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L’ex primo ministro laburista Tony Blair avrebbe segretamente informato il presidente francese Emmanuel Macron su come ostacolare i tentativi del Regno Unito di lasciare l’Unione europea. A darne notizia è il Telegraph, che cita alcune fonti francesi,

Secondo il tabloid inglese, infatti, Blair avrebbe confidato al presidente francese che se l’Unione europea avesse continuato a rifiutare ogni tipo di accordo sulla Brexit, il Parlamento inglese alla fine avrebbe ceduto e accettato un’unione doganale – che avrebbe mantenuto il Regno Unito legato a Bruxelles – o portato il Paese verso un secondo referendum. L’ex primo ministro avrebbe condiviso le sue convinzioni con il presidente francese Emmanuel Macron e con la diplomazia parigina, oltre che con il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker.

Tony Blair ed Emmanuel Macron: quel tentativo di sabotare la Brexit

Il Telegraph sostiene di aver parlato con alcune fonti a Parigi che confermerebbero i consigli dati dall’ex primo ministro laburista a Macron nel contrastare la Brexit: Blair avrebbe detto a Macron di “tenere duro” e di attendere che passino queste settimane ricche di turbolenze e incertezze, in attesa della data fatidica del 29 marzo.

La notizia ha destato scalpore nel Regno Unito e Blair è finito nel mirino delle critiche. Il parlamentare conservatore euroscettico Peter Bone, citato sempre dal Telegraph, sostiene che “è assolutamente inaccettabile che un ex primo ministro vada in giro da altri capi di Paesi europei e minacci la posizione ufficiale del governo britannico. Non sono sicuro esista un’altra volta nella storia in cui questo è accaduto”.

“Tony Blair deve rendersi conto che ha già governato come Primo ministro e sono sorpreso e deluso dal suo comportamento. Dubito che gli sarebbe piaciuto un comportamento analogo da parte dei suoi predecessori quando era lui al governo” ha sottolineato Bone.

“Incontri anche con Juncker”

Sempre secondo il giornale inglese, Tony Blair, oltre a Macron, avrebbe incontrato Jean-Claude Junker, il presidente della Commissione europea. In quell’incontro, avrebbe consigliato all’Ue di non concedere assolutamente nulla alla Gran Bretagna, e che questa tattica avrebbe costretto i leader britannici – come il primo ministro Theresa May – a rinunciare completamente alla Brexit.

Dal canto suo, il portavoce dell’ex primo ministro non conferma né smentisce la ricostruzione del Telegraph: “Non commentiamo le riunioni private”, ha spiegato il capo del suo staff.

Tony Blair: “Possiamo fermare la Brexit”

L’ex leader laburista è notoriamente uno dei più fervidi oppositori della Brexit ed è convinto che il processo di uscita dall’Unione europea si possa bloccare. Come riporta Politico, “Tony Blair è convinto che ci sia il 50% di possibilità di fermare la Brexit – ma solo se l’Ue fa la sua parte”.

In caso di Brexit, ha spiegato Blair, “il Regno Unito sarebbe un concorrente per l’Europa, non un alleato” che “comprometterebbe i modelli economici e sociali dell’Ue. Sarà molto brutto” ha sottolineato. Il Regno Unito, dal canto suo, passerebbe attraverso “un lungo e difficile periodo di ristrutturazione economica”.

Nelle scorse ore, Tony Blair è tornato a parlare delle accuse mosse dal Telegraph affermando che “quello che sto dicendo alle persone in privato in Europa è quello che sto dichiarando pubblicamente”. In tutto questo una domanda è lecito farsela: ma Blair, Macron e Juncker hanno tenuto conto della volontà popolare espressa durante il referendum sulla Brexit oppure è un dato di fatto che a loro non interessa?

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