Non c’è pace per Angela Merkel, in questa difficile fase di transizione per comprendere quale sarà il futuro della sua leadership. Adesso, l’ultima sfida alla sua leadership è stata lanciata non dai suoi avversari, ma dai suoi alleati della Baviera: la Csu. Nel tradizionale incontro d’inizio anno nell’abbazia di Seeon, i socialcristiani del partito-fratello della Cdu hanno invitato l’uomo che più di tutti rappresenta, in Europa, il contraltare alle politiche migratorie di Angela Merkel, l’ungherese Viktor Orban. Disprezzato dalla maggior parte dell’establishment tedesco per rappresentare il fronte ostile alle politiche imposte da Berlino all’Unione europea, il leader ungherese ha da tempo avviato una sua particolare politica estera in formato regionale con alcuni capi di governo dei Länder che compongono la Germania.

Obiettivo del primo ministro dell’Ungheria è quello di trovare una via alternativa per influenzare quanto possibile la politica tedesca per evitare che Budapest resti isolata in un Paese fondamentale quale la Germania ma, nello stesso tempo, per cercare di minare la leadership di Angela Merkel facendo leva sui governatori “regionali”, che hanno un peso molto importante nel quadro politico tedesco, in modo da limitare le minacce rivolte al governo di Budapest sul fronte migratorio. Per questo, se a Berlino Viktor Orban trova le porte sbarrate e l’ostilità dei maggiori partiti nazionali, a livello di Lander la situazione è diversa, più favorevole, e non a caso negli ultimi mesi sia lui che alti funzionari del governo ungherese si sono incontrati con i leader degli Stati tedeschi di Sassonia, Sassonia-Anhalt, Assia, Baden-Württemberg e Baviera. Incontri che appaiono poco importanti sul piano internazionale, ma che invece sono estremamente utili per comprendere la questione dei rapporti fra Germania e Ungheria ma anche per comprendere il peso delle scelte della Cancelliera sul fronte interno dei singoli Stati.

L’invito rivolto al presidente ungherese s’inquadra quindi in questa peculiare politica estera del leader ungherese, ma anche nella volontà dei leader regionali della Germania di mostrare la propria fermezza nella critica ad alcune scelte di Frau Merkel per ciò che concerne l’Europa. In procinto di partecipare all’avvio dei negoziati a Berlino per una grande coalizione con i socialdemocratici dello Spd, cui la Csu partecipa come alleato della Cdu, e soprattutto in vista di importanti elezioni regionali, il presidente del partito bavarese ha voluto chiarire, proprio dal meeting di Seeon, che non solo non saranno disposti ad accettare una politica migratoria come quella del precedente governo della Grande Coalizione, ma che non saranno neanche disposti ad accogliere le proposte della cosiddetta “linea Macron” sull’Europa. “Siamo sempre stati a favore di un’Europa delle nazioni forti”, ha detto il presidente bavarese, Horst Seehofer, con riferimento alle proposte di Schulz riguardo agli Stati Uniti d’Europa e la linea di fusione fra Berlino e Bruxelles. “Consiglio alle autorità europee di rispettare i governi dei Paesi membri democraticamente eletti, com’è il caso dell’Ungheria, e di aumentare il dialogo con i loro leader”. Parole che danno un quadro abbastanza chiaro di cosa significhi avere ospitato Viktor Orban.

L’invito di Seehofer ha suscitato lo scandalo di molti politici tedeschi, specialmente del partito socialdemocratico, con cui i bavaresi dovranno condividere il governo, qualora siano in grado di formare una maggioranza quantomeno stabile. Il leader dello Spd, Martin Schulz, ha detto che il leader bavarese dovrebbe confrontarsi con Orban riguardo la questione dei rifugiati, definendo come una “logica pericolosa” quella su cui si basa la linea politica di Budapest. Ma il primo ministro di Monaco, in risposta a queste accuse, ha detto ai partiti tedeschi che dovrebbero guardare con meno arroganza e più rispetto gli altri Paesi dell’Europa, in particolare quelli più piccoli dell’Europa centrale e orientale. Ma è del tutto evidente che, dietro questa facciata di buon vicinato con gli altri Stati, la ragione di fondo di questo invito è stata la convergenza d’interessi fra la politica del leader della Csu e quella del primo ministro ungherese di poter colpire la leadership della sua avversaria, Angela Merkel. Seehofer sa che la debolezza di Angela Merkel dopo queste elezioni può aiutarlo a incidere di più sulle politiche del futuro cancellierato, con uno sguardo alle prossime elezioni in Baviera. La politica migratoria voluta dalla Csu si distanzia nettamente da quella proposta negli ultimi anni dalla Cdu e adesso, con la destra dell’AfD in crescita, per i socialcristiani bavaresi è importante fare blocco su un tema così sentito dall’opinione pubblica tedesca in generale.

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