Al termine di una lunga giornata e prima di mettere sul tavolo altri 2 miliardi di dollari in aiuti militari all’esercito ucraino, in una fase drammatica per le truppe di Kiev, con i russi che avanzano lentamente ma ovunque su tutto il fronte, il Segretario di Stato Usa, Antony Blinken, si è tolto gli abiti del diplomatico imbracciando la chitarra elettrica ed esibendosi al fianco di una band locale sul palco del Barman Dictat, un noto locale del centro della capitale ucraina. Il video dell’esibizione di Blinken – che ha suonato una cover di una celebre canzone rock del canadese Neil Young, Rockin’ in the Free World, del 1989, classificata al numero 216 nella lista delle 500 migliori canzoni di tutti i tempi di Rolling Stone – ha fatto il giro del mondo, diventando presto virale. “I vostri soldati, i vostri cittadini – in particolare nel nord-est, a Kharkiv – stanno soffrendo tremendamente”, ha detto Blinken prima di suonare. “Ma loro devono sapere, voi dovete sapere che gli Stati Uniti sono con voi, che gran parte del mondo è con voi e che stanno combattendo non solo per un’Ucraina libera, ma per il mondo libero. E anche il mondo libero è con voi” ha detto il Segretario di Stato dal palco. Come nota il Guardian, la performance di Blinken è stata divisiva presso l’opinione pubblica ucraina: se alcuni hanno gradito il gesto di sostegno dell’esponente dell’amministrazione Biden, altri hanno rilevato l’inopportunità di esibirsi in un pub mentre la situazione al fronte è così tesa e problematica.
Ma Blinken sa quello che canta?
Il Segretario di Stato ha scelto la musica come arma di propaganda, menzionando nel suo discorso dal palco quel “mondo libero” di cui parla anche la canzone di Neil Young. Il tutto, nell’ottica manichea proposta dall’amministrazione Biden circa la divisione del mondo in democrazie e autoritarismi e la sfida per l’egemonia globale. L’interpretazione di Blinken è piuttosto superficiale perché Neil Young è uno dei grandi ribelli del rock e in passato è stato piuttosto selettivo nel concedere l’uso della canzone. Come ricorda il Financial Times, il cantautore canadese ha permesso che venisse utilizzata in due film piuttosto critici nei confronti dell’establishment statunitense come Fahrenheit 9/11 di Michael Moore e The Big Short, pellicola di Hollywood che racconta l’avidità degli speculatori all’indomani della crisi del 2008. Nel 2016 concesse al senatore Bernie Sanders di usarla per la sua campagna elettorale mentre più recentemente ha contestato al repubblicano Donald Trump l’uso del brano, avviando addirittura un’azione legale contro la campagna del tycoon.
Il Segretario di Stato sceglie un rocker pacifista per fare propaganda
Secondo Songfacts, il brano scelto da Blinken, scritto nel 1989 mentre Young era in tour, riflette sui cambiamenti politici di quel tempo ed esprime una dura critica nei confronti dell’amministrazione di George Bush senior, oltre a prendere di mira l’ayatollah iraniano Khomeni che aveva appena emesso una fatwa contro lo scrittore Salman Rushdie a causa del suo romanzo I versi satanici. Insomma, tutto decisamente più complesso di quanto non sia la propaganda liberal di Blinken sul “mondo libero”, considerando anche che Neil Young non è mai stato tenero nei confronti delle amministrazioni Usa, e non solo repubblicane. Dopotutto è l’autore della leggendaria Ohio (poi cantata con Crosby, Stills & Nash), canzone di protesta del 1970 scritta e composta da Young in reazione al massacro del Kent State del 4 maggio di quell’anno, quando la Guardia Nazionale dell’Ohio uccise quattro studenti disarmati, ferendone nove, durante una manifestazione che si opponeva al coinvolgimento degli Stati Uniti nella guerra civile in Cambogia (operazione Freedom Deal). Il Segretario di Stato ha dunque impiegato un famoso brano di un artista che verrebbe definito da qualcuno un “pacifinto” e che non ha mai smesso di criticare il complesso industrial-militare degli Stati Uniti.
Il diplomatico che ama il blues
Non è la prima volta che Blinken sale sul palco e imbraccia la chitarra per unire politica e musica. Lo scorso 27 settembre il Segretario di Stato Usa ha suonato e cantato Hoochie Coochie Man del bluesman Muddy Waters alla Casa Bianca. Commentando la sua esibizione su X, ha osservato: “Non potevo farmi scappare l’occasione stasera di unire musica e diplomazia, è stato un piacere lanciare la nuova Global Music Diplomacy Initiative”. Ma chi è davvero il Segretario di Stato fanatico dei Beatles? 62 anni, di Yonkers (New York), nato da genitori ebrei (Judith e Donald Blinken), frequenta la prestigiosa Dalton School di New York fino al 1971, quando si trasferisce a Parigi, in Francia, con la madre divorziata e il marito di lei, Samuel Pisar, avvocato e sopravvissuto all’Olocausto. Successivamente si laurea con lode all’Harvard College e alla Columbia Law School, prima di iniziare il suo primo incacio governativo presso il Dipartimento di Stato dove, dal 1993 al 1994, dove ricopre il ruolo di Assistente speciale del Sottosegretario di Stato per gli Affari Europei e Canadesi. Successivamente diventa membro dello staff del Consiglio di sicurezza nazionale del presidente Clinton alla Casa Bianca dal 1994 al 2001. Dal 1999 al 2001 diventa assistente speciale del presidente e direttore senior per gli affari europei – principale consigliere del presidente Clinton per le relazioni con i paesi dell’Europa, dell’Unione Europea e della Nato. Terminata la sua esperienza alla Casa Bianca, diventa un punto di riferimento per molti ex funzionari della sicurezza nazionale che chiedono maggiore enfasi circa l’impegno globale degli Stati Uniti. Enfasi che si concretizza non solo sul piano dell’impegno militare ma anche della propaganda e del soft power. Ma il rock è sinonimo di libertà e con il potere non va molto d’accordo, soprattutto se il suo messaggio dirompente di libertà viene strumentalizzato politicamente.

