diventa reporter con NOI ENTRA NELL'ACADEMY

Famosa per il sole, per i tanti resort e per un panorama mozzafiato che attrae ogni anno migliaia di turisti, l’isola indonesiana di Bali è in realtà capace di sorprendere anche su aspetti e lati poco noti generalmente e spesso nascosti nei meandri della sua più profonda società; in pochi ad esempio conoscono la tradizione del “Mebuug-buugan”, che nella lingua locale significa “purificazione tramite il fango”. Si tratta di una ricorrenza annuale in cui, molti degli abitanti del villaggio di Kedonganan si immergono nel fango e danzano con lo scopo di purificarsi e cacciare via le impurità dal proprio corpo; la tradizione è senza dubbio una delle più interessanti e particolari che coinvolge l’isola indonesiana: essa viene celebrata in occasione del nuovo anno, che da queste parti non coincide con il 1 gennaio bensì cade nel mese di marzo seguendo il calendario induista.

Il rito della purificazione

Il Nyepi è il giorno per l’appunto dell’inizio del nuovo anno; in tutta l’isola, si susseguono celebrazioni volte ad accogliere le prime ore della nuova annata e le feste sono diverse da provincia a provincia di Bali. L’unico comune denominatore in tal senso, è dato dal rito della purificazione: a prescindere dalla tradizione infatti, ogni villaggio ha nell’allontanamento dei demoni e degli spiriti maligni la principale caratteristica, con danze ed antichi rituali volti a propiziare l’addio alle negatività ed il subentrare degli spiriti positivi. Durante il Nyepi l’isola si ferma, tutti gli abitanti devono dedicarsi alla meditazione ed alla riflessione; nel villaggio di Kedonganan, la purificazione avviene attraverso l’immersione nel fango, con vere e proprie danze che gli abitanti effettuano mentre camminano lungo i sentieri ricoperti dalla fanghiglia che si accumula durante il rito.

Secondo la tradizione, il fango purifica e toglie le impurità dall’animo cacciando quindi gli spiriti maligni; si tratta, di fatto, di un’interpretazione locale delle ritualità del Nyepi, la quale ogni attira sempre più turisti ed una curiosità legata anche alla spettacolarità delle immagini date dalla suggestione delle danze nel fango.

Una tradizione ripresa dai giovani

Ma oltre alla tradizione in sé, il Mebuug-buugan ha anche una curiosità importante: dopo decenni di abbandono, sono stati proprio i giovani a riprendere questo rituale da alcuni anni, ricalcando le orme dei propri antenati e riproponendo per le future generazioni le danze nel fango durante il giorno del Nyepi. Un fatto di non poco conto, specie se si considera come diversi studiosi delle tradizioni dell’Indonesia hanno più volte lanciato l’allarme circa il rischio di perdere alcuni dei rituali che compongono, oramai da diversi secoli, il vasto mosaico culturale di cui è composto il paese asiatico; una modernità che spesso cozza con la tradizione e la ridimensiona, proprio come accaduto a Bali per le danze nel fango, ma che adesso proprio i giovani hanno ripreso a riscoprirla.

Dunque, anche per quest’anno il Mebuug-buugan ha potuto esporre l’estro e la tradizione degli abitanti di Bali e del suo piccolo villaggio dove il fango è sinonimo di purificazione; finite le danze e ripulitisi dal fango, gli abitanti di Kedonganan riprendono poi la vita di tutti i giorni nella consapevolezza di aver fatto rivivere una delle più belle tradizioni dell’isola.