L’Ibizagate e le spese pazze, due scandali enormi seguiti dal pessimo risultato ottenuto dall’Fpö lo scorso 28 settembre alle ultime elezioni legislative dell’Austria. Tre macigni pesantissimi che hanno schiacciato ogni residua speranza di Heinz-Christian Strache di poter rientrare nel palcoscenico politico nazionale dalla porta che conta. Il suo partito lo avrebbe quasi sicuramente espulso, ma questa mattina Strache ha giocato d’anticipo convocando una conferenza stampa in cui ha annunciato urbi et orbi il ritiro dalla politica. “Lo faccio – ha dichiarato l’ex vicecancelliere austriaco – per difendere la mia famiglia e per scongiurare ulteriori danni all’Fpö”. Altri danni? Come se non bastasse lo schiaffone che la formazione di estrema destra ha rimediato pochi giorni fa, che ha raccolto appena il 16% dei consensi, perdendo circa il 10% rispetto alle precedenti elezioni. Il danno ormai è fatto e l’uscita di scena di Strache arriva troppo tardi.

Un monito per gli altri populisti

Strache era uno degli uomini simbolo dell’onda di ultradestra che stava (e continua ancora, seppure con minore intensità) minando le fondamenta dell’Europa. La sua caduta è un segnale che dovrebbe essere recepito con la massima urgenza da tutti gli altri leader populisti europei che rischiano di fare la stessa fine dell’austriaco. Ricordiamoci infatti che appena due anni fa Strache poteva vantare un rassicurante bottino pari al 26% dei voti, grazie ai quali era arrivato a governare l’Austria insieme ai popolari di Sebastian Kurz. Accanto al ritiro dalla politica, viene “sospesa sine die” l’appartenenza del leader all’Fpö. Il partito, ha sottolineato Strache, non deve in alcun modo spaccarsi, ma anzi deve rimanere un soggetto significativo all’interno della politica austriaca. Cosa farà adesso Strache? Si dedicherà ai suoi cari (“quello che mia moglie ha dovuto sopportare in queste ultime settimane nessun marito lo può permettere”) ma alcuni ritengono che stia già pensando a un piano B in vista del futuro. I media austriaci hanno notato che ieri è stato registrato l’indirizzo internet “liste-strache.at”, per la possibile discesa in campo di Strache a Vienna per le prossime elezioni comunali che si terranno nel 2020.

La caduta di Strache

In ogni caso, l’ex leader dell’Fpö spera che sua moglie Philippa accetti l’eventuale seggio da parlamentare visto che la donna si era candidata in lista in quel di Vienna ma, dal momento che il marito non ha lasciato un bel ricordo in seno al partito, non è detto che la consorte decida di ricoprire qualche ruolo. All’indomani delle ultime elezioni, Strache è finito sul banco degli imputati per aver causato la debacle della formazione di estrema destra perché è rimasto al suo posto, pur sapendo a cosa sarebbe andato incontro dopo il famigerato video dell’Ibizagate (dove lo si vede offrire appalti pubblici a una presunta miliardaria russa in cambio di finanziamenti al partito) e dopo le recenti spese pazze che il politico avrebbe fatto ricorrendo a fondi dei contribuenti donati all’Fpö. “Per lealtà nei confronti dei miei sostenitori, è essenziale che io eviti ogni ulteriore danno al Partito della libertà e impedisca a divisioni interni”. Si chiude così la carriera di Strache, uno dei tanti populisti sparsi per l’Europa.