vuole spaccare il fronte anti-russo all’interno dell’Unione europea oppure spezzare gradualmente i legami tra Europa e Nato partendo anche dall’Italia?

In questo gioco difficilissimo, c’è tanto da guadagnare quanto da perdere. L’Unione europea non è più una granitica certezza. E sono molte le forze, interne ed esterne, che ne stanno determinando la fine, anche grazie alla forte miopia delle scelte di Bruxelles.

In questa fase, l’Italia sta giocando all’attacco dopo essere stata per anni in difesa. E ha il sostegno delle due grandi potenze che si contendono l’Europa. Ma è anche vero che per la strategia italiana, l’Europa è fondamentale e prendere una deriva di isolamento significherebbe spostarsi in un’altra sfera d’influenza.

Ma se i legami con la Russia rimangono più labili, quelli con gli Usa sono estremamente più forti. Ed il viaggio di Bolton serve anche per confermarli sotto altri punti di vista. Il nodo-Afghanistan, la crisi in Libia, le titubanze della Difesa sul ruolo nelle missioni Nato in Europa orientale, la guerra al terrorismo, le spese militari, sono temi di fondamentale importanza per l’Italia e per gli Stati Uniti.

Questo governo, senza dubbio, ha attirato le attenzioni di molti, sia Oltreoceano che in territorio russo. Ma l’idea della Casa Bianca e del Pentagono è che questo avvicinamento alla Russia teorizzato da alcuni debba essere concordato con gli Stati Uniti.

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