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I quattro gruppi tattici della Nato volti a scoraggiare una possibile aggressione russa nella regione dei Paesi Baltici, sarannooperativi entro il prossimo maggio anche se il rischieramento avverrà alcuni mesi prima. È quanto emerge dalla riunione dei militari dell’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord, che si è svolta nel week end appena trascorso a Spalato, in Croazia.Per approfondire: La Nato alla ricerca di minacce russeOggetto dell’incontro, il comando e controllo della forza multinazionale di 4000 unità e le regole di ingaggio. Alcuni dettagli emersi sono particolarmente interessanti. I battaglioni saranno pienamente operativi, in grado cioè di rispondere ad uno scenario di crisi, entro maggio. Gli Stati Uniti invieranno il primo battaglione. I mille soldati statunitensi faranno parte del 2° Reggimento di Cavalleria con sede a Vilseck, in Germania. Altri mille soldati tedeschi saranno schierati in Lituania. La partecipazione tedesca è particolarmente importante secondo l’Alleanza, per creare un deterrente efficace contro la Russia per un ruolo emergente di Berlino nella Nato. In Lettonia giungerà un battaglione canadese, mentre mille soldati inglesi saranno schierati in Estonia. Per la seconda turnazione Norvegia, Danimarca e Francia hanno già dato la loro disponibilità. Tutti gli alleati della Nato dovranno dare il loro contributo. I Paesi che non potranno sostenere il dispiegamento di un battaglione svolgeranno ruoli logistici per sostenere le truppe.Non è ancora chiaro il ruolo dell’Italia, anche se probabilmente sarà di natura logistica. I quattro battaglioni saranno sempre in rotazione ed agiranno sotto egida Nato. Il comando e controllo delle truppe spetterà al quartier generale supremo delle potenze alleate in Europa, affidato al generale Curtis Scaparrotti. Le regole di ingaggio per i quattro battaglioni sono state strutturate in modo diverso da quelle in vigore per le attuali forze internazionali. Sebbene da Spalato non siano stati diramati dettagli sulle regole di ingaggio, è stata confermata la capacità di reazione rapida dei battaglioni, così da rispondere celermente ad una situazione di crisi. Gli ultimi dettagli saranno affinati tra qualche settimana, durante una riunione dei ministri della Difesa dell’Alleanza. Ad essere piantonati saranno i confini nord-ovest della Russia. Lo scorso febbraio, la Nato ha approvato in linea di principio il dispiegamento di truppe nell’Europa orientale. In quel frangente, però, non si finalizzarono i dettagli. Il braccio militare della Nato, il Quartier generale supremo delle potenze alleate in Europa, ha successivamente inviato le direttive finali alla sede dell’Alleanza, a Bruxelles, che le ha approvate lo scorso luglio, durante il vertice in Polonia.Per approfondire: Dieci cose da sapere sulla NatoSecondo la visione occidentale, i quattro battaglioni in rotazione non violerebbero il Nato-Russia Founding Act, che vieta un numero considerevole di truppe da combattimento schierate permanente ai ridosso dei confini con la Russia. Nel documento del 1997 non si fa riferimento ad un numero preciso di truppe, ma per l’Alleanza un forza di quattro battaglioni in rotazione è in linea con tali restrizioni. Mosca non è della stessa idea. Per controbilanciare la maggiore presenza militare della Nato in prossimità delle frontiere, il Ministero della Difesa russo ha deciso di costituire due nuove divisioni nel Distretto Militare Occidentale ed una terza nel Distretto Militare del Sud. Le tre divisioni russe, circa trentamila soldati in totale, saranno schierate a Rostov sul Don e nelle regioni di Smolensk e Voronezh entro la fine dell’anno. Mosca considera la forza multinazionale della NATO, così come l’aumento del numero delle manovre militari a ridosso del territorio russo, senza dimenticare lo scudo anti-missile, una minaccia per la sicurezza nazionale della Russia.Per approfondire: La Nato e l’accerchiamento della RussiaNel bilancio per l’anno fiscale 2017, il Pentagono ha rimodulato la richiesta dei fondi per il dispiegamento di ulteriori truppe in Europa come parte di un massiccio aumento delle posizioni di difesa nel vecchio continente. Nel nuovo strumento finanziario, il Pentagono ha richiesto 3,4 miliardi di dollari di budget per l’European Reassurance Initiative, operazione lanciata dagli Stati Uniti per aumentare le capacità militari dei suoi alleati in Europa orientale nel contesto della crisi ucraina. Nell’anno fiscale 2016, per l’European Reassurance Initiative sono stati stanziati 780 milioni di dollari.Il ruolo dei quattro battaglioniQuei quattromila soldati, al di là dei proclami dell’Alleanza che li identifica come forza combattente, non avranno lo scopo (non ne avrebbero la capacità) di impedire una possibile invasione, ma rappresentano un discreto livello di determinazione. Una sorta di garanzia per intenderci: un attacco russo, qualora avvenisse, comporterebbe un’escalation ed all’inevitabile impiego di testate nucleari. Ritenere i battaglioni come un efficace deterrente sarebbe utopistico e fin troppo presuntuoso, considerando che migliaia di soldati russi e centinaia di blindati potrebbero raggiungere le capitali baltiche entro sessanta ore.banner_occhi_cristianiLa Nato, non finiremo mai di ricordarlo, è stata strutturata in chiave logistica ed in funzione di supporto alla prima linea affidata agli Stati Uniti. Questi ultimi avevano già preso la decisione di stabilire una brigata di combattimento in Polonia che non potrebbe comunque fare nulla per impedire all’esercito russo di invadere le capitali baltiche. Per rispondere ad un’eventuale crisi, gli Usa dovrebbero schierare un esercito permanente in Europa, con costi impossibili da sostenere. Senza un vero esercito, la Nato non potrebbe fare nulla per contrastare le truppe russe che hanno avuto mesi per preparare le loro posizioni nelle aree densamente popolate, con facile accesso alle linee interne. Gli Stati Uniti, infine, si ritroverebbero ad operare in un contesto con sistemi di difesa aerea di ultima generazione perché una cosa è far volare impunemente droni sulla  Libia, mentre altra faccenda è imporre una no-fly-zone sul territorio russo. I quattro battaglioni sono una risposta politica della Nato, strategicamente inutile. Nell’era della Distruzione Mutua Assicurata non ci sarebbero vincitori, ma diversi gradi di sconfitti. Assisteremo, invece, ad un costante polimorfismo degli scenari operativi associato a minacce asimmetriche ibride.