Bernie Sanders parteciperà alle primarie. Gli elettori democratici potranno scegliere anche l’anziano senatore del Vermont tra i potenziali sfidanti di Donald Trump. Grazie a un retroscena svelato da Politico, avevamo appreso come il padre politico della Ocasio Cortez avesse già registrato un videotramite cui annunciare la sua discesa in campo. E, forse, proprio grazie a quella anticipazione, il principale esponente della corrente socialista è stato costretto a sciogliere la riserva prima del previsto. Cosa che è avvenuta poche ore fa. 

Fatto sta che Bernie ha deciso di correre, per la seconda volta dopo la sconfitta inflittagli da Hillary Clinton, esordendo nell’affermare che trova l’attuale presidenza “imbarazzante”. Sappiamo che i toni della campagna elettorale sono destinati ad alzarsi, ma manca quasi un anno ai caucus dell’Iowa e questi mesi serviranno soprattutto a comprendere la reale portata delle tante candidature che vengono – e verranno – presentate. Bernie Sanders non sarà, salvo sorprese, tra coloro che si ritireranno in corsa. La sua candidatura è seria e mira al traguardo finale. Ma bisogna tenere in considerazione come l’area più a sinistra dei Dem sia più trafficata che mai. 

Da Tulsi Gabbard a Elizabeth Warren, passando per Kamala Harris e Beto O’Rourke: tanto chi si sta muovendo quanto chi si è già candidato non è ben visto dai moderati.Howard Schultz, l’ex Ceo di Starbucks, ha dichiarato di essere pronto a fare un passo indietro – dato che ha annunciato di voler prendere parte pure lui alla partita – nel caso l’Asinello tirasse fuori il nome di un centrista in grado di battere il tycoon. Joe Biden, che è il principale indiziato per ricoprire quel ruolo, non ha ancora deciso. A sinistra, insomma, è tutto pieno, mentre al centro esiste un vuoto visibile.

Bernie non sarà il solo socialista a dover raccogliere finanziamenti e consensi e questo potrebbe rendere la sua performance meno scoppiettante di quella passata. C’è incertezza, poi, sull’endorsement della Cortez, che avrà il suo peso. Dovrebbe restituire il “favore” al suo mentore. In questa partita, però, nulla è scontato. Considerato l’attivismo, sembrerebbe la giovane deputa di Brooklyn avesse avuto, sin da ora, ambizioni presidenziali. Ma non può candidarsi perché non è anagraficamente idonea.

Appare probabile, però, che Sanders le offra la possibilità di correre in ticket per la vicepresidenza. Basterà a convincere i millenials statunitensi che spingono a favore della tutela ambientale? Il ritrovato giovanilismo dei democratici americani sembrerebbe guardare in tutt’altra direzione. Ecco perché, in fin dei conti, le candidature di Biden e Sanders potrebbero rivelarsi dei semplici, quanto impronosticabili, flop.