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Politica

Gli austriaci sognano un Fuhrer

In Austria c’è un problema: un quarto della popolazione rimpiange o vorrebbe il Fuhrer. Non Hitler in sé per sé, ma un nuovo dittatore, o semplicemente un cosiddetto “uomo forte”. Un uomo che faccia e imponga leggi senza il controllo...

In Austria c’è un problema: un quarto della popolazione rimpiange o vorrebbe il Fuhrer. Non Hitler in sé per sé, ma un nuovo dittatore, o semplicemente un cosiddetto “uomo forte”. Un uomo che faccia e imponga leggi senza il controllo democratico ma semplicemente per la sua forza. Questo è quanto emerge da uno studio dell’Istituto SORA. Il centro viennese di studi sulla storia contemporanea ha, infatti, compiuto un sondaggio sulla popolazione per comprendere quanto questa fosse soddisfatta o meno della democrazia austriaca.Ebbene, il risultato è sotto gli occhi di tutti. Il 25% della popolazione, quindi un cittadino su quattro, è così deluso dal sistema democratico che preferirebbe un nuovo Fuhrer, una dittatura, rispetto alla forma di governo attuale. Un quarto della popolazione austriaca ritiene che la democrazia abbia fallito, che vada superata, e che l’Austria debba essere qualcosa di diverso, con una forma di governo incentrata sul sistema di valori tipici della dittatura hitleriana. Dieci anni fa, alla medesima domanda, a rispondere in questo modo fu solo il 14% della popolazione. Un aumento di dieci punti in dieci anni: un elemento su cui dover riflettere.Quasi metà della popolazione, il 43%, spera nella guida di un uomo forte per l’Austria. Qualcuno che in sostanza si sleghi dalle rigide ortodossie democratiche per lanciarsi nel campo dell’autocrazia. Rispetto a dieci anni fa, quando nel 2007 furono fatte le stesse domande, la percentuale non solo è rimasta alta, ma è anche aumentata. Nel 2007 era il 41%, oggi è aumentata di due punti percentuali.C’è poi un’altra parte del sondaggio che riguarda espressamente il nazismo. Ed è altrettanto interessante poiché dimostra come sia cambiata la percezione che il popolo austriaco ha della sua storia dopo settant’anni dall’esperienza hitleriana e ottant’anni dall’Anschluss. Un terzo delle persone che hanno partecipato al questionario del SORA Institut ha dichiarato che il nazismo abbia avuto effetti positivi sull’Austria e che vi siano stati molti lati positivi nel governo nazionalsocialista.In questo sondaggio, le persone che invece si sono detto soddisfatte del sistema democratico, sono state soltanto il 32%. Un dato preoccupante per la tenuta del sistema politico austriaco poiché l’Austria ha soltanto un terzo della popolazione che ritiene soddisfacente l’attuale ordinamento dello Stato.In questo sondaggio, ciò che deve far riflettere non è tanto la risposta positiva alla percezione del sistema nazista, quanto l’incapacità del sistema democratico di creare, ormai da anni, un profondo senso di appartenenza ai suoi valori. L’Austria, così dilaniata dalle ultime elezioni, così divisa e così in preda spesso a paure remote figlie degli eventi, dimostra che il popolo, se impaurito, si rifugia nell’idealizzazione di un sistema dittatoriale. In sostanza si torna all’idea di origine della dittatura, quando in ambito romano si concedeva nelle mani di un uomo il potere dell’ordinamento dello Stato, per uscire da un momento di crisi o per risollevare le sorti di una guerra. L’idea che scaturisce da questo sondaggio è che, in fondo, l’Austria si senta, o almeno una sua parte, così insoddisfatta da cercare un nuovo orizzonte di valori e di ordinamento.E nulla può vietare che, se il sondaggio si facesse in altri Paesi, il risultato non sarebbe poi così diverso. Se non addirittura più incline a nuovi sistemi di potere incentrati su un uomo solo e forte al comando.





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