Jordan Bardella è l’esponente politico cui sta pensando Marine Le Pen per guidare il Rassemblement National in vista della competizione elettorale europea.

La notizia non si può ancora considerare ufficiale, ma pare proprio che il giovane italo – francese sia destinato a svolgere la funzione di capolistain tutti i collegi. Il diretto interessato, da quello che leggiamo sui quotidiani francesi, si è detto disponibile.

Le proteste dei gilet gialli lasciano ben sperare i lepenisti, che pensano di poter intercettare ancora una volta i consensi provenienti dal ceto medio.  Ma questa sarà pure la prima occasione in cui i francesi, sulla scheda elettorale, non troveranno scritto “Front National”. Marine ne è certa: quel nome è stato vittima di una storica pregiudiziale e non ha consentito ai populisti d’Oltralpe di sfondare come avrebbero potuto.

Adesso, considerato che Emmanuel Macron è dato in picchiata da tutti i sondaggisti, il Raggruppamento Nazionale è chiamato a sferrare il colpo decisivo. Si può fare, insomma, ma solo allargando la base potenziale. É necessario evitare pure che gli elettori percepiscano quest’ennesima rivoluzione come una mera operazione di maquillage. Altrimenti al restyling potrebbero non seguire effetti positivi.

Bardella rischia così di divenire il volto perfetto del nuovo corso. Figlio di una donna italiana, Jordan è cresciuto militando in una branca del movimento giovanile del Fn, Gli analisti si divertono a contrapporlo alla figura di Marion, la “nipote scomoda”, che ha smesso con la politica, ha deciso di cambiare cognome e pare abbia scelto un definitivo ritiro alla vita privata. Si dice che stia aspettando un passo falso della zia, ma per quello che ne sappiamo, potrebbero essere solo voci diffuse in maniera strumentale.

Tornando a Jordan Bardella, vale la pena segnalare che la sua attività politica ha avuto inizio all’interno di una delle banlieue parigine: ha fondato una sorta di coordinamento giovanile che ha sposato sin da subito la battaglia dei frontisti. Il ragazzo, almeno dal punto di vista delle tempistiche, è considerato un enfant prodige: può già vantare un’esperienza istituzionale, essendo stato eletto consigliere regionale d’Ile de France a soli vent’anni.

Poi ha fatto il portavoce per Marine durante le presidenziali. Il fatto che, nonostante quella sconfitta, la Le Pen sia di nuovo pronta a dargli fiducia, evidenzia l’esistenza di un forte legame tra i due. “Jordan – ci dicono i ben informati – si ispira alla figura di Matteo Salvini“. L’istituzionalizzazione definitiva dei sovranisti d’Oltralpe potrebbe passare per le idee di ventitreenne per metà italiano.


Articolo di Francesco Boezi