Con il consueto spirito missionario e messianico che contraddistingue tutti i “filantropi”, Bill Gates, autoproclamatosi l’uomo che salverà il mondo dal Covid-19, replica al Presidente Usa Donald Trump sui test rapidi. È evidente che c’è molta politica, nelle sue dichiarazioni, e il fondatore di Microsoft non si è lasciato sfuggire l’occasione ghiottissima di dare una spallata al tycoon, di fatto mettendo in seria discussione l’operato dell’amministrazione Usa. Secondo quanto dichiarato da Gates in un’intervista alla Cnbc, infatti, la maggior parte dei test per il coronavirus effettuati negli Stati Uniti sono uno “spreco totale” perché occorre troppo tempo per ottenere i risultati e fare in modo che le persone che risultano positive si mettano tempestivamente in autoisolamento.

Bill Gates “smentisce” Trump: “La maggior parte dei test rapidi sono inutili”

Come riporta l’agenzia Adnkronos, il fondatore di Microsoft, che attraverso la sua attività di “filantropo” sostiene la ricerca per un vaccino per il Covid-19, risponde così alle affermazioni del presidente Donald Trump, che ha ripetutamente esaltato la grande quantità di test effettuati negli Usa. “La maggior parte di quei test sono inutili”, afferma Gates, perché richiedono oltre 48 ore di tempo per il risultato. “Bisogna avere della priorità”, ha aggiunto. “Bisogna assicurarsi che le comunità a basso reddito, quelle più a rischio, ottengano i risultati entro 24 ore. Poco fa, il Presidente Usa è tornato a parlare dei test rapidi su Twitter: “La nostra enorme capacità di eseguire test, piuttosto che essere elogiata, è usata dai Lamestream Media e dai loro partner, i Democratici della sinistra radicale nullafacenti, con grande disprezzo. Questi test, e quello che facciamo così rapidamente, viene usato come arma di fake news. Triste!”. I test rapidi e la loro efficacia sono uno dei cavalli di battaglia dell’amministrazione Trump. Le parole di Gates rappresentano evidentemente un attacco diretto nei confronti dell’inquilino della Casa Bianca.

D’altrocanto, è la prima volta che il fondatore di Microsoft prendere di mira il tycoon. “Bloccare i fondi per l’Oms durante un’emergenza sanitaria mondiale – aveva rilevato lo scorso aprile – è pericoloso esattamente quanto sembra. Il loro lavoro sta rallentando la diffusione del virus, e se verrà interrotto non ci sarà nessun’altra organizzazione che potrà sostituirli. Il mondo ha bisogno dell’Oms ora più che mai”.

Le mani di Bill Gates sull’Oms

A dirla tutta, con la decisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di ritirare formalmente gli Stati Uniti dall’Organizzazione mondiale della sanità, dando seguito alle minacce all’agenzia dell’Onu per la scarsa risposta al coronavirus, il più importante finanziatore mondiale dell’Oms diventa proprio la Fondazione di Bill Gates e di sua moglie Melinda, che fino all’anno scorso elargiva finanziamenti all’agenzia dell’Onu pari al 10% del suo budget complessivo. Se non si riformerà l’Organizzazione mondiale della sanità, come avevano peraltro chiesto gli Stati Uniti, infatti, l’influenza di Bill Gates e della sua fondazione sarà enorme.

Come abbiamo già avuto modo di sottolineare su InsideOver, la fondazione di Bill Gates decide dunque come vengono spesi i fondi dell’Organizzazione mondiale della sanità. Ad esempio, rileva Grayzone, testata fondata dal giornalista investigativo Max Blumenthal, il programma dell’Oms che riceve più denaro è quello di eradicazione della poliomielite poiché la Fondazione Gates stanzia gran parte dei suoi contributi per questo motivo. Inoltre, la vastità dei contributi finanziari della fondazione ha reso Bill Gates un leader non ufficiale – sebbene non eletto – nell’organizzazione. Ecco perché l’Assemblea mondiale della sanità che stabilisce l’agenda dell’Oms ha adottato un “Piano globale per i vaccini” nel 2012 insieme alla Fondazione Gates e allo stesso fondatore di Microsoft. Secondo Foreign Affairs, “poche iniziative politiche o standard normativi stabiliti dall’Oms vengono annunciati prima di essere controllati ufficiosamente dal personale della Gates Foundation”.

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