Skip to content
Politica

È stato arrestato Stakeknife, la spia “italiana” infiltrata nell’Ira

Freddie Scappaticci, l’uomo “italiano” ritenuto l’agente infiltrato nell’Esercito Repubblicano Irlandese (IRA) con il nome in codice Stakeknife, è stato arrestato con l’accusa di aver partecipato a numerosi omicidi durante i Troubles, gli anni più duri del conflitto in Irlanda del...

Freddie Scappaticci, l’uomo “italiano” ritenuto l’agente infiltrato nell’Esercito Repubblicano Irlandese (IRA) con il nome in codice Stakeknife, è stato arrestato con l’accusa di aver partecipato a numerosi omicidi durante i Troubles, gli anni più duri del conflitto in Irlanda del Nord.

La BBC riferisce che Scappaticci è stato interrogato nell’ambito dell’Operazione Kenova guidata da Jon Boutcher, capo della polizia di Bedfordshire, in Inghilterra. Avviata nel 2016, l’operazione coinvolge un team di quasi cinquanta detective che stanno investigando su omicidi, rapimenti e torture risalenti agli anni Settanta.





La storia di Scappaticci sembra uscita da un film di spionaggio hollywoodiano. Ex muratore, figlio di immigrati italiani a Belfast – che come molti altri nostri connazionali si sono recati in Nord Irlanda in cerca di fortuna nell’industria navale – era sparito da tempo. Di lui non si avevano più tracce da quando nel 2003 il suo nome era stato collegato alla spia al soldo di Sua Maestà. Aveva negato tutto, ma da quel giorno è diventato introvabile. Molte le ipotesi. C’è chi dice che durante questi anni si sia nascosto alle Canarie, chi in Inghilterra e chi addirittura in Italia, dopo un intervento di plastica facciale.

Freddie Scappaticci ha abbracciato la causa repubblicana sin da giovane, all’inizio degli anni Settanta, quando aveva conosciuto in carcere Gerry Adams, ex alto ufficiale dell’IRA ora leader dello Sinn Fèin. Dopo anni di militanza sarebbe stato messo a capo della Nutting Squad, lo squadrone della morte dell’organizzazione armata nazionalista. Un battaglione che aveva il compito di scoprire gli infiltrati dell’esercito inglese, torturarli e farli confessare, per poi ucciderli. Il gruppo è stato accusato di essere responsabile di oltre cinquanta omicidi in vent’anni. Ma il numero delle persone uccise potrebbe essere più alto.

Molto probabilmente non sapremo mai se Scappaticci sia stato davvero la spia con il nome in codice Stakeknife. Ma in ogni caso il puzzle che sta emergendo rivela un intreccio di interessi e relazioni di vita e di morte su cui sono in molti a volere il silenzio. Primi fra tutti proprio gli 007 britannici. Perchè ammettere di avere avuto un infiltrato di così alto livello nello squadrone della morte dell’IRA significherebbe essere complici delle violenze.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.