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Durante l’amministrazione Biden ci sono stati più morti che non durante l’amministrazione Trump? L’affermazione, che certamente avrete letto su siti e articoli di testate critiche nei confronti del presidente democratico, è matematicamente falsa e i fact checkers indipendenti, se la rilanciate sui vostri profili social, sicuramente ve lo faranno pesare. Ma la questione su cui si invita a riflettere è vera e non va affatto trascurata.

L’affermazione è matematicamente falsa perché, considerando i numeri riportati da Our World in Data, i morti di Covid nel corso dell’amministrazione Trump sono stati 412.892 dal 1 marzo (inizio pandemia negli Usa) fino al 20 gennaio 2021, ultimo giorno dell’amministrazione repubblicana (spesso infatti si dimentica che il presidente eletto non si insedia fino all’ultima decade di gennaio). I morti dal 21 gennaio al 20 novembre 2021 sono 358.226.

Biden assolto, allora? Neanche per idea. La tragica conta delle vittime della pandemia, infatti, smentisce l’annuncio del presidente democratico sull’imminente giorno “dell’indipendenza degli Stati Uniti, stavolta da un virus letale”. Il numero di morti per Covid è stato quasi analogo a quello nel corso dell’amministrazione Trump, nello stesso arco di tempo. E il sorpasso potrebbe, purtroppo, essere dietro l’angolo, considerando che nei soli primi venti giorni di gennaio del 2021 sono morti 61mila americani.

Dimostra anche che la politica di Biden sia addirittura peggiore, considerando che Trump non aveva né l’esperienza né i vaccini, mentre Biden ha l’una e gli altri. Ciò vuol dire che la capacità della sanità degli Stati nordamericani di reagire al Covid, pur dopo undici mesi di esperienza (al momento dell’insediamento della nuova amministrazione), non è stata sensibilmente migliore rispetto al periodo precedente. E questo nonostante più della metà della popolazione si sia vaccinata, con una rapidità superiore rispetto a quella di molti altri Paesi europei.

A Trump non è mai stato riconosciuto il merito di aver aiutato aziende farmaceutiche americane a produrre i primi e finora più diffusi vaccini: Pfizer e Moderna, oltre al meno diffuso Johnson&Johnson. Non gli è neppure mai stato riconosciuto di aver elaborato il piano di distribuzione dei nuovi farmaci, l’operazione Warp Speed, che nei primi mesi del 2021 si è rivelato il più rapido del mondo, assieme a Israele, Emirati Arabi Uniti e Regno Unito. La retorica di Biden, nella campagna presidenziale del 2020 e nelle prime settimane di governo, si basava in larga misura sulla presunta “incompetenza” dell’avversario in carica nella gestione della pandemia. Biden era la risposta “della scienza” meritandosi il primo endorsement della storia della più che secolare rivista Scientific American. Ma con questi numeri, ancora altissimi nonostante il vaccino e l’esperienza accumulata, come è possibile dimostrare la maggior competenza dell’amministrazione in carica?

Quando il presidente è di sinistra, i media si ricordano improvvisamente che la sanità statunitense è materia di competenza dei singoli Stati. Ecco allora nascere la campagna di condanna e denigrazione di Stati con governatori repubblicani, come Texas e Florida, rei di non proteggere la loro popolazione. Peccato che, in questo autunno in cui si diffonde la quarta ondata, il Texas e la Florida siano, assieme ad altri Stati del Sud repubblicani, quelli con il minor tasso di contagio, come dimostrano i dati del Centro per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (Cdc).

Quanto alla campagna vaccinale, gli Usa, nonostante lo sprint iniziale, sono poi rimasti indietro: il 59,1% dei cittadini in età da vaccino ha ricevuto entrambe le dosi (o la dose unica), contro, per fare un esempio vicino, il 74% degli italiani. Per forzare un balzo in avanti nella campagna, il presidente democratico è entrato in conflitto con i governatori repubblicani, in più occasioni, cercando di imporre obblighi vaccinali che non sono di competenza del governo federale. Ha provato anche a introdurre l’obbligo nelle aziende private con più di cento dipendenti, ma una Corte federale lo ha sospeso. Proprio perché gli Usa non sono uno Stato nazionale unitario all’europea, ma una federazione di Stati ampiamente autonomi, Biden si è dimostrato imprudente con il suo approccio troppo dirigista e ha ottenuto risultati controproducenti.

Eppure, stando alla narrazione mediatica prevalente, mentre con Trump gli Usa rischiavano l’estinzione, con Biden gli americani possono dormire sonni tranquilli, nelle mani “della scienza”. Almeno fino al prossimo brusco risveglio.