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Politica

Berlino e Meclemburgo, nuovo momento della verità in Germania per Merz

Una nuova ascesa dell’estrema destra di Alternative fur Deutschland in periferia, un’accelerazione della sinistra nella capitale Berlino: arrivano nuovi voti locali in Germania e dopo lo shock della Sassonia-Anhalt, dove il 6 settembre Afd ha dominato le elezioni locali, le...

Una nuova ascesa dell’estrema destra di Alternative fur Deutschland in periferia, un’accelerazione della sinistra nella capitale Berlino: arrivano nuovi voti locali in Germania e dopo lo shock della Sassonia-Anhalt, dove il 6 settembre Afd ha dominato le elezioni locali, le tornate elettorali in Meclemburgo-Pomerania Anteriore e a Berlino saranno un nuovo, importante banco di prova per il cancelliere Friederich Merz e la sua Unione Cristiano-Democratica (Cdu). Grande sconfitta a Magdeburgo, dove ha perso la maggioranza dopo un quarto di secolo, la Cdu si trova a dover gestire un voto a Schwerin, in uno Stato dell’Est del Paese dove Afd vola e dove la sua presenza è stata storicamente minoritaria, e in un centro nazionale dove deve difendere la maggioranza relativa e la carica di sindaco, con l’uscente Kai Wegner che non si ricandida, in un quadro caratterizzato da sondaggi deludenti.

Berlino, la Linke mira al primo posto con un’agenda progressista

La Cdu, infatti, è data nelle ultime rilevazioni 8-9 punti sotto il 28% conquistato nel 2023 a Berlino, dove i sondaggi premiano la sinistra della Linke, che ha impostato una campagna elettorale estremamente attenta ai temi legati alla questione della sostenibilità abitativa e dei servizi nella capitale federale. La Linke è al 21-22%, e dopo la Cdu Afd mira a posizionarsi terza con un exploit rispetto alle precedenti votazioni (17-18%). Subito dietro Verdi (15-16%) e Spd (12-13%).

Lo scenario che in prospettiva potrebbe aprirsi vede la Linke mirare a guidare una coalizione di partiti progressisti fortemente spostata a sinistra. La candidata per la carica di sindaco è Elif Erlap, 45 anni, politica figlia di immigrati turchi, la cui ascesa è stata, non a caso, ampiamente commentata dall’agenzia Anadolu, che riferisce che “l’aumento vertiginoso degli affitti è al centro della questione, insieme a un trasporto pubblico più accessibile e a una migliore raccolta dei rifiuti” e ricostruendo l’agenda della Linke segnala che “limitare gli aumenti degli affitti per i proprietari di immobili comunali all’1% annuo e prevede di costruire 7.500 appartamenti comunali ogni anno” e “riaprire il dibattito sulla nazionalizzazione delle grandi società immobiliari private.

Testate come il Berliner Zeitung hanno accolto con scetticismo le proposte della sinistra, ma c’è indubbiamente da sottolineare che un sorpasso della Linke sulla Cdu nella capitale sottrarrebbe alla formazione di Merz il pallino del gioco per la formazione della prossima giunta cittadina. E, va detto, la Sinistra radicale è una delle due formazioni con cui, storicamente, la Cdu intende rifiutare ogni dialogo volto a formare governi nazionali e locali. Un suo sorpasso interrogherebbe notevolmente Merz e i suoi. Così come potrebbe farlo un consolidamento dell’altro partito verso cui vige questa chiusura: ovviamente, l’Afd.

Rimonta Spd in Meclemburgo-Pomerania Anteriore: sfida a Afd per il primato

I sovranisti di Afd conosceranno, con ogni probabilità, un boom elettorale significativo nella capitale e potrebbero raddoppiare il 9% del 2023, dato da tenere in considerazione, mentre in Meclemburgo-Pomerania Anteriore la prospettiva è quella di una contesa per la maggioranza relativa dei seggi, già conquistata due settimane fa in Sassonia-Anhalt e nel 2024 in Turingia. Afd, guidata in Meclemburgo-Pomerania Anteriore da Leif-Erik Holm, deputato al Bundestag, e da Enrico Schult, capo dell’opposizione, ha dominato per tutta l’estate i sondaggi con consensi tra il 35 e il 38% che lasciavano presagire un netto sorpasso sui socialdemocratici, storicamente dominanti nel territorio baltico che ha nell’antico porto di Rostock una delle città più rilevanti.

Il Ministro-Presidente attuale, Manuela Schwesig, che è in lizza per il terzo mandato, governa nello Stato dal 2017 ed è la terza espressa dalla Spd dal 1998 a oggi dopo Harld Ringstorff (1998-2008) e Erwin Sellering (2008-2017). Il boom di Afd a Magdeburgo ha però sancito l’accelerazione di una prospettiva di ripresa della Spd nei sondaggi. Il partito di Schwesig, che nel 2021, ha sfiorato il 40%, era dato sotto il 30% a agosto in un sondaggio Insa. La rilevazione post-Sassonia-Anhalt l’ha posizionato al 35%, un recupero avvenuto anche a scapito di un calo della Cdu, che a lungo ha conteso il primo posto nel Land ai socialdemocratici ma sta diventando sempre più debole. Dopo il 13% del 2021, oggi la prospettiva di un risultato al 6-7%, poco sopra la soglia di sbarramento del 5%, è un rischio concreto per il partito di Merz. Di “momento cruciale” parla l’Ostsee Zeitung presentando il voto locale, alla vigilia del quale Schwesig e Holm si sono confrontati ruvidamente in un dibattito televisivo.

Tra i temi caldi in campagna elettorale si è segnalato l’aumento del costo della vita e l’incertezza economico-industriale connessa anche al tema della guerra in Ucraina. “A quasi cinque anni dall’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte di Mosca, molti qui si oppongono ancora all’interruzione dei rapporti commerciali e diplomatici con la Russia, nonché al massiccio riarmo che la guerra ha scatenato nel più grande paese d’Europa”, ha sottolineato il Financial Times in un reportage dal Meclemburgo-Pomerania Anteriore. A Greifswald, in Meclemburgo-Pomerania Anteriore, c’è il terminale dei gasdotti Nord Stream e Nord Stream 2 che hanno a lungo segnato l’interconnessione energetica russo-tedesca.

Cdu e Merz sotto pressione

In definitiva, i due voti locali aprono alla possibilità che si consolidi un trend complesso per Merz: calo generalizzato della Cdu, posizioni di governo locale messe a repentaglio a Berlino e rischio di sostanziale irrilevanza in Meclemburgo-Pomerania Anteriore con la prospettiva di trovarsi tra un boom dell’elettorato di estrema destra da un lato e un aumento delle pressioni progressiste nella Spd e fuori di essa dall’altro, potenziale sintomo di una duplice sfiducia verso il leader che si riprometteva di rilanciare la Germania ma a meno di un anno e mezzo dall’ascesa alla Cancelleria federale si trova impantanato.

L’ipotesi di una caduta imminente del governo non sembra all’ordine del giorno, ma sicuramente l’ipotesi di una navigazione a vista e dell’apertura di una sostanziale messa in discussione dell’operato di Merz dentro la Cdu non sarebbe da escludere se la campagna di settembre si concludesse con una triplice disfatta. La soglia minima per contenere questo risultato sembra essere la difesa del primo posto relativo a Berlino e la doppia cifra in Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Risultati che anche in un contesto di compressione limiterebbero i danni. Ma quanto a lungo possa durare un Merz logorato e in difficoltà nel governare un’impopolarità crescente è un tema ormai oggetto di profondo dibattito tra media, opinione pubblica e politica nazionale. E riflette la tensione strutturale della Germania, in cui ogni voto locale appare inevitabilmente, per tale contesto, un referendum nazionale.

Fonti

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