La geopolitica della corsa allo spazio
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La diplomazia dei vaccini colpisce ancora. Direttamente dalla Corea del Sud, Joe Biden ha rispolverato dagli archivi un’efficace strumento di persuasione nel tentativo di allacciare i rapporti con Kim Jong Un. Preso atto della pandemia di Covid-19 che ha colpito la Corea del Nord, il presidente statunitense ha offerto al leader nordcoreano il sostegno sanitario di Washington. “Abbiamo offerto vaccini contro il Covid-19 alla Corea del Nord”, ha spiegato Biden nella conferenza stampa congiunta con il suo omologo sudcoreano, Yoon Suk Yeol, incontrato per la prima volta dopo la recente elezione.

Il punto è che da Pyongyang, almeno fino a questo momento, non sono arrivati feedback di alcun tipo. “Non abbiamo ricevuto risposta”, ha concluso l’inquilino della Casa Bianca, al quale va tuttavia riconosciuta l’astuzia di aver effettuato una mossa diplomatica interessante. La Corea del Nord, infatti, ha scelto di non avviare campagne vaccinali anti Covid di alcun tipo: né con vaccini cinesi, né con quelli sviluppati dai Paesi occidentali. Assieme all’Eritrea, la Nord Corea è l’unica nazione al mondo ad aver intrapreso una strada simile.

La diplomazia di Biden

Il parere degli esperti è quasi unanime: se il Covid è riuscito a travolgere i sistemi sanitari di Paesi all’avangardia, figurarsi se la Corea del Nord è in grado di reggere all’onda d’urto del virus, per giunta con una popolazione “vergine”, fin qui – a giudicare dai bollettini nazionali – mai entrata in contatto con il virus, né vaccinata. Nel caso in cui la pandemia dovesse travolgere Pyongyang, con migliaia di vittime, ospedali al collasso, tensioni sociali alle stelle a causa delle severe misure di contenimento e, ultima ma non per importanza, un’economia a picco, allora la tenuta politica del Paese potrebbe veramente essere a rischio.

Biden ha sicuramente fatto queste due considerazioni e ne ha aggiunta una terza: Kim non ha alcuna intenzione di perdere il controllo della situazione ed è disposto a tutto pur di scongiurare un terremoto dagli effetti devastanti. Anche accettare vaccini in cambio di una ripresa dei colloqui diplomatici con gli Stati Uniti. Il punto è che l’eventuale ragionamento del presidente statunitense si scontra con un ostacolo enorme: la Corea del Nord ha già più volte ricevuto e rifiutato l’offerta di vaccini anti Covid.



Biden “copia” Trump

Nel corso degli ultimi mesi Kim ha rifiutato vaccini di ogni tipo: quelli gentilmente offerti dall’alleato cinese, lo Sputnik russo, i vaccini occidentali e pure quelli inseriti nel programma COVAX. Rispetto al passato ora c’è però una differenza sostanziale: se prima Pyongyang, in virtù del fatto di non avere il virus in casa, poteva permettersi di blindare i propri confini e rispedire al mittente le offerte vaccinali, adesso la minaccia è entrata nel Paese e circola a grande velocità.

In attesa di capire che cosa farà Kim, Biden ha intanto deciso di calare una sorta di doppio jolly, offrendo vaccini e paventando pure l’ipotesi di incontrare il leader coreano. Da Seul, a pochi chilometri dal 38esimo parallelo, il presidente statunitense ha affermato di essere pronto a incontrare Kim Jong Un, se da parte del leader nordcoreano ci saranno “sincerità e serietà”.

E pensare che a suo tempo, quando fu Donald Trump a rompere i tradizionali schemi diplomatici Usa, decidendo di incontrare più volte Kim, il mondo dem si scagliò contro l’allora presidente americano spiegando che era inammissibile dare legittimità ad un dittatore. A distanza di qualche anno Biden ha involontariamente fatto capire che l’idea avuta da Trump non era poi così malvagia. Vedremo se l’attuale presidente Usa riuscirà nel suo intento.

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