Il presidente del Brasile Jair Bolsonaro è riuscito ad invertire il declino del consenso pubblico, riconquistando oltre il 5% nella popolazione. Il sondaggio, condotto da Mda e sponsorizzato dalla compagnia di trasporti brasiliana Cnt, ha evidenziato come la crescita economica e la diminuzione della disoccupazione abbiano convinto i brasiliani del buon operato del presidente. Inoltre, il netto taglio con il passato dettato da una forte lotta alla corruzione è stata discriminante agli occhi del popolo, tediato nella circostanza dai precedenti anni di governo di Luiz Inacio Lula Da Silva che avevano visto un costante incremento del fenomeno.

Nonostante il rischio di una perdita di consensi dettata dal comportamento dell’ex ministro della cultura, accusato di aver imitato il gerarca nazista Joseph Goebbels, la netta presa di posizione nei suoi confronti è risultata efficace nel limitare i danni. Come sottolineato da Lucas de Aragao e riportato dalla Reuters, al popolo brasiliano interessano maggiormente i risultati reali dell’economia, della disoccupazione e della lotta alla corruzione; tutto il resto ricopre un’importanza marginale.

Nonostante la gaffe e nonostante il reato di corruzione di cui è accusato il figlio di Bolsonaro, Flavio, la sua approvazione pubblica si attesta adesso al 47,8%. Dato questo che, se paragonato alla percentuale detenuta dagli altri leader mondiali, risulta decisamente positivo e con le prospettive in crescita del Paese per il 2020 è destinato ad un incremento marginale ulteriore nei prossimi mesi.

Non è bastata dunque la scarcerazione di Lula ed il suo richiamo a contrastare con tutte le forze possibili la leadership di Bolsonaro ad intimidire il presidente brasiliano, che ha visto le luci della ribalta proprio negli ultimi due mesi. E nonostante il popolo brasiliano ritenga che passi avanti dovrebbero essere compiuti adesso anche nella tutela della salute e dell’ambiente, i risultati macroeconomici hanno convinto il popolo del Brasile circa le ricette proposte dal suo esecutivo per combattere la crisi del Paese.

Il successo di Bolsonaro è appunto da ricercarsi nelle mosse macroeconomiche che hanno portato allo sviluppo dell’apparato economico brasiliano, che negli anni precedenti aveva subito una brusca frenata rispetto alle proprie potenzialità. La stessa decisione di intervenire prepotentemente sull’Amazzonia, sebbene non priva di rischi ambientali, ha mostrato le volontà di espansione del Brasile, convinto di come rispetto al passato sia necessario ampliare i propri orizzonti ed i propri territori fruibili per accrescere la forza anche in ottica mondiale.

Nonostante il calo di consensi nelle minoranze del Paese – e dovute in parte anche alle questioni riguardanti l’Amazzonia – il presidente del Brasile è stato in grado di convincere il corpo dell’elettorato, recuperando la difficile partenza del 2019. Con le stime dell’economia del Paese che per il 2020 parlano di un raddoppio della crescita, la possibilità che la tendenza rimanga quella degli ultimi mesi è assai elevata ed ha preoccupato notevolmente non soltanto l’opposizione brasiliana ma anche gli osservatori internazionali. Non è un caso infatti che nelle ultime settimane le parole dei leader mondiali siano state meno dure nei confronti di Bolsonaro, nonostante il modus operandi del governo del Brasile sia rimasto sostanzialmente immutato.

Oltre ad avere un carattere forte, adesso Bolsonaro si sta rivelando essere anche un leader capace in grado di gestire il Paese sudamericano, e sorretto dal consenso della popolazione. Questo scenario ha messo fortemente in crisi i suoi oppositori, considerando anche come il prospettarsi di questa situazione non fosse per nulla preventivato. Adesso, dopo il giro di boa del primo anno di governo, Bolsonaro può finalmente affermare di avere alle spalle un popolo che lo sostiene.