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Politica

Il mercato della soia da esportazione ha ucciso i contadini argentini

La storia del rapporto dell’Argentina con il glifosato, il componente chiave del pesticida Roundup messo in commercio dalla multinazionale Monsanto, è al tempo stesso complicata e tragica. Allo stato attuale delle cose, il glifosato rappresenta l’erbicida più utilizzato nel Paese,...

La storia del rapporto dell’Argentina con il glifosato, il componente chiave del pesticida Roundup messo in commercio dalla multinazionale Monsanto, è al tempo stesso complicata e tragica. Allo stato attuale delle cose, il glifosato rappresenta l’erbicida più utilizzato nel Paese, principalmente nel campo della coltivazione della soia, la commodity agricola maggiormente esportata dall’Argentina, che da 37.000 ettari nel 1971 è arrivata a coprire oggi il 60% del territorio coltivabile del Paese.

L’introduzione della soia transgenica resistente al glifosato nel 1996 ha rafforzato il potenziale commerciale della soia argentina, ma al tempo stesso indotto l’avvio di una dinamica che ha portato la salute di milioni di cittadini del Paese a esser messa a serio repentaglio. Non è un caso che ben 400 città e villaggi argentini abbiano deciso il bando del glifosato: l’ultima, e più importante, in ordine di tempo è stata Rosario, terza città del Paese, con un decreto approvato all’unanimità dagli organi amministrativi, a cui anche il sindaco Monica Fein ha dato il suo supporto. Allo stato attuale delle cose, tuttavia, il glifosato risulta sempre più utilizzato, a livello aggregato, nell’agricoltura argentina, dato che nell’ultimo anno ne sono stati irrorati circa 300 milioni di litri su 28 milioni di ettari di superficie coltivabile.





Il costo umano del glifosato svelato da un reporter coraggioso

A dare forma alla lotta di numerose comunità territoriali argentine contro l’uso indiscriminato dei pesticidi, segnalato anche nel formidabile saggio I padroni del cibo di Raj Patel, è stato un coraggioso fotografo argentino, Pablo Ernesto Piovano, che ha realizzato il servizio El Costo Humano de los Agrotóxicos nel 2015 dando voce a tutte le vittime silenziose del pesticida Monsanto, abitanti in località dove l’insorgenza di tumori maligni e malattie come l’idrocefalia, l’ittiosi e i disturbi respiratori permanenti è enormemente superiore rispetto alla media nazionale.

Il reportage di Piovano è stato trasformato in un libro edito da Kehrer Verlag, tra i principali editori fotografici al mondo, nel 2017 e l’autore, come riportato in un’intervista a Life Gate, ha deciso di presentare la pubblicazione, in maniera alquanto simbolica, nella città di Cordoba, teatro di un lungo lavoro di resistenza attiva da parte della popolazione contro la monocoltura della soia e l’uso del glifosato, culminata nello stop ai lavori per una fabbrica di erbicidi nel 2016.

I dati scientifici sul glifosato in Argentina danno ragione a Piovano

Laddove il reportage di Piovano ha sensibilizzato, numerosi analisi indipendenti sono arrivate a confermare la correlazione tra l’uso del glifosato e l’insorgenza di malattie rare o letali nelle aree dove esso viene utilizzato in maniera massiccia. 

Medardo Ávila Vázquez, coordinatore di un gruppo di ricerca universitario, ha rilevato come le morti per tumori aumentino dalla media nazionale del 20% del totale a circa il 50% nelle cittadine rurali maggiormente esposte all’uso del glifosato per la coltivazione della soia; Damián Verzeñassi, dell’Università di Cordoba, ha invece studiato 115.000 cittadini argentini provenienti da 31 diverse città del Paese e, come riportato al Buones Aires Times , ha dato conferma alle ricerche del collega e approfondito gli studi sulla correlazione tra il pesticida e l’insorgenza di disturbi respiratori e neurologici.

La situazione in Europa: Italia e Francia unite contro il glifosato

La dura situazione vissuta dall’Argentina segnala l’attualità della questione glifosato, ora più che mai importante per la politica agraria dell’Unione Europea che sul pesticida Monsanto si è divisa nello scorso autunno, con la Germania decisiva per il rinnovo alle autorizzazioni al suo utilizzo per i prossimi 5 anni e in polemica con Italia e Francia, che hanno votato contro alla mozione di proroga in seno al Plants, Animals, Food and Feed Committee.

In campo europeo, l’Italia e la Francia risultano in prima linea nella lotta all’utilizzo del glifosato: in risposta alla controversa delibera comunitaria, il 27 novembre scorso il Presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato che il glifosato sarà bandito su base nazionale entro il 2020, sulla scia delle politiche già messe in atto dall’Italia, che ha legiferato per limitarne l’utilizzo. Scelte di buon senso, che potrebbero impedire la riproposizione in sede europea delle drammatiche immagini che Piovano ha riportato, segnalando all’attenzione mondiale i problemi e le vicissitiduni che affliggono milioni di argentini.

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