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Le scorgiamo tra gli ultimi aggiornamenti, distrattamente. Le notizie sulle sparatorie statunitensi ormai raramente rimangono impresse nell’immaginario collettivo. L’ultima, avvenuta nella metropolitana di New York, è rimasta per qualche ora. Del resto, una sparatoria nella metropolitana, con tanto di fumogeni, faceva presagire il peggio. Per fortuna ci sono stati soltanto dei feriti e nessuna vittima. Proprio a New York però, qualche giorno prima, una vittima c’è stata. Sarebbe banale e riduttivo dire che è stata colpa delle permissive leggi sulle armi, che per inciso nello Stato e ancor di più nella città di New York sono piuttosto restrittive. La pistola utilizzata dal diciassettenne Jeremiah Ryan per uccidere la sedicenne Angellyh Yambo non sarebbe dovuta esistere. Perché è una cosiddetta “ghost gun”, un’arma fabbricata con una stampante 3S, senza il numero di matricola, irrintracciabile dalle forze dell’ordine. E non si è trattato di un caso isolato.

L’aumento dell’insicurezza

Anzi, dall’inizio dell’anno sono aumentate le violenze: 290 sparatorie contro le 236 dello scorso anno nel primo trimestre del 2022. Un brusco rialzo, in parte dettato anche dall’affievolirsi della pandemia. Non dimentichiamo che negli Stati Uniti il 2020 è stato l’anno della morte di George Floyd, ucciso da un agente a Minneapolis nel maggio 2020 e della conseguente demonizzazione delle forze dell’ordine da parte della sinistra democratica con lo slogan elettoralmente nefasto “Defund the Police”, prontamente respinto dall’allora candidato Joe Biden.

Successivamente a quell’evento, c’è stato un aumento dei crimini che ha portato a un diffuso senso di insicurezza culminato con l’aumento del 30% del numero di omicidi, che hanno avuto il loro epicentro nelle grandi città. A New York nel 2021 il tasso di criminalità era aumentato del 5% rispetto all’anno precedente mentre nel 2022 il primo trimestre ha visto un impressionante aumento del 38,5% del numero complessivo dei reati. Questo clima di spavento, dove si ipotizza che New York sia nuovamente pericolosa come negli anni ’70, spiega così anche la piattaforma securitaria con la quale è stato eletto il sindaco Eric Adams. Quest’ultimo ha lanciato un piano per la sicurezza per combattere quest’ondata il 5 marzo scorso: prematuro dire se questo ha avuto già degli effetti. Nel frattemo resta centrale il tema delle armi fantasma. Cosa sono queste strane pistole componibili chiamate ghost guns? Sono delle armi componibili costituite con materiale plastico. Basta fare un giro su Google e si trovano siti che le vendono con estrema facilità. Provare per credere.

Il problema delle pistole fantasma

Secondo la policy dell’Ufficio Federale dell’Alcool, Tabacco, Armi da Fuoco ed Esplosivi (ATF), non è illegale costruirsi un’arma. Tutto questo però potrebbe cambiare rapidamente: i dati sono impietosi. Nel 2021 sono state sequestrate ben 21mila armi di questo tipo, un aumento di dieci volte rispetto al 2016, quando vennero raccolte circa 2 mila pistole. Non solo: negli ultimi 18 mesi sulle scene del crimine si sono spesso rinvenute proprio questo tipo di pistola.

L’11 aprile scorso Joe Biden ha chiesto di cambiare quella singola regola, dopo che sia il sindaco Adams sia il senatore Chuck Schumer, leader democratico al Senato, hanno chiesto alla Casa Bianca di intervenire su questo cavillo che, nel 2013 consentì a John Zawahri di aprire il fuoco con un fac simile del fucile d’assalto AR 15 in California, al Santa Monica College, uccidendo sei persone, dopo che un negozio d’armi gli aveva rifiutato la vendita per i suoi precedenti.

Biden nel corso del suo annuncio ha spiegato che il dipartimento di Giustizia starebbe cercando finalmente di inserire i componenti tra l’elenco delle armi propriamente dette e che al vertice dell’Atf andrà un ex procuratore federale, Steve Dettelbach, dopo che la prima scelta, l’ex agente dell’Atf David Chipman è stato ritirato da Biden a causa dei voti insufficienti al Senato.

Le insidie per Biden

Ci sono però diversi scettici sull’efficacia di questa azione. Intanto perché anche l’approvazione di Dettelbach è a rischio. Il blogger conservatore Erick Erickson lo ha definito “un complottista elettorale” per aver affermato che le elezioni presidenziali del 2016 in Ohio sono state “non corrette”. In più un’associazione conservatrice, la Gun Owners of America, ha annunciato battaglia.

In un momento di ampia sfiducia dei confronti della Casa Bianca di Joe Biden ogni azione della presidenza presenta dei rischi. Se ad esempio l’ex vice di Obama dovesse fallire nell’intento di frenare quella che è stata definita “un’epidemia” di morti dovute a queste armi artigianali, rischierebbe di perdere una fetta del sostegno garantito dai progressisti, che da anni chiedono maggiore regolamentazione. In più a rendere tutto ancora più complesso sono le decine si “sconfitte” giuridiche maturate dai liberal nelle Corti Federali in mano a una maggioranza di giuristi conservatori.

Non da ultimo bisogna ricordare che uno degli argomenti che sicuramente verranno utilizzati dai repubblicani per la campagna elettorale delle elezioni di metà mandato del prossimo 8 novembre saà: “Dove governano i democratici non c’è sicurezza”. E i casi succitati, avvenuti nella New York governata per otto anni dal democratico progressista Bill De Blasio, sicuramente fanno gioco alla narrativa dei conservatori.

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