Joe Biden scalda i motori in vista delle elezioni presidenziali del 2020. L’ex vicepresidente degli Stati Uniti, in carica dal 2009 al 2017 durante il doppio mandato di Obama, è uno dei profili favoriti per ottenere la nomination nelle primarie del Partito Democratico che, va detto, a questo giro propone una marea di candidati, oltre un centinaio di candidati minori e 25 major candidates, in cui rientra anche lo stesso Biden. I nomi più caldi, inutile girarci attorno, sono tre: Sanders, Warren e appunto Joe Biden. Il vero rischio per i Democratici è affidarsi a un personaggio non in grado di tenere testa a Donald Trump; d’altronde Sanders e Biden hanno già fatto insospettire gli elettori affermando di essere paladini della classe media con in banca conti milionari, e, insieme ad altri candidati, sono scivolati sulla questione Israele. Insomma, per togliere a Trump le chiavi della Casa Bianca i Democratici dovranno rimboccarsi le maniche e inventarsi qualche colpo di genio.

Come funziona la sanità negli Stati Uniti

Il colpo a effetto preparato da Biden, come vedremo, è in realtà l’esatto opposto di quello che potrebbe essere definito un colpo di genio. L’ex vicepresidente, seguendo la scia di Obama, vorrebbe modificare l’assistenza sanitaria negli Stati Uniti -che come sappiamo si basa su criteri privati – senza tuttavia distaccarsi dall’Obamacare. Il sistema sanitario americano è composto da due programmi assistenziali distinti: Medicare e Medicaid. Il primo è il programma nazionale di assistenza agli anziani (ultrasessantacinquenni), è universalistico e copre tutti indipendentemente dal reddito; Medicaid è invece un programma gestito dai singoli Stati che aiuta le famiglie e gli individui a basso reddito a sostenere i costi di un’assicurazione sanitaria. In generale, negli Stati Uniti il cittadino può curarsi solo se ha stipulato una copertura assicurativa o se ha il denaro sufficiente per pagare le spese mediche da lui richieste; chi non è assicurato non viene privato tout court delle cure, semplicemente è sottoposto a un’attesa lunghissima.

La proposta di Biden

Nel 2010 Barack Obama modificò il Medicaid estendendo il diritto alla copertura assicurativa a fasce di reddito che prima non rientravano nei parametri previsti dalla legge. Il suo obiettivo era quello di garantire all’intera popolazione statunitense di poter contare su una copertura assicurativa in caso di malattia; per farlo, Obama partì aiutando i più deboli. Mentre Trump spinge per abrogare i sussidi, riducendo gli oneri dello Stato, Biden ha formulato la propria proposta sulla riforma dell’assistenza sanitaria, che – sostiene il suo staff – costera 750 miliardi di dollari in 10 anni. Tre sono i pilastri sui quali poggia l’idea dell’ex vicepresidente: la creazione di un’assicurazione pubblica per chiunque la richieda, l’aumento delle sovvenzioni per coloro che decidono di assicurarsi e il fatto che l’assicurazione pubblica prenderà il posto dell’espansione prevista dal Medicaid.

Una proposta disastrosa

Il problema, rivelano alcuni studi, è che il piano porta con sé due rischi: l’esclusione di una parte di popolazione dalla copertura dell’eventuale assicurazione universale e l’instabilità assicurativa. Con questa nuova riforma Biden si affida alla scelta dei singoli, i quali avranno la possibilità di scegliere tra un piano sanitario governativo e un’assicurazione privata; come detto ci saranno incentivi per chi sceglie di aderire all’assicurazione pubblica, ma non ci sono certezze che le persone preferiscano questa strada. Stando ai dati raccolti da Biden, il tasso di non assicurazione si aggirerà intorno al 3%, che tuttavia resta comunque una cifra piuttosto alta. Una delle stime più diffuse negli Stati Uniti usata per mettere in relazione i non assicurati ai morti per la mancanza di copertura assicurativa parla di una morte ogni anno per ogni 830 persone non assicurate. Dunque, se passasse il piano di Biden, in dieci anni morirebbero oltre 125.000 individui, che sono un numero 42 volte più grande rispetto ai decessi registrarti in seguito agli attentati dell’11 settembre 2001. Altro che copertura universale Democratica.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.