Tempo di consultazioni in Baviera. E la Csu di Markus Soeder sembra ormai orientata definitivamente ad aprire ai Freie Wähler, gli Elettori liberi di Hubert Aiwanger. Bocciata quindi l’alleanza con i Verdi di Katharina Schulze, che con il suo 17,5% di consensi si è imposta come seconda forza politica bavarese. Troppe le divergenze con i cristiano-sociali. E nonostante l’incontro di ieri fra i capi dei due partiti si sia rivelato “positivo”, come detto dallo stesso governatore uscente del Land, sono emerse “due diverse visioni del mondo”, in particolare sui temi della sicurezza, della difesa ambientale e dei migranti.

La delusione dei Verdi è palpabile. Le parole della Schulze e di Anton Hofreiter, guida degli ambientalisti al Bundestag, sono critiche nei confronti della scelta della Csu. I due vertici hanno definito un’occasione persa quella del centrodestra bavarese, costola regionale della Cdu di Angela Merkel. 

Esclusi i Verdi, l’occhio della Csu si è spostato sui liberi elettori. Che in realtà non sono un partito, ma una rete di realtà elettorali locali. Rappresentanti della borghesia bavarese, conservatori, critici nei confronti dell’immigrazione e non particolarmente favorevoli all’Unione europea, i Fw hanno rappresentato il vero argine nei confronti dell’ultradestra tedesca nel Land. Sono loro ad aver raccolto, in parte, i delusi dalla Csu. E questo spiega il sorprendente risultato di domenica scorsa, che li ha visti arrivare all’11,6%. nonostante non abbiano avuto l’eco mediatica dell’Alternative fur Deutschland.

Soeder, governatore uscente e leader locale della Csu, ha così deciso di fare quello che era atteso da molti: rivolgersi agli Elettori liberi. “Crediamo che alla fine prevale la stabilità. Per questo abbiamo deciso per l’alleanza con i Freie Waehler“, ha detto oggi a Monaco. La decisione è stata presa all’unanimità dai vertici del partito ed è stata benedetta dal ministro dell’Interno Horst Seehofer, leader del partito.

Da parte dei “liberi elettori” non è ancora arrivata una risposta ufficiale. Si attende infatti il prossimo 27 ottobre, data della convention regionale. Ma è molto probabile che il movimenti dia l’ok. Perché per loro sarebbe l’ingresso ufficiale nelle stanze del potere. Anche se la pretesa di Aiwanger di ottenere cinque ministeri, nonostante avere 27 seggi rispetto agli 85 degli uomini di Soeder, potrebbe essere un ostacolo.

Un’alleanza totalmente inedita per la Germania, ma che può dirci molto non solo sul futuro della Baviera, ma anche di tutto il Paese. La cosiddetta “coalizione papaya“, così chiamata dalla fusione dei colori dei due partiti, il nero e l’arancione, rivela infatti l’orientamento della Csu e, di conseguenza, della Cdu su scala nazionale.

E le parole di Soeder sono particolarmente indicative sul rifiuto dei Verdi e sull’apertura ai liberi elettori. “Abbiamo un gran quantità di cose in comune”, ha detto il governatore. Che ha rinunciato all’alleanza con i Verdi non solo perché differenti su molti temi ma perché avrebbe significato “una forma di Grosse Koalition”, che in Baviera “sarebbe un errore dal punto di vista della teoria democratica”. E anche Seehofer si è detto “felice per questa decisione così chiara della presidenza della Csu a favore di un governo stabile”.

Parole importanti che indicano anche la possibile direzione che vuole prendere la Csu con la Grande Coalizione a Berlino. I cristiano-sociali, ribadendo il fatto di considerare la Groko il vero nemico a cui addebitare il crollo di consensi, dettano una linea valida anche per il futuro su scala nazionale. Il problema è nell’alleanza Cdu-Csu-Spd. E il fatto che Soeder abbia detto che allearsi con i Verdi avrebbe rappresentato una riproposizione su scala nazionale della coalizione che governa a Berlino, chiarisce che per i vertici della Csu si tratta di un errore da non ripetere.

Un’idea che è ormai penetrata anche nella Cdu, sorella nazionale dei cristiani-sociali bavaresi, e che potrebbe decidere di fare la stessa scelta dopo le elezioni in Assia, fra due settimane. Un voto che potrebbe essere decisivo e che, per adesso, conferma i risultati della Baviera. Da Monaco è arrivata un’indicazione chiara: il centrodestra non vuole più la Grosse Koalition. Ma se in Baviera ci sono i Freie Wahler, nel resto della Germania c’è soprattutto l’AfD. E le cose sembrano decisamente diverse.